Rabbia e dolore per Angelo morto sul lavoro: "Ti amo"

Rabbia e dolore per Angelo morto sul lavoro: “Ti amo”

Il dolore dei familiari. La protesta dei sindacati.
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“Ti amo”. Così ha scritto su Facebook Antonio Salamone, per ricordare suo papà Angelo, faccia perbene di uomo impegnato, senza risparmio. Un operaio con le mani provate dalla fatica, amato da tutti, morto in un incidente sul lavoro ai Cantieri Navali. “Ti amo”. Una frase semplice, disperata e piena di speranza. Racconta la separazione, ma racconta che tutto, in fondo, rimane, oltre gli abbracci impossibili. Rimane lo sguardo di un padre, con l’amore. Resta la mano di un papà sulla spalla dei figli.

Secondo la cronaca fin qui disponibile, la notizia è arrivata nella tarda serata di ieri, Angelo Salamone, 61 anni, operaio di un’azienda dell’indotto, stava lavorando nel cantiere quando è stato colpito da un basamento che si è ribaltato. A prescindere dalle valutazioni che saranno fatte dagli inquirenti, è la seconda morte sul lavoro, a Palermo, in pochi giorni. Di recente, abbiamo dovuto raccontare un’altra storia listata a lutto: quella di Michele Pisciotta, 67 anni, falegname, vittima di un incidente, in circostanze da chiarire.

Intanto, sono state proclamate otto ore di sciopero in tutti i cantieri e in tutti i siti di Fincantieri. L’iniziativa, fissata per lunedì 12 dicembre, è stata decisa dai sindacati nazionali di Fiom Fiom e Uilm e territoriali dei metalmeccanici. “Continuiamo ad assistere a tragedie senza fine – scrivono in una nota i sindacati delle segreterie territoriali di Palermo di Fiom, Fiom, Uilm, Uglm e Failms -. Un altro morto del dovere che non tornerà a casa dal suo turno di lavoro. Non vorremmo mai apprendere notizie del genere. Purtroppo, constatiamo che si continua a morire nei luoghi di lavoro, e questo è inaccettabile”.

“Fincantieri, in relazione all’infortunio occorso oggi (ieri, ndr) nello stabilimento di Palermo, esprime vicinanza alla famiglia e ai colleghi del lavoratore”. Questa la posizione dell’azienda riportata dalle agenzie, poche ore dopo l’accaduto. “Salute e sicurezza sul lavoro costituiscono valori imprescindibili per il Gruppo – si legge – e strategici per lo sviluppo sostenibile dell’azienda, che conferma la propria volontà di continuare ad investire per la formazione e in ambito tecnico-organizzativo con il coinvolgimento di tutte le persone impegnate quotidianamente nei suoi siti produttivi, con il comune obiettivo di conseguire continui miglioramenti a fronte di quanto già ad oggi consolidato”.

Di certo c’è il dolore, il cordoglio è visibile sui social. “Non ho parole quanti ricordi quante risate una persona stupenda e di cuore mi dispiace tantissimo condoglianze alla famiglia”, ecco uno dei messaggi. Sono tutti fiori per Angelo. Non lo riportano indietro, ma fissano, nella memoria la vita di un uomo, il suo sguardo da padre, le sue mani da lavoratore. (Roberto Puglisi)


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Commenti

    Questa è la vita reale non quello che pensa la politica attuale ( spartizione di poltrone, schiacciare l’occhio agli abusivi ed evasori, ecc). Condoglianze sincere alla famiglia

    Condoglianze alla famiglia ma anche vorrei precisare a Pino che non è solo la politica attuale che si è disinteressata di sicurezza sul lavoro ma anche la precedente, e mi riferisco alla sinistra quando ha governato, che non ha ad esempio triplicato le pene per quei datori di lavoro ritenuti responsabili di incidenti sul lavoro ed insensibili sul piano della sicurezza dei loro dipendenti. Tra chiacchiere e spartizione di poltrone la sinistra non è affatto differente da quella di parte del centro-destra.

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