Adesso la Regione ci ripensa |Termovalorizzatore, si riparte

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18 Febbraio 2017, 18:41

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PALERMO – La storia sembrava chiusa nel dicembre del 2015. Quando con una nota molto dettagliata la Soprintendenza di Messina aveva fermato il progetto del nuovo termovalorizzatore A2A a San Filippo del Mela. Una idea che sembrava archiviata, dopo la presa di posizione del Soprintendente che aveva dichiarato il progetto incompatibile con le norme ambientali. Ma lo stesso organismo regionale ci ha ripensato. E così, il nuovo Soprintendente di Messina Orazio Micali, nominato nove mesi dal governo Crocetta, ha chiesto alla Regione di annullare quell’atto che aveva fermato l’investimento. Di fatto, riaprendo alla possibilità che il termovalorizzatore arrivi nel Messinese. Un affare da milioni di euro.

È tutto in una nota di otto pagine. A tratti anche molto dure. Visto che il nuovo Soprintendente, di fatto, sconfessa il suo predecessore, puntando il dito contro presunte “incongruenze” negli atti che avevano portato allo stop all’impianto. Una vicenda complessa e i cui contorni non erano mai stati molto chiari. Ma proprio nella nota del Soprintendente Micali, ecco sviscerata la storia di quell’impianto, chiamato col suo nome: termovalorizzatore. Lo stesso contro cui i cittadini della zona erano scesi in piazza e avevano persino votato un referendum per dire “no”.

Il progetto di A2A

Una vicenda contorta. E complicatissima. Per farla breve, la A2A, mega-azienda lombarda, ha presentato un progetto di riqualificazione dell’attuale centrale elettrica Edipower (prima ancora era di proprietà di Enel). Una riqualificazione che, però, si sarebbe tradotta proprio con la costruzione di un nuovo termovalorizzatore, in un’area, tra l’altro, facente parte del cosiddetto “Sin”, cioè un sito di interesse nazionale.

E così, la vicenda è tutta un intersecarsi di competenze tra il Ministero per i Beni culturali e l’omologo assessorato regionale, per il rilascio delle autorizzazioni. Ma come detto, la storia sembrava essersi chiusa dopo la nota della soprintendenza del 5 novembre del 2015 che ha sottolineato le “evidenti e forti criticità” rispetto al Piano paesaggistico, “pertanto – proseguiva la nota – per quanto di di competenza si esprime parere contrario alla realizzazione delle opere in oggetto”. La relazione veniva poi inviata al Ministero per i Beni culturali. La A2A avanzava a quel punto ricorso al Tar, ma allo stesso tempo manifestava la propria intenzione di “intraprendere ogni azione disponibile per rendere possibile una rivisitazione e modifica del citato parere che rimuova gli attuali impedimenti alla realizzazione del progetto”. Una intenzione indirizzata anche a Ministero e Regione ai quali la società ha chiesto “di voler riesaminare nel merito il parere in oggetto al fine di valutare la compatibilità del progetto e riformulare le conclusione tratte”.

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La “marcia indietro” della Soprintendenza

E lo spiraglio, in effetti, si è aperto. Perché il nuovo Soprintendente, nominato dal governo Crocetta nel maggio scorso. ha fatto emergere alcune anomalie nel procedimento che ha portato allo stop all’investimento giunto nel novembre del 2015. Innanzitutto elencando una serie di autorizzazioni concesse in questi anni nella stessa area: “Siamo in presenza – ha scritto il nuovo Soprintendente – di una sequenza continua di pareri riguardanti progetti di nuovi impianti in aree libere alla Centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, interrotta infine col parere contrario delle nota del 5 novembre”. E così, secondo Micali, o le precedenti autorizzazioni sono state rese in contrasto col Piano paesaggistico “o tale – continua il dirigente – è la nota protocollo di cui si ritiene necessario verificare qui i contenuti”. E così, inizia questa verifica all’atto che ha portato allo stop del termovalorizzatore. Che viene sostanzialmente “smontato”, facendo così emergere presunte incongruenze nell’operato della precedente guida della Soprintendenza. Tra le tante anomalie, il nuovo soprintendente ne segnala in particolare due. A cominciare da un “via libera” concesso a una centrale elettrica nella stessa zona. Perché a questa sì, e al termovalorizzatore no? Ha chiesto in sostanza il nuovo soprintendente. E la risposta sarebbe tutta in un errore del suo predecessore: quello cioè di aver tenuto conto solo di alcune delle norme relative al piano paesaggistico. Saltano fuori, poi, anche presunti errori cartografici che vizierebbero ulteriormente il procedimento. Ecco il “dietrofront”. Il dirigente scrive all’assessorato chiedendo l’annullamento dell’atto che aveva fermato il termovalorizzatore. Di fatto, riaprendo alla valutazione sulla possibile creazione dell’impianto.

Le proteste: “Siamo su Scherzi a parte?”

“Sembra di essere su scherzi a parte – ha commentato il presidente della commissione d’inchiesta all’Ars sulla Valle del Mela, Santi Formica – ma leggendo la sorprendente presa di posizione del nuovo sovrintendente di Messina ci si rende conto che spesso la realtà può superare anche i peggiori incubi”. Un progetto, quello della A2A che rappresenterebbe “un nuovo insediamento industriale – prosegue Formica – assolutamente vietato dal piano paesaggistico approvato dalla Regione. Senza in questa sede considerare le altre negatività: distanza dal mare inferiore a 150 metri, posizionamento in centro abitato, mancanza di una discarica, assenza di viabilità per assorbire l’aumento vertiginoso del traffico pesante, migliaia di camion all’anno, presenza di siti archeologici all’interno dell’impianto”.

Tra l’altro, quell’investimento, al quale il Soprintendente nominato da Crocetta aprirebbe col suo parere, finirebbe proprio per contraddire le decisioni del governo regionale: “Bisogna chiedersi per qual motivo il nuovo sovrintendente – prosegue Formica – smentendo i proclami del governatore, il parere della stessa sovrintendenza, il dipartimento regionale dei beni culturali, l’assessore regionale e lo stesso ministero si azzarda a negare l’evidenza del rispetto delle leggi dello Stato e della Regione che proprio lui è onerato a salvaguardare e far rispettare”. Una posizione che contraddice, secondo Formica, anche quanto affermato in commissione Valle del Mela da altri dirigenti regionali. E il “no”, forte, è ovviamente giunto anche dai comitati cittadini che da tempo si battono contro il termovalorizzatore. “A tratti – ha dichiarato il comitato territoriale “Cittadini del Mela contro l’inceneritore” – abbiamo avuto l’impressione di leggere la memoria difensiva degli avvocati di A2A. O anche peggio. Nella recente nota della soprintendenza invece si mette in dubbio tale valore, proprio adesso che il Piano Paesaggistico è stato finalmente approvato”. Ma proprio quando sembrava una storia chiusa, è ricominciata la guerra del termovalorizzatore.

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18 Febbraio 2017, 18:41

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