Agrigento, ventenne ucciso con una coltellata al cuore - Live Sicilia

Agrigento, ventenne ucciso con una coltellata al cuore

Identificata la vittima.
IL CASO
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AGRIGENTO – Un ragazzo cinese di circa 20 anni è stato trovato cadavere nel centro storico di Agrigento in un’abitazione di salita Iacono, nei pressi del cortile Santo Spirito. Secondo i primi rilievi si tratterebbe di un omicidio: una coltellata ha trafitto il cuore della vittima. A ritrovare il corpo senza vita del giovane sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale.

Il profilo della vittima e la dinamica dei fatti

La vittima è uno studente cinese Tianzheng Zhang, 22 anni, iscritto da un anno all’Accademia di Belle Arti di Agrigento. Il cadavere è stato trovato all”interno della camera di un B&B di salita Iacono, nel centro storico di Agrigento, dove il giovane era alloggiato. A chiamare i vigili del fuoco sono stati i carabinieri allertati da un paio di connazionali dello studente che non riuscivano a rintracciarlo. L’ultima volta che e’ stato visto risale a venerdi sera; pare che avesse avuto una discussione con qualcuno ed erano intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile.

Le ipotesi

In salita Iacono è arrivato il Pm di turno, Cecilia Bavarelli, e si attende l’arrivo della Scientifica. Sembra improbabile l’ipotesi del suicidio, ma ancora non e’ stata esclusa categoricamente. Il giovane è stato trovato sul letto, vestito, non in pigiama. E’ morto a causa di un’unica coltellata conficcata all’altezza del cuore. I carabinieri stanno verificando il funzionamento delle telecamere, due di quelle che inquadrano l’ingresso del B&B non funzionano, e stanno interrogando i residenti della zona, dove ci sono tantissimi B&Be affittacamere. Nessuno a quanto pare avrebbe sentito urla o rumori sospetti. Finestre e porte, a quanto pare, risultano essere chiuse e non forzate.


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Commenti

    CREDO SAREBBE OPPORTUNO CHE IL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI, GENERALE DI CORPO D’ARMATA, TEO LUZI, COSÌ COME HA FATTO PER IL CASO CUCCHI, PER ESEMPIO, ROMPESSE IL SILENZIO E DICESSE DUE PAROLE, ANCHE DI CIRCOSTANZA, SUL CASO IN ESAME. COSÌ, FORSE, LA FAMIGLIA ED IN PARTICOLARE LA VEDOCA DEL MARESCIALLO, SI SENTIREBBERO MENO SOLI. DALTRONDE IL DEFUNTO ERA UN CARABINIERE E NON UN CARABINIERE QUALSIASI, UNO CHE HA PORTATO LUSTRO ALLA BENEMERITA E QUINDI SAREBBE OPPORTUNO CHE IL GENERALE LUZI, DICESSE, COME PER IL CASO CUCCHI, CHE I RESPONSABILI, QUALORA INDIVIDUATI, PAGNERANNO. L’ARMA LO DEVE ALLA FAMIGLIA LOMBARDO. IMPERATIVO CATEGORICO:- USCIRE DAI RUMOROSI SILENZI CHE CELANO UN’OMERTA’ DI STATO, INTOLLERABILE.
    ED IO SO BENISSIMO CHE IL GENERALE LUZI NON È UN OMERTOSO, QUINDI, ATTENDIAMO

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