Randazzo in aspettativa dal lavoro | Nessun rimborso per la sua azienda

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29 Dicembre 2017, 11:25

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PALERMO – L’ultima bordata era arrivata da Chiara Di Benedetto, deputata del Movimento cinque stelle alla Camera, che aveva definito il suo comportamento “sconfortante”. L’ultimo atto in ordine cronologico di una serie di pressioni e accuse provenienti anche da attivisti e semplici simpatizzanti. Alla fine Antonino Randazzo, il consigliere M5s al Comune di Palermo che era stato assunto dalla sua stessa azienda poco prima del voto, dando quindi la possibilità alla società di ottenere i rimborsi da parte di Palazzo delle Aquile per l’attività prestata in aula e nelle commissioni, ha deciso di fare un mezzo passo indietro: passa in aspettativa non retribuita all’interno della CreaGest Srl, l’azienda che aveva aperto nel 2014 e che lo vede in società con Alessandra Costantino, designata assessore in quella tornata elettorale dall’allora candidato sindaco dei pentastellati Ugo Forello, e con un terzo socio.

Il caso era stato sollevato qualche giorno fa dal quotidiano ‘la Repubblica’, che aveva portato alla luce anche l’analoga situazione di Marianna Caronia, assunta nella società del padre dopo essere stata eletta a Sala delle Lapidi : da allora in casa M5s una lunga scia di proteste e polemiche sui social network e nelle chat interne degli attivisti. Nulla di irregolare ma quella mossa, che portava nell’azienda di Randazzo i rimborsi di Palazzo delle Aquile, non è stata digerita dall’ala ortodossa degli attivisti palermitani e ha creato malumori anche nello schieramento vicino a Forello e a Costantino, quest’ultima diventata uno dei volti principali del movimento a Palermo nelle ultime settimane. “Da portavoce del M5S confesso quanto sia sconfortante che un cittadino, eletto come portavoce del M5s si distingua per questo tipo di comportamenti, legittimi ma decisamente discutibili da un punto di vista politico ed etico – ha affermato Di Benedetto -. La rivoluzione culturale che il Movimento 5 Stelle si prefigge di portare avanti, parte soprattutto dai piccoli gesti che ogni cittadino deve compiere ogni giorno per fare la differenza, un portavoce prima degli altri, un portavoce più degli altri”. Parole che hanno fatto da preambolo all’invito all’intervento rivolto ai probiviri del movimento.

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Randazzo, comunicando la messa in aspettativa che provoca l’annullamento dei rimborsi del Comune nei confronti della sua azienda, ha comunque ricordato che la sua assunzione risale ai primi giorni di maggio “quando sapevo – ha spiegato – di non avere particolari chance di entrare a Palazzo delle Aquile”. Quei rimborsi sono stati quindi chiesti “in totale buona fede”: un “diritto lecito che è stato esercitato”. Il consigliere comunale, che fino al marzo del 2017 si trovava in mobilità all’interno di un’altra azienda, ha comunque comunicato il tutto ai probiviri: “Ora, però, mi aspetto che tutti i miei colleghi, anche quelli con storie ben diverse dalla mia seguano l’esempio – scrive Randazzo sul suo profilo Facebook -, si mettano in aspettativa in coerenza al principio di non gravare sulle casse pubbliche, o, per gli altri casi, rinuncino ai rimborsi del Comune”.

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29 Dicembre 2017, 11:25

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