Aps, tutti contro tutti| Bagheria: “Non vogliamo Amap”

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30 Luglio 2015, 09:20

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Continua a restare alta la tensione sul tema dell’acqua in provincia di Palermo. Dopo le schermaglie fra Amap e Ato e l’attacco a testa bassa del sindaco di Palermo, tocca a quello di Bagheria Patrizio Cinque prendere posizione.

BAGHERIA Con una nota inviata al commissario Straordinario dell’Ato Pa in liquidazione, all’assessore regionale all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità e al dirigente del dipartimento regionale Acque e Rifiuti, il Comune di Bagheria ha infatti chiesto il ritiro dell’affidamento temporaneo all’azienda Amap della gestione del servizio idrico cittadino e diffidato all’erogazione delle somme ad Amap quale contributo parte per il Comune di Bagheria. La decisione dell’amministrazione Cinque nasce, si legge in una nota, “dalla constatazione che Amap, dalla data di presa in carico del servizio (18 maggio scorso) non ha realizzato alcun intervento di manutenzione sulle reti idriche e fognarie cittadine causando disagio all’utenza e costringendo l’amministrazione comunale ad agire in deroga. Sono ancora molti infatti i problemi legati alla distribuzione idrica e alla mancata erogazione dell’acqua in alcune zone della città con disservizi che si protraggono spesso per diverse settimane. A tutto ciò si aggiungono le problematiche legate alla gestione e manutenzione dell’impianto di depurazione di Aspra, problematiche che sono già state segnalate dall’amministrazione comunale alle autorità competenti. Le criticità di funzionamento del depuratore hanno creato non pochi disagi alla frazione marinara proprio durante la stagione balneare. Numerose sono state da parte del Comune le richieste e di intervento rivolte ad Amap anche attraverso incontri”. “Amap – continua Cinque – ha anche confermato l’emissione delle bollette idriche a carico degli utenti che, non si esclude, conterranno il corrispettivo da pagare per la gestione del servizio idrico per intero senza considerare i disservizi subiti dagli utenti per servizi erogati solo parzialmente. Dunque l’amministrazione comunale esce da Amap, chiede di non versare all’azienda la somma a fondo perduto e inoltre chiede l’accredito al Comune di Bagheria della quota parte spettante oltre alla convocazione urgente di una riunione per l’affidamento del servizio allo stesso comune. Siamo consapevoli che Amap si è ritrovata a gestire una situazione complicatissima, li ringrazio ma, a questo punto, servono soluzioni immediate e risolutive”.

TOTO’ ORLANDO “La Regione deve farsi garante dell’accordo siglato tra l’Ato e l’Amap sulla gestione del servizio idrico. L’Amap ha dato dimostrazione di efficienza nonostante tanti ostacoli e difficoltà”. Lo dice il presidente del Consiglio comunale di Palermo, Totò Orlando. “Sono intollerabili – aggiunge – da parte dell’Ato i ritardi nei trasferimenti delle risorse concordate. Non vorremmo che dietro questo comportamento si celasse l’obiettivo di mettere in discussione la gestione pubblica dell’acqua e di ritornare ad un passato fatto di interessi privati e disservizi, tutti a scapito dei cittadini”. “Sosterremo – conclude Orlando – tutte le iniziative che il sindaco vorrà intraprendere in qualsiasi sede, per garantire la nostra società partecipata, i suoi lavoratori e tutte quelle amministrazioni locali che hanno intrapreso un processo di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato”.

FIGUCCIA “Era stata annunciata come una brillante operazione imprenditoriale e politica per salvare un’importante società pubblica, ma l’accordo tra Amap e APS adesso dimostra di essere fallito miseramente. E a decretarlo è la stessa presidentessa dell’Amap Maria Prestigiacomo”. Lo afferma il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia, che prosegue: “Stamattina, con i colleghi della Terza Commissione Consiliare, abbiamo ricevuto in audizione la numero uno dell’azienda di via Volturno, che ha manifestato tutte le proprie perplessità sull’operazione. Dubbi che vengono aumentati anche dall’assenza, stamattina, dell’assessore al Bilancio Luciano Abbonato, che, regolarmente convocato, non è venuto perchè “aveva altri impegni”. A quanto pare, per l’assessore, la sorte dei 38 comuni della provincia che rischiano di restare senz’acqua, dei 770 dipendenti dell’Amap e dei 202 dell’Aps che rischiano di perdere il posto di lavoro, non è così importante da dedicare una parte del suo preziosissimo tempo. Insomma, la continua diatriba tra il sindaco Orlando ed il presidente della Regione Crocetta si sta trasformando in un morsa mortale per centinaia di migliaia di famiglie palermitane, mentre le grida di dolore della presidente Prestigiacomo restano inascoltate, sicuramente costretta a fare i conti con una situazione esplosiva, considerato che è stato chiesto all’Amap di prendere in carico le pompe di sollevamento per garantire l’approvvigionamento idrico dei 38 comuni, ma senza avere le risorse finanziarie per pagare gli ingentissimi costi di gestione degli impianti di distribuzione dell’acqua. Orlando, quindi, pur di cominciare ad avere il controllo sui comuni che costituiranno con ogni probabilità la città metropolitana, non ha esitato a dare il via ad un’operazione che si sta rilevando un clamoroso autogol per il Comune e la stessa Amap. Probabilmente, i calcoli elettorali hanno avuto la meglio sugli effettivi interessi dei cittadini, che rischiano di pagare pesantemente scelte che dovevano essere ponderate con maggiore accortezza e senso di responsabilità. Nessuno può programmare il proprio futuro elettorale sulla pelle dei palermitani”.

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CISL “L’accordo Amap-Aps per la gestione del sevizio idrico in 36 comuni della provincia, era stato definito un importante opportunità di mostrare capacità imprenditoriali per la partecipata del comune di Palermo, purtroppo constatiamo che è mancata una governance capace di esprimere queste capacità, causando ad oggi , incertezza fra i lavoratori e una distribuzione idrica del tutto inefficiente proprio nel periodo più pesante che è quello estivo per via soprattutto dei mancati interventi di manutenzione sulla rete”. Ad affermarlo intervenendo sui continui disservizi del servizio idrico nella provincia di Palermo dal 19 maggio gestito da Amap dopo l’accordo su Aps, sono Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani e Giovanni Musso segretario Femca Cisl Palermo Trapani. “Siamo molto preoccupati, il 30 settembre è vicino e non sono ancora stati predisposti gli atti per la gestione in house del servizio con le quote di partecipazione dei comuni, ci chiediamo perché di questi ritardi, cosi facendo infatti dal primo ottobre, la distribuzione dell’acqua in provincia dovrà essere sottoposta a bando di gara con l’incertezza per i lavoratori di Aps e per il futuro del servizio”. “Chiediamo dunque l’intervento del sindaco Leoluca Orlando, i cittadini sono stanchi dei disservizi e i lavoratori vogliono certezze. Amap dimostri di possedere quelle capacità e responsabilità gestionali che le erano state attribuite in occasione dell’accordo di maggio”. Il segretario Cisl Palermo Trapani De Luca conclude “i gravi disagi della gestione del servizio idrico in provincia non fanno altro che dimostrare quanto sia necessaria ancor più nei vasti territori una governance autorevole in grado di far funzionare i servizi essenziali, ci spiace constatare che questa priorità non ha prevalso nell’approvazione della legge sui liberi consorzi , la politica ha dimostrato ancora una volta di essere concentrata su interessi di parte e beghe, invece di pensare al bene della comunità” .

AMAP “L’operazione Aps – dice la presidente Maria Prestigiacomo – è per Amap e comune di Palermo una operazione di alto livello imprenditoriale, vista tra l’altro la legge Sblocca Italia che prevede il gestore unico per ambito territoriale. L’Amap e il comune di Palermo hanno portato avanti l’iniziativa perché ci credono, ma la politica di Crocetta sta facendo saltare tutto. Amap al 18 maggio doveva avere un contributo di 3,5 milioni, i ritardi nel l’erogazione di Crocetta prima e Munafò dopo ci hanno portato a non poter efficientare il servizio nei comuni e oggi Bagheria chiede di uscire dalla compagine. Tutto questo lede l’immagine di un’azienda riconosciuta leader a livello nazionale e quindi Amap si riserva di fare le sue valutazioni sulle possibilità di recesso se Ato non ottempera all’intero versamento delle somme pattuite e inoltre a richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi e di attivare ogni azione legale a tutela dei propri diritti nelle opportune sedi”.

PD “La vicenda della gestione del servizio idrico integrato nell’area del palermitano – dice il capogruppo Pd del consiglio comunale di Palermo, Rosario Filoramo – rischia di subire gravissimi danni a causa dell’improvvisazione di chi dovrebbe guidare il processo di razionalizzazione necessario a far di Amap l’azienda idrica di dimensioni sovra comunale. Essere faziosi e tifosi di una parte politica non aiuta a trovare le soluzioni, ritarda le scelte decisive e fa il gioco di chi ha l’obiettivo di privatizzare il servizio idrico. A noi del Pd stanno a cuore i cittadini di Palermo e degli altri comuni che hanno aderito e i lavoratori di Amap ed ex Aps. Gli scontri tra vecchi dinosauri della politica non ci interessano. Chi è chiamato a governare questo processo, da una parte l’Ato e dall’altra il Sindaco e il suo presidente di Amap, ma anche qualche sindaco in campagna elettorale perenne, la smettano di spararsi addosso comunicati stampa caricati a palle incatenate e si concentrino nella ricerca delle soluzioni dei problemi. Subito un piano aziendale degno di tal nome e la disponibilità delle risorse di start up”.

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30 Luglio 2015, 09:20

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