Ars, la notte dei Fratelli – coltelli: gli assessorati spaccano i meloniani - Live Sicilia

Ars, la notte dei Fratelli – coltelli: gli assessorati spaccano i meloniani

Il gruppo di FdI indossa l'elmetto: il resoconto è un vero e proprio bollettino di guerra
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PALERMO – Inizia la notte dei Fratelli – coltelli tra i meloniani siciliani. Dopo la diffusione delle indiscrezioni sul piano MR (Musumeci – Razza) per la giunta Schifani, il gruppo di FdI, riunito all’ombra dell’elezione di Gaetano Galvagno come presidente dell’Ars, indossa l’elmetto: il resoconto è un vero e proprio bollettino di guerra.

Niente mediazioni

Inutile ventilare il tentativo di mediazione attribuito a Ruggero Razza: “Due anni e mezzo a Elena Pagana e altrettanti a Marco Intravaia”, sussurrano alcuni. Giorgio Assenza batte i pugni sul tavolo, rivendicando il consenso che avrebbe potuto fargli fare il presidente dell’Ars; per questo, sarebbe “gravissimo” per i vertici di Fratelli d’Italia, “se qualcuno puntasse su non eletti in giunta”. E il messaggio va dritto nei confronti di Ruggero Razza, ricollocato dai “militanti” al ruolo del convitato di pietra, dopo essere stato colonnello e dominus dei due palazzi regionali per 5 anni. I fratelli rinnegano il “padre” Nello e agitano il pizzino con i voti di Elena Pagana, rivendicando il criterio del “merito”.

Effetto valanga

Il primo a farsi vivo è il leghista Luca Sammartino, che chiede caselle in giunta per non eletti.

Lo tsunami continua con Luigi Genovese, autonomista che non è entrato all’Ars per un pelo, dopo il colpaccio del riconteggio dei voti organizzato da Cateno De Luca. Una casella per Genovese e un’altra per Eleonora Lo Curto, leghista.

E ancora, qualcuno parla di Toni Scilla, in quota Miccichè.

Per fermare lo tsunami, il gruppo di Fratelli d’Italia alza il “Mose” contro la marea innescata dal ministro all’Agricoltura Lollobrigida e dal deputato Manlio Messina: barricate, quindi, contro Francesco Scarpinato, terzo non eletto tra i meloniani. Uno dei deputati sussurra che sarebbe stato inutile proporre a Scarpinato un seggio in giunta al Comune guidato da Lagalla “al posto della Varchi”.

Qualcuno prova ad agitare il vessillo di Nello Musumeci, ma senza troppo trasporto.

La partita si giocherà ai piani alti, tra il ministero guidato dall’ex presidente della Regione e la stanza di Renato Schifani, che getta acqua sul fuoco: “Rispetteremo la regola dei deputati eletti”.

Ma non è detta l’ultima parola.


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Commenti

    Ovviamente delle sorti dei siciliani non gliene frega una beata……….a nessuno. Solo giochi di potere

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