Ars, l’indagine si allarga | Le spese: i finanzieri in banca

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10 Ottobre 2012, 18:59

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PALERMO – I finanzieri sono arrivati in banca e sono andati via con gli estratti conto dei gruppi parlamentari. Dopo l’Ars, ecco la visita negli uffici di Banca Nuova che gestisce il servizio di tesoreria dell’Assemblea regionale siciliana. Un passaggio decisivo per le indagini avviate dalla procura di Palermo sulle spese dei gruppi parlamentari.

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria si sono presentati negli uffici dell’istituto di credito con in mano i decreti firmati dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Maurizio Agnello e Sergio Demontis. Decreti che obblivagano la banca a esibire gli estratti dei conti correnti dei gruppi. E così, finalmente, si saprà come i parlamentari hanno spesso i soldi dei contribuenti. Una barca di soldi: più di sessanta milioni di euro dall’inizio della legislatura. Da domani inizia il lavoro di riscontro e verifica dei finanzieri. Un lavoro lungo, ma di certo non complicato per chi è abituato a passare i bilanci ai Raggi X. Almeno nello step iniziale.

Ad ogni uscita o entrata di denaro registrata sul conto dovrà corrispondere una pezza d’appoggio che giustifichi la spesa. Un esempio – per nulla casuale – è quello dei viaggi dei deputati. Se in banca è stato emesso un mandato di pagamento in favore di un’agenzia il gruppo sarà chiamato a dimostrare che la trasferta ci sia stata davvero e, successivamente, quale sia stata la motivazione “politica” che l’ha resa necessaria.

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Insomma, da oggi ci sono nomi, date e cifre da studiare e incrociare. La visita in banca era il naturale proseguimento dell’attività di ieri, quando i finanzieri, per la prima volta, hanno “violato” il santuario della politica siciliana. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, si è fatto trovare con la lista dei conti correnti. L’acceso nelle stanze del parlamento era forse il passaggio più delicato dell’indagine. Quello che sgombra il campo da ogni ostacolo. I gruppi, e al più presto, dovranno ora presentare la “documentazione giustificativa” delle spese dei soldi ricevuti. Se la risposta dovesse tardare ad arrivare, la Procura emetterà un ordine perentorio di esibizione. Di fatto significherebbe passare alle maniere forti che cozzerebbero con il clima di collaborazione registrato finora nel Palazzo del potere.

Ieri i finanzieri non hanno trovato nessuno dei capigruppo, rappresentanti legali delle associazioni private (tali sono i gruppi dell’Ars). Quasi tutti sono impegnati in campagna elettorale e l’attività d’Aula è chiusa da un paio di settimane. La loro era un’assenza giustificata. Come giustificate dovranno essere le spese. E non basteranno i resoconti per “macrovoci” dei bilanci che i gruppi hanno reso pubblici, anche sulla scia di una campagna lanciata da Live Sicilia. Con i magistrati e i finanzieri si dovrà scendere, e di parecchio, nel dettaglio di bonifici e pagamenti.

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10 Ottobre 2012, 18:59

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