Alfano indagato per abuso d’ufficio | La replica: “Un caso nato morto”

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25 Febbraio 2016, 20:55

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ROMA – Abusando del suo potere di ministro dell’Interno, avrebbe proposto e fatto approvare al Consiglio dei ministri il trasferimento ad Isernia dell’allora prefetto di Enna, Fernando Guida, che aveva avviato la procedura culminata con il commissariamento della Fondazione Kore. Con quest’accusa la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il titolare del Viminale Angelino Alfano, inviando per competenza il fascicolo al tribunale dei ministri. “La vicenda di cui si parla è un caso nato morto, superato e smentito dai fatti”, replica il ministro, sottolineando in ogni caso che il movimento dei prefetti operato dal governo “è materia di esclusiva pertinenza del potere esecutivo e cioè un atto di alta amministrazione”.

Con Alfano sono indagati anche il viceministro Filippo Bubbico e il capo della sua segreteria particolare Ugo Malagnino, l’ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli, escluso dalle liste del 2013 dal Comitato dei garanti del partito, l’ex presidente della provincia di Enna ed presidente dell’università Kore, Cataldo Salerno. Il fascicolo è stato trasmesso dalla procura di Roma al tribunale dei ministri lo scorso 1 febbraio. “In data odierna – è scritto nell’avviso di garanzia firmato dal sostituto procuratore Roberto Felici e dal procuratore aggiunto Francesco Caporale – questo ufficio ha trasmesso il procedimento sopra indicato al competente Collegio per i reati ministeriali, al quale i suddetti possono presentare memorie o chiedere di essere ascoltati”. Nell’avviso si legge inoltre che Alfano e gli altri quattro indagati risultano “sottoposti ad indagini per il reato di cui all’articolo 323 del codice penale, commesso in Roma il 23.12.2015”. Quel giorno a palazzo Chigi si tenne un Consiglio dei ministri, al termine del quale il governo approvò, su proposta del ministro dell’Interno, il movimento di 14 prefetti tra i quali, appunto, quello di Enna, che si era insediato nel gennaio del 2014. “Fernando Guida – si legge nel comunicato diffuso da palazzo Chigi al termine della riunione – da Enna e’ destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Isernia”.

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Ed era stato proprio Guida, il 28 ottobre scorso, ad avviare le procedure e gli accertamenti sulla fondazione Kore. Verifiche che si sono concluse il 1 febbraio scorso, dopo il suo trasferimento, con il commissariamento. Con un decreto la prefettura di Enna ha infatti sciolto gli organi amministrativi – presidenza e consiglio di amministrazione – e ha nominato tre commissari, per un periodo di sei mesi, prorogabili. Si tratta del prefetto Francesca Adelaide Garufi e dei professori Carlo Colapietro e Angelo Paletta. La procedura era stata avviata dopo la proposta, avanzata dalla Fondazione per la libera universita’ della Sicilia centrale Kore di modificare il proprio statuto. Secondo il ministro, però, la vicenda è “smentita dai fatti”. “Ho ricevuto una comunicazione – afferma – che mi lascia intuire, pur non avendo correttamente accesso agli atti, essere relativa al trasferimento del prefetto mentre lui si accingeva a commissariare la Fondazione che gestisce l’università di Enna”.

Un trasferimento che, secondo il ministro, “è avvenuto in via del tutto ordinaria assieme a tanti altri” e, soprattutto, “senza aver ricevuto sollecitazione o pressione alcuna” nonché “con la piena condivisione dell’interessato”. Inoltre, l’avvio della procedura di commissariamento era partita “con la piena consapevolezza e input da parte mia”. Il trasferimento, tra l’altro, non avrebbe comportato problemi alla procedura: il viceprefetto vicario, sostiene Alfano, “è stato da me personalmente stimolato in questa direzione nel corso di una riunione con i prefetti della Sicilia e ha ovviamente provveduto a completare l’opera” tanto che il commissariamento “è avvenuto il 30 gennaio scorso”. E lunedì scorso si è insediato ad Enna il nuovo prefetto, Maria Rita Leonardi. Sulla vicenda del trasferimento del prefetto Guida, c’era stato anche la presa di posizione del procuratore di Enna Calogero Ferotti, che aveva polemizzato con il ministro durante la cerimonia di congedo. “Se avesse avuto la pazienza di aspettare i tempi dell’iter amministrativo di esclusiva competenza della prefettura – dice Alfano – avrebbe visto la conclusione da lui desiderata”. La Fondazione Kore è al centro dell’attenzione anche della procura di Enna, che ha aperto un fascicolo contestando ai membri dell’ex Cda il reato di malversazione: secondo l’accusa avrebbero ricevuto nel 2012 un contributo di un milione di euro dal comune di Enna e non lo avrebbero mai versato sul conto corrente dell’università ma piuttosto su quello della Fondazione. Sul registro degli indagati sono stati iscritti gli stessi Salerno e Crisafulli, e gli ex parlamentari regionali del Pd Michele Galvagno e Carmelo Tumino, l’ex parlamentare di Fi e presidente della Fondazione Kore Edoardo Leanza, i revisori dei conti Gaetano Rabbito (ex parlamentare del Pd), Nicolò Trecarichi e Alessandro Lentini. Il 1 febbraio scorso, il tribunale del Riesame di Enna ha però disposto il dissequestro del conto della Fondazione, ritenendo non sussistere il reato di malversazione. (ANSA)

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25 Febbraio 2016, 20:55

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