“Il prossimo è per la tua testa”| Busta con proiettili a Forzese

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06 Febbraio 2014, 13:09

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PALERMO – “U prossimo è p’a to’ testa”. La Digos è arrivata a Palazzo dei Normanni intorno all’una. Sulla scrivania dei locali che ospitano il gruppo dei Drs una busta gialla, con tanto di francobollo. All’interno – come verificato dai dipendenti del gruppo che hanno raccolto la missiva – due proiettili. La busta era indirizzata a Marco Forzese. “Il prossimo è per la tua testa”, la minaccia.

Il deputato appare scosso. Gli occhi lucidi, poche parole. “Non me l’aspettavo. Il motivo? Non saprei – dice Forzese nei minuti immediatamente successivi all’arrivo della busta – non abbiamo ancora letto il contenuto. So solo che dopo la vicenda che riguarda l’Irsap ho perso la presidenza della prima Commissione e la mia tranquillità, credo di aver pagato abbastanza”.

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Così, il possibile motivo alla base dell’intimidazione salta fuori. Sulla vicenda che riguardava la nomina del cda dell’Irsap si consumò uno strappo politico gravissimo. La scelta di Forzese, in quell’occasione, di astenersi dal voto, di fatto consentì di far passare le scelte del governo. Non quella di Alfonso Cicero, a dire il vero, la cui nomina non fu valutata dalla prima commissione, visto che l’attuale presidente dell’Istituto per le attività produttive è un dipendente “interno” della Regione. Eppure, proprio a Cicero fa riferimento il presidente della Regione Crocetta, accorso subito a manifestare la solidarietà a Forzese: “Ritengo che questa intimidazione – dice il presidente della Regione – sia legata all’attività dell’Irsap e alla nomina di Cicero, che si è opposto, in quel contesto, ai poteri mafiosi. Forzese non ha prestato il fianco a un’operazione politica che puntava a delegittimare il presidente dell’ente. E adesso paga anche lui. Questo fatto dovrebbe fare riflettere tutti – prosegue Crocetta – a cominciare dalla politica, che deve rendersi conto del rischio di isolare persone che non vanno affatto isolate. E mi riferisco anche alla stampa che ha massacrato mediaticamente Cicero. Bisogna ricordarsi che la Sicilia non è la Svezia”. Concetti poi ribaditi dal governatore in un intervento in Aula.

“Il vile atto intimidatorio dentro l’Ars nei confronti del collega Marco Forzese – commenta il capogruppo dei Drs Giuseppe Picciolo – ci lascia scossi e molto amareggiati, ma per nulla intimiditi. Noi Drs abbiamo intrapreso una grande battaglia di legalità a fianco di Rosario Crocetta e se fosse necessario andremo avanti con più forza, a testa bassa, sulla strada delle riforme dei costumi e delle vecchie abitudini incancrenite che determinano questi gesti. Certamente l’onorevole Forzese potrà contare sulla solidarietà di tutti i deputati, del presidente onorario Drs, Totò Cardinale e del presidente Rosario Crocetta che, con la sua immediata presenza odierna negli uffici del gruppo, ha voluto dimostrare la sua vicinanza e solidarietà ai Drs ed al caro Marco”. “Solidarietà e vicinanza al collega deputato regionale del gruppo Drs Marco Forzese” è stata espressa dai deputati regionali di Articolo 4 dopo aver appreso della busta con proiettili recapitata a Forzese. La notizia era stata data in Aula da Gianfranco Vullo, deputato PD che ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell’ex compagno di partito. Il presidente dell’Ars Ardizzone ha considerato “molto grave il fatto che queste minacce giungano addirittura fin dentro il parlamento”. Anche da Antonello Cracolici, in Aula, l’invito a Forzese ad andare avanti per la sua strada nonostante un atto di “persecuzione che va condannato senza se e senza ma”.

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06 Febbraio 2014, 13:09

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