Caldo record e niente pioggia: l'acqua inizia a scarseggiare

Caldo record e niente pioggia: l’acqua inizia a scarseggiare

La situazione di Aci Stant'Antonio è emblematica per rappresentare i disagi di molti Comuni.
L'EMERGENZA
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CATANIA – Le temperature roventi prolungate nel tempo e l’assenza di pioggia da mesi stanno mettendo a dura prova la tenuta idrica dei paesi ai piedi dell’Etna. L’aumento dei consumi, così come della popolazione residente, nonché l’utilizzo dell’oro blu talvolta in modo sconsiderato, sta provocando disservizi a macchia di leopardo un po’ in tutta la zona pedemontana. La situazione di Aci Stant’Antonio è emblematica per rappresentare i disagi di molti Comuni.

Il caso Aci Sant’Antonio

Dopo aver indirizzato una lettera al Prefetto, prima a giugno e poi a luglio, il sindaco Santo Caruso a scritto sui social. Proponendo una soluzione per la grave situazione. “Al di là dei disagi generati da guasti occasionali o dagli stacchi di erogazione di energia elettrica programmati da Enel – scrive – non è tollerabile dover assistere, soprattutto ogni qual volta si presenta la stagione estiva, a disservizi idrici improvvisi, ad una improvvisa e prolungata mancanza di acqua che, col caldo e con l’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo, diventa un peso non indifferente”.

Si cercano soluzioni

Caruso ha indicato la possibilità di utilizzare il pozzo AISA, di proprietà della ‘Sidra’, pozzo che nel passato ha servito Aci Sant’Antonio. Motivo per il quale, il primo cittadino è stato convocato al Commissariato di polizia come persona informata sui fatti. “La situazione è definitivamente insostenibile ed è giusto, adesso, che la questione venga affrontata come di dovere – continua il sindaco. La cosa più importante, vitale direi, è che questa annosa questione della mancanza d’acqua venga risolta”.

La replica dell’azienda

“Problematiche costantemente monitorate”. Replica così l’Acoset, l’azienda che gestisce il servizio idrico in numerosi paesi dell’Etna. “In merito alla questione sollevata dal Sindaco di Aci S. Antonio, Santo Caruso, Acoset comunica che la problematica diffusa, legata alla carenza idrica, è costantemente e quotidianamente monitorata. “L’azienda proprio in questi giorni si è anche interfacciata con le istituzioni prefettizie al fine di trovare soluzioni alternative atte a contrastare l’emergenza che sta investendo il territorio” – affermano i vertici. “Si sta lavorando per connettere nuove riserve che possano servire le zone a nord del comune. Purtroppo, la soluzione suggerita dal Sindaco di Aci S. Antonio di utilizzare il pozzo AISA, di proprietà di Sidra, risulta al momento non attuabile per motivi indipendenti dalla volontà di Acoset”. 

L’acqua scarseggia

“La situazione eccezionale che si è venuta a creare – spiega il direttore Giuseppe Rizzo – continua a dipendere, come è noto, dall’ondata di calore che ha colpito il nostro territorio e che influisce sui consumi, sensibilmente aumentati, a fronte di una netta diminuzione della produzione dell’acqua. Che non piova da circa tre mesi e che ci sia un abbassamento delle falde acquifere non è una condizione fantasiosa ma una triste realtà, è per questo che abbiamo chiesto nelle settimane scorse la collaborazione da parte delle amministrazioni comunali le quali – ricordiamolo – possono utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge al fine di limitare l’uso dell’acqua alle sole esigenze umane.

Le raccomandazioni

Rizzo indica alcuni sistemi per garantire acqua a sufficienza. “Raccomandare un uso accorto della risorsa significa chiedere a tutti, soprattutto a chi l’acqua ce l’ha, di destinarla esclusivamente per usi igienico-sanitari e alimentari. Tutto ciò che non rientra in queste categorie andrebbe dunque evitato o rimandato.  Restiamo convinti – conclude il direttore – che solo attraverso una stretta collaborazione tra la nostra azienda, le amministrazioni e le istituzioni tutte si potranno alleviare le difficoltà comuni.


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