Archeologia dei fondali | La conferenza del prof. Tusa

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10 Dicembre 2012, 11:02

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CATANIA. Un viaggio nell’archeologia subacquea alla scoperta del rapporto tra l’uomo ed il mare nei diversi secoli. Ad illustrarlo, e non poteva essere altrimenti, l’archeologo e Sovrintendente del mare della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa intervenuto al CutganaTalk, che si è tenuto nei locali della Città della Scienza, sul tema “Il patrimonio culturale subacqueo in Sicilia e nel contesto mediterraneo”. Tusa, una delle massime personalità a livello mondiale nel campo dell’archeologia subacquea, ha intrattenuto la platea di studiosi, docenti, studenti ed interessati con una lectio magistralis di elevato spessore corroborata dalla proiezione di affascinanti diapositive e ricostruzioni nel corso dell’evento organizzato dalla Fondazione Cutgana e coordinato da Piero Maenza, direttore del  Cutgana Bollettino. Ad aprire i lavori il biologo Angelo Messina, il quale ha evidenziato la storia geologica “recente” del mar Mediterraneo “ricchissimo di biodiversità ed in particolar modo di quello siciliano così come dimostrato dalla presenza del 90% della fauna marina italiana”. “L’obiettivo fondamentale dell’archeologia subacquea – ha spiegato Tusa – non differisce da quello dell’archeologia terrestre, essendo quello di ricostruire la storia, il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, in questo caso tra l’uomo e il mare, attraverso la decodificazione dei dati, delle testimonianze che possiamo trovare sotto il mare”. Per l’archeologo palermitano quello tra l’uomo e il mare “è un rapporto che è sempre stato di amore ed odio, caratterizzato da rispetto, timore, ma anche sfida. Ed è proprio grazie a coloro che hanno vissuto e vivono il mare, in particolare oggi ai pescatori di spugne ed alla loro minuziosa scansione dei fondali marini, che l’archeologia subacquea ha potuto realizzare le più grandi scoperte nel Mediterraneo, relitti di inestimabile rilevanza storica da essi consegnati alla scienza”.

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10 Dicembre 2012, 11:02

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