Buongiorno Catania

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29 Ottobre 2012, 00:10

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E’ una fortuna che alla stessa latitudine convivano Catania e Palermo, così diverse, così uguali, così siciliane. La Sicilia è un’isola, con l’anima di un continente vastissimo per ampiezza spirituale. Di metro in metro, cambiano le grandezze, le consuetudini, cambia il vento che soffia nel cuore degli uomini, anche se è il cuore condiviso della stessa terra.

E così, nell’immaginario che è sapienza e approssimazione, Palermo rappresenta la capitale dell’aristocrazia burosaurica, la bellezza che non passa mai di moda, il valore e il disvalore, arrugginiti nel corso di una identità invariata. Catania è la città delle api industriose, il movimento che scalfisce la pietra lavica, il fuoco che distrugge per lasciare piovere la cenere del vulcano in omaggio a una ipotetica rinascita.

Livesicilia da oggi apre a Catania, perché siamo consapevoli che esiste un carattere catanese da raccontare. C’è una cultura catanese che si traduce in appetito, in fame di conoscenza, in un desiderio feroce di spiegazione, e forse di rivalsa.

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Catania è meravigliosa, ma poco narrata nel presente. Per avere una trattazione completa dell’aria di qui, è necessario risalire nel tempo, al bisturi di Verga, alle smorfie di successo di Angelo Musco. E via, via, discendendo, per arrivare all’onestà stoica di Pippo Fava, all’incanto aguzzo di Buttafuoco, ai cristalli multiformi di Battiato, alla forza del sorriso intelligente di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Catania è vittima di una oleografia, di una bozzettistica che sfiora le siepi di gelsomino di Acicastello, i pescatori di Trezza, le luci di via Etnea, i bassi bui di San Cristoforo, il gusto degli arancini buonissimi, proprio in faccia al Liotru. Poi, si ferma lì.

Ma è anche un mondo sotterraneo di impulsi e incrostazioni. E’ la disperata vitalità dei suoi giovani che si ingegnano in cerca di un approdo. Anzi, è tutta una barca che agogna una riva. Catania è un moto per luogo. Attraversa la sua giornata, senza essere mai colta. Ha domande senza risposta. Ha risposte che non bastano mai.

Ecco perché Livesicilia qui crea un sito diverso, autosufficiente, un fratello gemello e separato del quotidiano online che si è affermato a Palermo con risultati inimmaginabili. Perché per spiegare la Sicilia, soprattutto ai siciliani, è necessario sezionarla, dividerla, scrutarla in ogni frammento, cavarne il senso e poi volerle bene. Non ha fatto un buon servizio alla verità, chi si è fermato a Verga. Noi cercheremo di renderlo questo servizio, con l’arma che abbiamo: la cronaca. Sappiamo che il bisogno di verità non muta, alla stessa o a differenti latitudini. E parla con una sola lingua, con un unico accento.

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29 Ottobre 2012, 00:10

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