Autismo, il calvario delle visite

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12 Febbraio 2012, 01:48

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Il calvario per una famiglia e per il figlio invalido, non finisce nelle mazzette denunciate coraggiosamente da una mamma, a cui va tutta la nostra solidarietà, il percorso da carne da macello dei nostri figli continua e inizia nella vergognosa procedura che tra inadempienze e vergognose incapacità, vede chiamare a visita i nostri figli in quattro luoghi diversi per ben quattro volte da quattro commissione diverse di INPS ed ASP.

La storia è questa: mia figlia è invalida, autismo, rientrante nelle patologie psichiche non guaribili, non curabili e irreversibili. Attualmente è una minore e ha il diritto , il diritto sacrosanto al riconoscimento dell’invalidità civile, dell’accompagnamento e della legge 104/92, sorvoliamo sul fatto che trattandosi di una patologia irreversibile la sua invalidità dovrebbe essere riconosciuta per la vita; ma sorvoliamo siamo in Italia, terra in cui i disabili sono il popolo degli invisibili. Torniamo alla storia: preparo per la mia bambina di nove anni autistica la documentazione di rito al fine di avviare la procedura, la invio per il tramite di un qualsiasi patronato, nel frattempo mia figlia resta senza il mensile dell’invalidità ed io sono costretta a dimezzare le terapie che pago privatamente. Vengo chiamata a visita dopo quattro o cinque mesi, l’ASP mi convoca per invalidità civile e 104/92, mi scrive “in commissione integrata” (cioè in cui è presente sia l’Inps che l’Asp!)”. Arrivo e penso che mia figlia ha nove anni e vorrei saperla a giocare piuttosto che tenerla stretta accanto a me in una squallida sala carnaio in cui se ne fregano di fare la visita separatamente come prevede la legge in quanto minore.
Entro quando viene il mio turno, esibisco tutta la documentazione, chiedo se in commissione c’è un medico, no, trovo solo un impiegato che trascrive al computer la mia documentazione. Tra pianti e urla della mia piccola saluto e torno a casa.

Passano otto mesi circa, mi scrive l’Inps, e mi dice che deve rivedere mia figlia nella loro sede perché la sua invalidità va verificata, nel frattempo scopro da questa lettera che hanno sdoppiato invalidità civile e legge 104, che concretamente significa che per la legge 104/92 mi dovranno chiamare per una visita a parte. Vado all’Inps, porto la mia bambina e porto anche il mio medico, perché i controlli sono giusti e se vogliono sapere di più lo faccio. Solito carnaio, solita trafila, arriva il nostro turno, una stanzetta, due amministrativi, faccio presente che c’è il mio medico, se ne fregano, neppure lo interpretano, prendono la copia di ciò che avevano già scritto la Commissione esaminatrice di otto mesi prima, la trascrivono e “buona sera”. La mia bambina e stanca piange : “ Voleva andare al mare”.

Trascorre un anno intero ma ancora non ricevo il verbale e la mia bambina è ancora senza pensione di invalidità e terapie. Vado all’Inps faccio un casino e magia mi danno la copia del verbale, in cui ovviamente, la riconoscono invalida al 100% con accompagnamento, da rivedere a diciotto anni. Ovviamente questo calvario si è ripetuto identico per la 104/92, con l’aggravio che senza la 104 io non posso neppure assentarmi dal mio luogo di lavoro per prendermi cura della mia bambina disabile.

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!! .

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Ci chiediamo da genitori, quali siano le vere motivazioni di tale via Crucis, ce lo chiediamo mentre continuiamo a fare carte e procedure per il pass H, per l’esenzione, e per tutti gli altri “Privilegi” di cui godono i nostri figli, ce lo chiediamo convinti che in controlli tutelino i nostri figli dai falsi invalidi, ma nel frattempo scopriamo che queste efficienti commissioni di Asp e Inps godono del pagamento di un’importante gettone di presenza elargito ai componenti, che ovviamente viene corrisposto in funzione del numero di commissioni che si fanno. Ecco, forse una risposta l’abbiamo avuta. Quella più grande però ce l’hanno data i nostri figli disabili, scalpitando e piangendo alle quattro visite a cui sono stati sottoposti! Quegli occhi e quelle lacrime, ci hanno imposto di avviare una campagna in cui stiamo raccogliendo tutti i genitori che hanno vissuto questo calvario.

Siamo già tantissimi, insieme faremo formale denuncia contro lo Stato, l’Inps e L’Asp per violenze psicologiche su disabile e mancato rispetto dei diritti dei soggetti disabili. Facciamo un appello alle forze sane della società, agli avvocati sensibili, ai sindacati che per primi vogliamo vigilino su tutto questo e infine a tutti i genitori per sostenere la battaglia del comitato “L’Autismo Parla” denunciando al nostro indirizzo le nostre storie.

ORA BASTA! PER I FIGLI DEL SILENZIO URLANO I GENITORI!

UNA MAMMA DEL COMITATO L’AUTISMO PARLA

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12 Febbraio 2012, 01:48

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