Armao: “Sulla spesa sanitaria | subito un incontro con il governo Monti”

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18 Novembre 2011, 19:16

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All’indomani dei dubbi espressi prima dalla Corte dei Conti e poi dai funzionari della commissione Bilancio dell’Ars sulla parte che riguarda la spesa sanitaria inserita nel bilancio 2012, l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, ha attivato i canali istituzionali per chiedere un incontro al nuovo governo Monti con l’obiettivo di discutere della compartecipazione della Regione al fondo sanitario e delle accise sui prodotti petroliferi come compensazione dell’incremento della quota, questioni “nodali” per la definizione dei documenti finanziari, approvati dalla giunta.

In un colloquio con il commissario dello Stato, Armao ha rappresentato la situazione che si è venuta a creare in Sicilia rispetto alle aspettative del governo regionale sugli aspetti di autonomia tributaria e fiscale previsti dagli articoli 36 e 37 dello Statuto autonomistico. “Dobbiamo sederci attorno a un tavolo al più presto per affrontare la questione”, ammette Armao. Il governo spera di potere avviare un confronto con lo Stato entro quindici giorni, mentre bilancio e finanziaria proseguono il loro iter nelle commissioni di merito pur in presenza dei rilievi mossi dai giudici contabili. I documenti, in base al calendario dei lavori, sono attesi a sala d’Ercole, per l’esame d’aula, il 5 dicembre, ma a questo punto non è escluso che i tempi possano allungarsi.

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La spesa sanitaria del resto è ritenuta l’architrave del bilancio e senza conti certi l’intera manovra rischia di poggiare sulle ‘sabbie mobili’, come sostengono in molti nei corridoi di Palazzo dei Normanni. “Sono fiducioso”, afferma però Armao, secondo cui l’iter della manovra potrebbe andare avanti nell’attesa dell’esito del confronto Stato-Regione. Senza un accordo sulle accise come compensazione della maggiore quota di partecipazione della Regione alla spesa sanitaria, il rischio è che il commissario dello Stato impugni il bilancio contestando alla Regione di avere messo in bilancio come compartecipazione sanitaria la quota del 42,7% anziché del 49,11%. “Ma la norma – insiste Armao – stabilisce che l’aumento della quota era previsto per il 2010 e non dal 2010 e che oltretutto deve essere compensata con le accise”.

(ANSA)

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18 Novembre 2011, 19:16

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