Autonomisti pronti a federarsi | Domani il “tavolo per la Sicilia”

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08 Novembre 2019, 15:13

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PALERMO – Gli autonomisti pronti a federarsi per creare il “Partito dei Siciliani”. Se ne parla da tempo, da quando l’iniziativa “Siciliani verso la Costituente” ha preso piede per far nascere una “una forza politica che rappresenti la Sicilia” e ora è arrivata l’ora. Domani infatti si svolgerà una tavola rotonda per capire la fattibilità del progetto di trasformazione del progetto in un partito.

L’idea è quella di fare un partito autonomista che emuli le forze nate nelle altre regioni a statuto speciale. “Probabilmente – si legge in una nota degli organizzatori dell’evento – è la prima volta che, in Sicilia, si profila la possibile confluenza di decine di movimenti e di associazioni, sul progetto di costruire un grande Movimento Popolare Sicilianista sulle orme della Union Valdôtaine, della Sudtiriol Von Spartain e del Partito Sardo d’Azione. La volontà è quella di arrivare a un partito popolare sicilianista entro l’anno”.

L’iniziativa la si deve ad un appello lanciato da “Siciliani verso la Costituente”, movimento nato da alcuni mesi su impulso di uomini di cultura come Andrea Piraino, Maurizio Ballistreri e Carmelo Rapisarda ma anche di politici come Salvatore Grillo, Salvo Fleres, Giovanni Villari, Antonio Carullo, Giacomo Terranova e Giancarlo Confalone. Stando a quanto segnalano gli organizzatori, tra i movimenti che hanno risposto all’appello vi sono i Futuristi di Nicola Cristaldi, già presidente dell’ARS, Vox Populi di Lucia Pinsone, Alba Siciliana di Franco Crupi, Lega Sud di Erasmo Vecchio, La Sicilia ai sicilianisti di Antonio Valenti, la storica sigla di Noi Siciliani con Giovanni Fileccia, Noi Meridionali di Adriano Nicosia, ma anche Mariano Ferro storico animatore dei Forconi, Alessio Lattuca di Comfimprese, Nino Giampiccolo del Cidec e diversi gruppi civici tra cui «Siracusa tutti protagonisti» rappresentata da Carmelo Fileti.

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“Questa iniziativa – commentano i promotori di “Siciliani verso la Costituente” – vede per la prima volta insieme sia l’associazionismo, sia rappresentanze qualificate del mondo accademico e professionale, sia ‘tiratori scelti’ della politica, provenienti da destra, da sinistra e dal centro, in un mix che si avvicina ad eguali esperienze in corso nelle regioni meridionali, tutte tendenti a sfilarsi dalla tutela dei partiti nazionali, accusati di rappresentare da troppo tempo gli interessi delle aree ricche del nord del Paese, scegliendo – concludono – il territorio e le sue esigenze come momento centrale del loro impegno politico”.

 

 

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08 Novembre 2019, 15:13

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