Aricò: "Ponte sullo Stretto e non solo, ecco che cosa ho in mente" - Live Sicilia

Aricò: “Ponte sullo Stretto e non solo, ecco che cosa ho in mente”

Parla l'assessore alle Infrastrutture. "La maggioranza? Sono ottimista"
L'INTERVISTA
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PALERMO – L’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, si dice ottimista per la tenuta della maggioranza di governo e punta le sue fiches sul rapporto diretto con il governo nazionale a trazione Giorgia Meloni. Sulle possibilità di ricucire lo strappo con Miccichè e il manipolo di deputati forzisti che a lui rispondono, l’assessore di Fratelli d’Italia dice che “il primo step di una eventuale ricomposizione è certamente interno a Forza Italia”. “Auspico, quindi, che anzitutto in quel partito le ragioni dello stare insieme prevalgano”, spiega. Poi fissa alcuni paletti puntualizzando “purchè ci sia il comune obiettivo di sostenere convintamente e pienamente l’azione di governo del presidente Schifani e della nostra coalizione: è questo il mandato che ci hanno affidato i nostri elettori”. Aricò fa il punto sullo stato dell’arte delle infrastrutture siciliane e traccia la road map dei lavori che intende portare avanti nel corso della legislatura. Ponte compreso. 

Assessore Aricò, ci tolga una curiosità. Che clima si respira dentro la maggioranza?

Complessivamente molto positivo, abbiamo il comune obiettivo di garantire alla Sicilia un ulteriore quinquennio di buona amministrazione. Lo faremo con il massimo dell’impegno, sia nella giunta guidata dal presidente Schifani che all’Ars. Come sempre è accaduto in tutte le legislature- di qualsiasi colore politico- pure stavolta potrebbero esserci momenti di dialettica più o meno accesa tra le varie anime della coalizione, tuttavia importante sarà che il confronto non pregiudichi la tenuta della maggioranza e su questo sono molto ottimista. Fin dalla prima riunione in giunta, infatti, ho percepito un clima sereno e di reciproca collaborazione. Abbiamo avuto un chiaro mandato popolare e vogliamo dare risposte concrete ai siciliani.

E dentro Fratelli d’Italia?

Vale lo stesso ragionamento che ho fatto per i partiti della coalizione. Siamo il gruppo più numeroso e certamente anche dal punto di vista qualitativo possiamo contare su rappresentanti all’altezza delle sfide che ci attendono. Il presidente dell’Ars, ogni singolo deputato e noi assessori facciamo parte di una squadra dove tutti, indipendentemente dal ruolo che rivestiamo, saremo decisivi nel garantire un buon governo ai siciliani. Potremo fare affidamento anche sul governo nazionale guidato dalla nostra Giorgia Meloni e su interlocuzioni di fondamentale importanza, come quelle con il presidente del Senato, Ignazio La Russa e con i ministri e i parlamentari FdI.  

Pensate ci siano i margini per ricucire con Miccichè e il suo gruppo parlamentare?

Il primo step di una eventuale ricomposizione è certamente interno a Forza Italia. Auspico, quindi, che anzitutto in quel partito le ragioni dello stare insieme prevalgano, purchè ci sia il comune obiettivo di sostenere convintamente e pienamente l’azione di governo del presidente Schifani e della nostra coalizione: è questo il mandato che ci hanno affidato i nostri elettori. 

Veniamo a noi. Quali sono i primi provvedimenti che ha in agenda adesso che è alla guida dell’assessorato ai trasporti? 

Chiaramente l’agenda dei trasporti si coniuga con quelle delle opere infrastrutturali, ma sopratutto con le direttive programmatiche indicate dal Presidente della Regione. Tra le priorità rimangono fondamentali il collegamento veloce tra i grandi centri dell’isola e tra questi e gli hub commerciali, che siano aeroporti anziché porti o zone industriali. La velocizzazione ed intensificazione del collegamento ferroviario tra l’aeroporto “Falcone-Borsellino” con Palermo e Cefalù  servirà ad agevolare il flusso turistico lungo il percorso Unesco “Arabo-Normanno”, dando per altro la possibilità ai gestori dell’aeroporto di aumentare il flusso dei passeggeri diretti verso un territorio dell’isola di notevole bellezza. Parlando sempre di strade ferrate, non meno impegno metteremo nella velocizzazione della Palermo-Catania e del raddoppio della Cefalù-Ogliastrillo-Castelbuono, già in un buono stato di avanzamento. Con Anas già si è instaurata una intesa per ridurre i tempi di realizzazione delle opere di manutenzione e ammodernamento della Palermo-Catania e della Caltanissetta -Agrigento. Tutto ciò servirà per intensificare il trasporto passeggeri su gomma con l’ammodernamento della flotta di autobus di linea, che siano  regionali nonché privati. Questo Governo intende potenziare il collegamento con le isole minori, mediante l’acquisto di una nave da trasporto passeggeri, per altro già commissionata, l’aumento degli aliscafi e il completamento delle piccole stazioni marittime già consegnate al Dipartimento Territorio e Ambiente, titolare del demanio, che provvederà di seguito ad affidarle in gestione ai Comuni delle Isole.   

Il rapporto Svimez ha evidenziato che le criticità legate alla qualità delle infrastrutture ha ricadute dirette sulle spese delle aziende siciliane che sostengono costi raddoppiati rispetto a quelli dei colleghi del nord. Come si inverte la rotta?

Non si possono negare i dati del rapporto Svimez. La Sicilia è passata nei vari decenni da una viabilità statale, provinciale e consortile, che aveva una sua efficacia nei collegamenti tra i maggiori centri e le zone territoriali interne, ad una viabilità a cui è venuta a mancare la manutenzione e l’ammodernamento. La tendenza al cambio di rotta è già iniziata con il governo regionale precedente e oggi in continuità ci faremo carico di riammodernare la rete stradale interna di competenza delle ex Province e dei Comuni, mediante apposite convenzioni e accordi quadro che semplificano e riducono i tempi di affidamento dei lavori.

Ponte di Messina, a che punto siamo?

 Il presidente Schifani ha già incontrato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Salvini, e in quella sede si è dato un nuovo impulso affinchè venga realizzato, anzitutto si è insediato un tavolo tecnico congiunto. Il governo regionale farà il massimo sforzo assieme alla Regione Calabria affinchè si raggiunga l’obiettivo della realizzazione di un’opera strategica prevista nei piani infrastrutturali europei: ricordiamo la direttrice “Berlino-Palermo” di cui il ponte fa parte.

Qualche avversario sostiene che il Ponte non sia una priorità vista la precarietà delle strade, come risponde?

Il ponte sullo Stretto di Messina è un’opera strategica e come tale sarà da volano alla realizzazione di nuove infrastrutture che ammoderneranno la viabilità stradale e ferroviaria. Vogliamo l’alta velocità ferroviaria che partendo dalla capitale e passando dal ponte arrivi a Palermo e a Catania. In questi giorni appronteremo la programmazione di un piano viario per tutto il territorio regionale, che tenga conto degli interventi puntuali da apportare in funzione delle varie fonti di finanziamento poste a disposizione, statali o previsti nel Programma europeo. 

Tracciamo una road map delle prossime mosse…  

1: Ponte di Messina di cui abbiamo già parlato. 2: Autostrade e strade statali di cui abbiamo illustrato le strategie ed intesa con ANAS. 3: Piano straordinario per la viabilità secondaria: lo proporrò al MIMS: non possiamo più permettere che prosegua oltre lo stato di abbandono delle nostre strade, anche se di competenza dello Stato, iniziato dopo l’abolizione delle Province. Abbiamo già pronto un Accordo Quadro da 63 milioni (7 milioni per ciascun ambito provinciale della Sicilia) da fare partire subito. Si tratta di un primo strumento di intervento: ci sarà bisogno di risorse ben più significative per andare a regime e, per questo, voglio coinvolgere gli Uffici del genio Civile che hanno già effettuato alcuni rilievi e mappature puntuali.4: Trasporto Pubblico Locale: finora è stato assicurato il servizio, con un impegno finanziario di 161 milioni/anno, pur in presenza di una sentenza della Corte Costituzionale che, accogliendo l’impugnativa dello Stato, ha dichiarato nulla la proroga accordata dalla Regione ai concessionari, costringendo il precedente Governo regionale ad operare in emergenza, mediante affidamento diretto ai concessionari che dovrà concludersi obbligatoriamente al 1° settembre 2024. Dobbiamo, quindi, fare partire subito l’iter previsto dalla legge, a partire dalla convocazione degli stakeholders, che incontrerò il 1° dicembre. 5: Piano Regionale dei Trasporti: è uno strumento di pianificazione essenziale, in fase di aggiornamento, che dovrà esser reso operativo quanto prima. Manca lo “screening ambientale” da parte dell’assessorato Ambiente, con il quale sarà mia cura raccordarmi sin dai prossimi giorni. 6: Contratto di Servizio con Trenitalia: scade nel 2026, ma ci incontreremo con loro già nei prossimi giorni, per verificare quali miglioramenti possano essere apportati in ragione di talune esigenze che stiamo riscontrando.


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Commenti

    il “PONTE??” giorno 9 DICEMBRE ne realizzeremo UNO in men che non si dica

    Aricò stringi: la Palermo Catania è una mulattiera , altro che autostrada e la Palermo Messina è da auto cross. altro che austrada a pagamento. Lavora.

    Mi permetto di commentare brevemente: Occorre pensare alla viabilità non solo come trasporto ma come servizio e servizio di qualità per i cittadini e gli imprenditori del futuro. Per cui tutto bene, tranne sul trasporto su gomma, ormai off rispetto al Green Deal. Capisco la ratio, ma meglio sarebbe dirottare le esigue risorse sull’acquisto di treni per aumentarne la frequenza. Attenzione anche ai porti come Augusta, inclusa viabilità stradale e ferroviaria, per fare della Sicilia il futuro hub mediterraneo per le merci provenienti da Africa e middle-east verso il nord Europa. Occhio anche alle ZES, da collegare alla viabilità interna ed esterna alla regione e alle altre ZES, soprattutto delle regioni meridionali, altrimenti cattedrali nel deserto. Autostrade, aree di sosta sicure chieste dall’UE e colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Ponte, occorre un forte impegno dello Stato, cui seguirà quello dell’U.E. Fare comprendere loro che si tratta di un’opera cui prima ancora di cercare una ragione e sostenibilità economica ha una profonda motivazione geopolitica tutta interna a questo paese: la della riorganizzazione territoriale del paese stesso. Si tratta di un pezzo della Questione meridionale, di riconnettere sei milioni di italiani. C’è tanto da fare. Non resta che augurare e augurarci che il nuovo assessore lavori bene. Non solo per le emergenze del presente ma anche con una visione proiettata verso il futuro.

    La ferrovia Punta Raisi-Cefalù per i turisti, il potenziamento del trasporto passeggeri su gomma… siamo tornati al medioevo in salsa sicula. Falcone è stato l’unico assessore al ramo che aveva capito le vere priorità e che sembrava libero da ricatti di ogni genere.

    Assessore, tra Punta Raisi e Cefalù devono viaggiare i pendolari, oltre che i turisti, lo aggiunga agli appunti. E la gomma… nel 2020, nei posti avanzati, si adopera per cancellare.

    Questi che discendono dalla fiamma sono uno peggio dell’altro.

    Si prospetta un immane pappatoia per un opera non fattibile. Una quantità di risorse tutte a carico dei contribuenti che verranno tolte al welfare, alla Sanità, alla Scuola e soprattutto all’ammodernamento delle reti stradali, autostradali e ferroviarie veri “colli di bottiglia” dei collegamenti tra l’isola e il resto del Paese.

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