Attak nel lucchetto della discoteca | Intimidazione al "Reloj" - Live Sicilia

Attak nel lucchetto della discoteca | Intimidazione al “Reloj”

Nella zona si sono già verificati diversi attacchi negli scorsi mesi in altri due locali. I titolari hanno fatto l'amara scoperta all'apertura ed hanno avvisato la polizia che ha avviato le indagini.

Palermo
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PALERMO – La chiave non gira, il lucchetto non si apre. E’ l’ennesima intimidazione messa a segno ai danni di un locale del capoluogo. Stavolta a finire nel mirino è stata la nota discoteca “Reloj”, che si trova in via Pasquale Calvi, in centro città. I titolari hanno fatto l’amara scoperta ieri, quando giunti sul posto per l’apertura e la preparazione della serata lavorativa, non sono riusciti a tirare su la saracinesca: il lucchetto che ne assicurava la chiusura, infatti, era stato bloccato con della colla, probabilmente la notte precedente.

Dal locale è così stato lanciato l’allarme alla polizia, a cui i titolari hanno riferito di non avere ricevuto minacce, né richieste di pizzo. Le indagini sono in corso per accertare l’eventuale mano del racket dietro all’intimidazione, che in questo caso avrebbe ancora colpito nella stessa zona, quella compresa tra il Borgo Vecchio e via Libertà.

Risalgono soltanto a pochi mesi fa, infatti, i danneggiamenti subiti dai titolari della steak house “Zangaloro Meat Factory”, che si trova nella vicina via Isidoro La Lumia e quelli contro Gigi Mangia, il ristoratore molto conosciuto in città che ha rilevato un locale in piazza Nascè, proprio a pochi metri dalla discoteca di via Calvi. Nel primo caso l’intimidazione è avvenuta pochi giorni dopo l’apertura del ristorante: un “avvertimento” di fronte al quale i titolari hanno dichiarato platealmente che non avrebbero abbassato la testa, pubblicando le fotografie dei lucchetti bloccati con la colla su Facebook e denunciando con sdegno quanto accaduto.

Proprio come ha fatto anche Mangia, che dopo avere rilevato il locale in cui trascorse la sera prima dell’arresto il boss Gianni Nicchi, si è ritrovato ad affrontare una raffica di attacchi, compresa la colla ai catenacci, un furto all’interno del locale e il ritrovamento di un cappio rosso costruito con una catena. Episodi puntualmente denunciati alle forze dell’ordine.

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Commenti

    Denunziate chi delinque. Punto.

    Solidarietà

    Date più potere alla Polizia. Quando vengono presi, bisogna farli marcire in prigione.
    La pietà è un sentimento che devono meritare.

    Se negli Stati Uniti d’America una persona venisse arrestata per i reati di associazione mafiosa finalizzata a commettere estorsioni verrebbe subito condannata come minimo a 30 anni di carcere

    purtroppo anche se si denuncia, la Polizia fa salti mortali per acciufarli…… arriva un giudice buonista e sono subito fuori……… se invece il titolare, per salvaguardare la propria proprietà, li trova sul fatto e magari lo mando all’ospedale, allora il giudice buonista diventa molto ma molto cattivo.
    Purtroppo questa è la legge italiana, deboli con i forti e forte con i deboli.

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