Artigiani abusivi, Di Marco:| “Premiare chi è in regola”

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26 Luglio 2012, 15:03

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Acconciatori, estetisti, installatori elettrici, elettronici ed idraulici. E ancora imprese edili, lavoratori del legno e del ferro ed imprese di pulizia. Sono queste le categorie che risentono maggiormente del fenomeno dell’abusivismo: lavoratori in nero, esentasse, che in molti casi avviano la cancellazione dagli elenchi della Camera di Commercio e proseguono la loro attività in modo non regolare. A scapito di chi, invece, versa i contributi e garantisce professionalità e sicurezza ai propri clienti e dipendenti. D’altro canto, il fenomeno incide – secondo i dati in possesso di Confartigianato Palermo – su attività attualmente destinate a diminuire quantitativamente. Si tratta di falegnamerie, pelletterie, meccanici auto, orologiai, tappezzieri, tipografi.

Per questo, quello che stamattina il presidente provinciale dell’associazione di categoria ha chiesto alla polizia municipale ed al Comune, è un intervento che incoraggi gli artigiani a lavorare rispettando le regole. La prima iniziativa arriva così dall’assessore alle Attività produttive, Marco Di Marco, che va incontro alla proposta di Confartigianato Palermo, sull’istituzione di un numero “Pronto Impresa”. “Un recapito al quale la cittadinanza può rivolgersi – spiega il presidente Nunzio Reina – e dove può trovare a disposizione qualunque tipo di artigiano a seconda delle proprie esigenze”. “Il Comune – ha precisato Di Marco – ha già in mente di realizzare un servizio che renda più semplice l’accesso alla pubblica amministrazione, in modo che l’interlocutore diventi soltanto uno.

Questo servizio – ha aggiunto – potrebbe essere diviso in due canali, uno dei quali potrebbe essere gestito proprio insieme a Confartigianato. Insomma – ha sottolineato l’assessore – è necessario innescare un meccanismo di premiazione per gli artigiani in regola”. Quello che si augura il comandante della polizia municipale è invece una legge regionale, che possa permettere alle forze dell’ordine di monitorare il fenomeno in ogni suo aspetto. “Sono pronto – ha detto Vincenzo Messina – a sedermi a un tavolo per trovare una soluzione concreta ed applicabile nei fatti”.A palermo nel 2011, sono state 299 le imprese “morte”, mentre nel primo trimestre del 2012 sono già 240.

“Le istituzioni non ci aiutano – dice Reina – perché se da una parte gli enti preposti sono inadempienti sul fronte normativo per l’accesso alla professione e sui controllo nei confronti degli abusivi, dall’altra, i lavoratori onesti, vengono invece tartassati. A partire dall’aumento delle tasse da parte degli enti locali, come la Tarsu, per finire con l’Imu invece introdotto dallo Stato. Il recente aumento dell’Iva – conclude – rappresenta d’altro canto un aumento della tassazione diretta perché le ricevute rilasciate al cliente riportano il costo d’opera già comprensivo d’Iva, che corrisponde al prezzo esposto a differenza di quasi tutte le altre prestazioni professionale

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26 Luglio 2012, 15:03

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