Nuovo contratto di servizio | L’Amat punta sulla tecnologia

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24 Febbraio 2014, 06:15

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PALERMO – Cambiamenti in vista per l’Amat. E’ infatti ormai pronto il nuovo contratto di servizio tra il comune di Palermo e la sua partecipata che si occupa del trasporto pubblico locale, un documento frutto di mesi di lavoro tra i tecnici di Palazzo delle Aquile e di via Roccazzo e che a breve sbarcherà a Sala delle Lapidi per il via libera definitivo. Un documento per ora strettamente riservato, anche se ormai circolano le prime anticipazioni proprio negli ambienti aziendali. Rispetto agli 89 milioni odierni, nel triennio il nuovo contratto dovrebbe superare i 100 grazie anche ai servizi aggiuntivi che nel vecchio, risalente al 2004, non erano previsti: dal bike al car sharing, passando soprattutto per il tram. 18 milioni i chilometri all’anno previsti su gomma, ai quali vanno aggiunti gli 1,2 su binario.

L’Amat, oltre al trasporto pubblico, continuerà comunque ad occuparsi di Ztl, parcheggi a pagamento, segnaletica stradale e servizio di rimozione (o in alternativa le ganasce) a Palermo e, in previsione, anche nella città metropolitana (se mai verrà costituita), ma sicuramente in sinergia con i comuni limitrofi, Monreale e Villabate in primis. Il Comune, di contro, dovrebbe garantire anche l’impiego dei vigili urbani a bordo dei mezzi per garantire la sicurezza dei passeggeri e, in casi eccezionali, affiancare i controllori. Gli obiettivi rimangono sempre gli stessi: migliorare la mobilità, limitare l’inquinamento e incentivare il mezzo pubblico a scapito di quello privato.

L’azienda dovrà continuare a garantire, inoltre, alcuni servizi speciali: scuole, cimitero dei Rotoli, ospedale Civico, località balneari, centro storico con speciali mezzi ecologici e trasporto di tifosi in vista degli incontri di calcio. “E’ un aggiornamento del vecchio contratto – dice il presidente Giuseppe Modica – e segna il passaggio a una gestione dell’azienda più moderna ed efficiente, capace di stare sul mercato trovando nuove aree di business e fonti di reddito. Non è più il tempo di pesare sulle finanze pubbliche. Tram, bike e car sharing saranno le maggiori novità per la città, un’occasione di sviluppo da non perdere: sono gli elementi della nostra nuova missione di trasporto pubblico locale che vuole spingere alla mobilità sostenibile, cercando di incentivare l’utilizzo di mezzi collettivi e pubblici”. “Questo aggiornamento del contratto di servizio, che tra l’altro è molto atteso anche dall’azienda – spiega l’assessore alla Mobilità Tullio Giuffré – è quello che può consentire, ad avviso dell’amministrazione, il rinnovamento della logica del piano industriale dell’azienda perché consente di associare all’esercizio del trasporto tradizionale una serie di servizi aggiuntivi, cercando di puntare da un lato sull’innovazione tecnologica che purtroppo l’azienda aveva negli anni Novanta ma che nel corso dell’ultimo decennio ha assolutamente perso, e dall’altro introducendo dei criteri di re-investimento su un piano pluriennale che potranno consentire nel breve e nel medio periodo l’evoluzione dei servizi e della qualità dei servizi erogati”. Maggiore flessibilità pluriennale, dunque, con cui rinegoziare tra il 2017 e il 2018 alcuni corrispettivi sulla base dei risultati.

In via Roccazzo possono comunque tirare un sospiro di sollievo, visto che i tempi del paventato crac sembrano ormai alle spalle (tutti ricordano i soldi anticipati per il tram senza perizia di variante e i 142 milioni di buco richiesti al Comune con decreto ingiuntivo nel 2012). Il tutto in un quadro nazionale difficile visto che a Genova, Roma o Napoli il servizio di trasporto pubblico locale deve affrontare gravissime criticità. “Mi auguro che l’assessore Giuffrè abbia previsto, considerato che ci saranno strisce blu, gialle, rosse e bianche – attacca il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo – anche quelle rosa, come deciso dal consiglio comunale, altrimenti ci vorrà un emendamento tecnico. La lotta ai portoghesi non mi sembra efficace, bisognerebbe formare del personale, da reperire con la mobilità, per combattere questa evasione. Così com’è mi sembra che non funzioni, non bastano vigili e pochi controllori. Serve un’azione forte che agisca come deterrente, risanando un bilancio in sofferenza. Non siamo d’accordo che alcuni servizi siano già previsti senza che le città metropolitane siano state create, qualora avvenisse il contratto deve tornare in Aula. E prima del contratto, servono i bilanci del car e bike sharing per capire quanto personale impieghiamo, quanto costano i mezzi, quanto suolo pubblico perdiamo. Inoltre va esternalizzato il servizio di rimozione coatta, finché non sarà efficiente. L’assessore dovrà farci capire come interagisce la strada gommata con quella ferrata, il piano del servizio Amat sarà rivoluzionato: vogliamo capire adesso cosa avverrà, non firmiamo cambiali in bianco. Vogliamo il regolamento per il tram. Faccio anche notare che questo contratto, rispetto al precedente, costerà nei prossimi tre anni ben dieci milioni in più”.

“Il nuovo contratto di servizio, condivisibile nello spirito e negli indirizzi di sviluppo strategico che contiene – dice Pierpaolo La Commare del Mov139 – riveste una grande importanza secondo una duplice valenza: segna un ulteriore passo dell’amministrazione verso il complessivo riordino delle partecipate e consente di accelerare i processi di riorganizzazione della mobilità urbana già fissati con l’approvazione del Pgtu. Sono certo che ancora una volta il consiglio comunale saprà cogliere l’importanza strategica dell’atto per la città, assicurando la massima attenzione e celerità nella trattazione dello stesso ”.

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SOLDI Quanto costerà il nuovo contratto di servizio? Tre milioni dovrebbero essere destinati ai biglietti gratuiti o a tariffa ridotta; circa 25 milioni per il servizio ordinario con 18 milioni di chilometri all’anno su gomma (in aumento rispetto agli odierni); poco più di due milioni per i servizi speciali che potrebbero aumentare del 50 per cento fra due o tre anni; per le Ztl l’Amat riceverà quasi l’80 per cento dei ricavati del Comune, ma comunque piazza Pretoria dovrà garantire un minimo a via Roccazzo di una decina di milioni; per il tram un’altra decina di milioni, divisi tra Comune e Regione, oltre a un fondo per lo start up di poco meno di cinque milioni (soldi che arriveranno del tutto a partire dal 2016, quando il sistema su binari entrerà a pieno regime). A questi importi, tutti al netto di iva, andranno aggiunti i trasferimenti regionali che ad oggi ammontano a 54 milioni l’anno per Palermo, anche se la Finanziaria ha recentemente operato un taglio del 7 per cento: ecco perché l’Amat dovrebbe presentare, insieme ad altre aziende siciliane del trasporto pubblico, un ricorso al Tar sulla scorta di quanto fatto con successo per il 2012, quando il taglio era stato del 20 per cento. Fra tre anni, inoltre, il Comune potrebbe rivedere al rialzo i corrispettivi sulla base degli investimenti per l’ammodernamento della flotta gommata, i sistemi innovativi per la bigliettazione e il contrasto all’evasione del pagamento del biglietto. Previste anche penali salate con controlli a campione. Con il vecchio contratto l’Amat costava 89 milioni (di cui 54 di fondi regionali, 30 per il contratto e 3,6 per la segnaletica).

INVESTIMENTI L’azienda dovrà acquistare mezzi di nuova generazione con tecnologie a portata di turisti, anziani e diversamente abili anche con fondi di altre europei o nazionali per migliorare gli standard del servizio nell’arco di un biennio. Prevista anche una razionalizzazione della rete da integrare col tram.

ZTL E STRISCE BLU L’Amat non pagherà Tares sugli stalli a pagamento e degli introiti delle strisce blu al Comune andrà il 15 per cento; non pagheranno per la sosta le auto del car sharing e, nel caso di pagamento elettronico, si potrà pagare l’effettivo tempo di sosta. Una porzione degli stalli, di categoria “B”, sarà totalmente a pagamento senza alcuna eccezione, anche per i residenti. Per le Ztl l’azienda dovrà provvedere al monitoraggio degli ingressi, insieme ai vigili. L’azienda potrà gestire anche parcheggi su aree comunali.

BIGLIETTI Uno dei punti forti del nuovo corso dell’Amat sarà la lotta al portoghesismo, così come annunciato a più riprese dal presidente Giuseppe Modica. L’azienda non solo dovrà aumentare il numero dei controllori, ma anche provvedere a un processo di dematerializzazione del titolo di viaggio puntando sulle nuove tecnologie come gli smartphone. Come detto, nel contrasto al trasporto “non pagante” sarà determinante l’impiego (anche se non ordinario) dei caschi bianchi di via Dogali.

 

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24 Febbraio 2014, 06:15

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