Bivacchi in centro, le reazioni |Caritas: “Potenziare posti letto”

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05 Luglio 2018, 12:19

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CATANIA – «Penso che siamo tutti d’accordo con le finalità dell’ordinanza del nostro Sindaco. Mi pongo e pongo anche a voi il seguente problema: “Chi non ha un tetto per dormire dove se ne va? E i diritti fondamentali dell’uomo, sanciti dalla Costituzione Italiana, casa e lavoro, come possiamo garantirli a ogni cittadino?”. Le parole di Don Piero Galvano, direttore della Caritas diocesana di Catania, sembrano condensare le proteste scoppiate immediatamente dopo la pubblicazione dell’ordinanza firmata dal sindaco Pogliese contro i bivacchi, oltre che contro chi imbratta i beni pubblici e chi beve per strada. Una protesta accesa, nata su Facebook e che presto sfocerà in azioni di piazza e che riguarda proprio la parte del provvedimento emesso dal Comune nei confronti dei senzatetto e senza fissa dimora che dormono sotto i portici, nelle piazze, per strada.

Multare chi non ha casa, di fronte a una evidente carenza di alloggi, è il punto su cui insiste il direttore della Caritas, ente che gestisce numerose strutture che ospitano indigenti la cui capienza è un terzo di quanto, invece, servirebbe in città. A confermarlo sono i numeri della Caritas: sono circa 80 infatti i posti letti disponibili in città che, in caso di emergenza, possono arrivare fino a 85. Mentre la popolazione indigente pare sia molta di più. Solo i pasti serviti dall’unità di strada – ovvero il servizio della Carita che si occupa di chi non alloggia nei pubblici dormitori ma vive per strada, sono circa 80 al giorno.

L’operazione aritmetica è facile: i posti letto messi a disposizione dalla Caritas – che li gestisce in collaborazione con l’associazione famiglie Il sentietro onlus – sono la metà du quelli che servirebbero. Anche se, per Salvo Pappalardo, responsabile attività per la Caritas, i numeri potrebbero essere molto più alti. “Di posti letto ne servirebbero il triplo – afferma. A Catania occorrerebbe una struttura di circa 400 posti letto per sopperire alle domande che abbiamo per l’accoglienza e per i senza fissa dimora. Inoltre – aggiunge – ci sono altre 200 persone circa che non conosciamo, invisibili che dormono in macchina o chissà dove”.

La Locanda del Samaritano, gestisce numerose strutture di ricovero per alloggi: un centro notturno per donne, uno notturno per uomini e il centro di accoglienza di via Montevergine dove alloggia chi è accompagnato in un percorso di inclusione.

A gettare acqua sul fuoco è invece il responsabile della comunità di Sant’Egidio ed ex candidato sindaco, Emiliano Abramo che ha incontrato lo staff del sindaco per avere rassicurazioni sull’ordinanza e la conferma che non vi sia accanimento contro i poveri.  “Come comunità di Sant’Egidio – spiega – continuiamo a nutrire profonde preoccupazioni per la situazione di chi è costretto a vivere in strada. Da una parte gli italiani senza fissa dimora, solo in corso Sicilia vivono 13 persone (piangiamo ancora la morte di Adrian, morto la scorsa settimana – spiega – e poi c’è il fenomeno dei minori non accompagnati o neo maggiorenni stranieri che stazionano in piazza Giovanni XXIII in attesa di prendere un treno e andare via”.

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Un fenomeno in espansione che necessità di dialogo, secondo Abramo. “Non si può mettere tutto nello stesso calderone – afferma ancora. Ma ho incontrato sia ieri che oggi lo staff del sindaco, abbiamo affrontato il problema e ho avuto ampie rassicurazioni sul fatto che questo non sia un provvedimento contro i clochard”. Abramo, come Comunità di Sant’Egidio e altre realtà che si occupano degli indigenti, sono state invitate dall’amministrazione a un tavolo per trovare soluzioni pratiche. “Il problema è contrastare la povertà – continua – e l’amministrazione ha rassicurato sul fatto che il provvedimento non sia contro i poveri”.

Intanto è lo stesso primo cittadino a comunicare su Facebook le motivazioni alla base del provvedimento. “Avevo preso l’impegno di dare una risposta alla esigenza di sicurezza prospettata in maniera accorata dai residenti del centro storico, insieme ai gestori e agli avventori dei locali – dice Pogliese. La risposta è arrivata nella riunione di ieri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel corso della quale ho illustrato l’ordinanza che vieta il bivacco nelle strade del centro e sanziona l’imbrattamento dei monumenti storici. Un provvedimento che è già stato sperimentato con successo in altre città (Roma, Firenze, Trieste, solo per citarne alcune), Patrimonio dell’Umanità come la nostra, che ci allinea ad un sistema di regole indispensabile per garantire vivibilità e tutela del nostro patrimonio del centro storico”.

Pogliese si sofferma anche sulla questione “bivacco” che ha scatenato le reazioni più accese, anche per il paradosso di prevedere una multa a chi non ha praticamente nulla. “L’obiettivo è quello di evitare – dichiara – il bivacco di alcuni soggetti che vivono in condizioni di particolare disagio ma che determinano un’insicurezza diffusa, il degrado urbano. Credo che sia una risposta importante che possa dare un segnale di particolare attenzione nell’affrontare una situazione di assoluta emergenza, presente al centro storico, che evidenzia una rinnovata attenzione verso questa problematica”.

Predisposto anche il piano straordinario di pulizia nelle aree limitrofe di corso Sicilia, forse per placare la rabbia dei residenti della zona, protagonisti nelle ultime settimane di accesi dibattiti, per dare maggiore decoro alla zona.  Decisioni prese in coerenza con quanto annunciato in campagna elettorale, continua il primo cittadino che annuncia “altri atti solidaristici nei confronti di chi vive in condizioni di disagio”.

 

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05 Luglio 2018, 12:19

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