Angeli custodi di Sicilia | La copertina di Panorama - Live Sicilia

Angeli custodi di Sicilia | La copertina di Panorama

Il giornale milanese, da domani in edicola anche nell'Isola, racconta storie di solidarietà e di amore.

Il settimanale in edicola
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L’Angelo custode? Esiste. Ed è in carne e ossa. Il settimanale Panorama, da domani anche nelle edicole siciliane, dedica la propria copertina a storie di solidarietà e amore. Le storie di Maria Stella e Rosalba, di Stefania e Melania, sempre presenti, ma invisibili, al fianco di chi ha bisogno. In maniera disinteressata, sincera, tenace. Ma anche con una gioia che traspare dagli occhi e dalle parole, capace di allungare un raggio di sole sulla penombra della malattia o del sacrificio.

Sono loro gli angeli custodi di Danilo, Francesco, Leonardo e Aurora. Il loro tramite verso l’esterno, i loro occhi e le loro mani. Compagni di giochi e assistenti irrinunciabili. E nelle loro storie, raccolte dal settimanale milanese, c’è anche un po’ di Sicilia. Da un estremo all’altro dell’Isola, da Aci Castello ad Aragona, il filo della generosità è lo stesso. La stessa trama dell’assistenza che non vuole nulla in cambio.

Maria Stella Accolla è immortalata su una splendida terrazza ad Aci Castello, a due passi da Catania. Con lei c’è Danilo Ferrari. La donna incontrò il giovane 18 anni fa, quando quest’ultimo era uno studente “in cerca di un banco”. Maria Stella era invece una insegnante di sostegno. La “sua” insegnante, sarebbe divenuta presto. E la storia raccontata da Panorama è quella di una donna capace di dare voce a chi non ce l’ha. Di dare forma a pensieri imprigionati in un corpo immobile. Quello di Danilo, appunto, su una sedia a rotelle a causa di una malattia dal nome terribile, “tetraparesi spastico distonica”, che riesce a esprimersi solo con gli sguardi. Brevi e veloci movimenti degli occhi e delle pupille, che Maria Stella, dopo 18 anni di “simbiosi” è in grado di tradurre e interpretare. Dando un colore, un suono ai pensieri di un cervello vivacissimo.

Come quello di Aurora Scichilone, una bimba di Aragona, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, che ha incrociato il suo angelo custode all’età di due anni. Quando le diagnosticarono la “Sma”, acronimo che sta per “atrofia muscolare spinale”: una patologia rara e terribile. Il corpicino di Aurora, pelle chiara come i suoi occhi, non può muoversi, è alimentato dalle apparecchiature ed è trafitto da un tubo, quasi all’altezza di un cuore che qualcuno ha deciso di riempire e alleviare. Melanie Cavaleri, trent’anni e occhi che sorridono, per otto anni non ha saltato un giorno. Al suo fianco. La sua “migliore amica”, come conferma la piccola. Che Melanie volle anche come damigella al proprio matrimonio. La ragazza oggi racconta di “non potersi più separare da Aurora”, una bambina in grado di “rendere – racconta – la mia vita migliore, facendomi sentire più utile, più solare”.

E straordinarie sono le altre storie raccontate dal settimanale. A cominciare da quella di Rosalba, che a un certo punto incontrò sul suo cammino il piccolo Francesco, nato sordo, cieco e con una compromissione cerebrale a causa di un problema della mamma, durante la gravidanza. Rosalba si prenderà cura del piccolo, ricoverato a Napoli, dapprima come volontaria. Poi deciderà di prendere il bambino in affido: “La sua famiglia d’origine – racconta la donna – non poteva o voleva”. E così, da nove anni è come se fosse figlio suo.

Stefania è invece una educatrice specializzata del Centro Benedetta d’Intino a Milano. È in questa veste che incontra Leonardo, un bambino che, a causa di una rara sindrome genetica, non è in grado di comunicare con l’esterno. “Non apprendeva e non parlava”, ricorda Stefania. Che a quel bambino, però, ha deciso di dedicare 13 anni della sua vita. Per compiere, alla fine, una vera e propria impresa. Quella di creare un alfabeto fatto di simboli, tutti per Leonardo. Che adesso riesce a comunicare e farsi capire. Un “miracolo” della volontà, che ha allontanato dai genitori del piccolo le nubi della disperazione.

E le storie raccontate da Panorama aprono anche uno squarcio sulla destinazione dei fondi del “cinque per mille”. In una inchiesta del settimanale, nello stesso numero in edicola, il racconto di come vengono spesi, la descrizione dei destinatari di quei soldi. Tra le associazioni meritorie, ecco spuntare anche dei furbetti. Che non offuscano, però, il potere salvifico degli angeli custodi d’Italia. Ai quali Panorama ha voluto rivolgere un “grazie”. Dedicando loro la copertina.


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Commenti

    Auguriamoci che questi esempi di “gigantismo umanitario” facciano riflettere corrotti e ladri di risorse tolte ai più deboli affinché si pentano e restituiscano il Maltolto che genera pane sporco come sostiene sovente Bergoglio.
    Grazie Panorama, grazie Sabella.

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