Candidiamo Cicciolina | per combattere la mafia!

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03 Dicembre 2013, 16:38

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Lei la sua storia la racconta con l’incipit del romanzo di Snoopy (era una notte buia e tempestosa): “Sono nata all’alba, il 26 novembre, dopo una lunga notte tempestosa, in una clinica povera della mia città Budapest, in Ungheria. La mia mamma si chaimava Ilona, come me, ed era una donna piena di vitalità. Il mio vero padre, Staller, ci lasciò quando avevo solo tre anni. Era un uomo attraente, sempre circondato da bellissime donne e mia madre soffriva molto dell’infedeltà del suo compagno”. Chi volesse può cliccare sul suo sito e bearsi di quello che resta di una seduzione da pronografi innocenti. Quando c’era Cicciolina il sesso sapeva ancora un  po’ di tinello e sporcaccionerie domestiche.

Oggi, la biondissima Ilona torna alla ribalta in chiave al momento minimale, ma chissà. Un lettore avrà pensato: se i confindustriali candidano Felice Cavallaro, inviato del Corriere della sera a Racalmuto, perché io non posso candidare Cicciolina? Ragionamento ineccepibile dall’angolazione delle libertà costituzionali, già più sfumato in diversa sede: che cosa di Cavallaro potrebbe far venire in mente la Staller? A una prima occhiata appaiono proprio due entità irriducibili. Anzi, incommensurabili.

Tant’è. Il lettore argomenta, rivolgendosi direttamente alla suddetta. E scrive nella missiva inviata a tanti per conoscenza: “Gentilissima signora Ilona Staller, con la presente le chiedo ufficialmente di poter valutare l’idea di candidarsi come sindaco del Comune di Racalmuto (Ag) per le prossime elezioni di maggio 2014.  Il comune esce fuori da tre anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose nella passata amministrazione e necessita assolutamente di tornare a ridere di nuovo. Fino alla fine degli anni ’80 le sue immagini padroneggiavano nella piazza principale del paese promuovendo i suoi film nel cinema che c’era. Io personalmente all’età di 12 anni vidi un suo capolavoro, ‘Banana al cioccolato’, in quel cinema, poi la proprietà decise di abbatterlo e vi costruì un palazzo residenziale e da quando le locandine dei film porno non primeggiavano più in piazza il paese andò alla deriva mafiosamente.

Nel 1994 gente eccelsa mentalmente, con grande richiamo a livello nazionale, affisse manifesti funerari con una poesia di Saffo e definendola “Maestra di libertà” alla morte della sua veneranda collega Moana Pozzi.  La invito cordialmente anche ad informarsi su Racalmuto e suoi coinvolgimenti culturali politici per via della nascita dello scrittore Leonardo Sciascia a Racalmuto, che definì tutti i racalmutesi non in grado di ragionare razionalmente e forse è assolutamente vero. Necessitiamo assolutamente di un personaggio di rilievo come lei per forse ritornare a ragionare e che ci sia lume di un vivido sentimento d’affetto fra la gente.

In questo momento la proposta viene singolarmente da me, in visione alcuni giornali e personaggi, ne ho già comunque accennato in facebook e parlato fra la gente. Grazie per la sua attenzione e in attesa di una sua gradita risposta si porgono calori saluti. Ps. a Racalmuto v’è anche un castello dove lei potrebbe realizzare il tanto agognato casinò che da anni vuole realizzare”. Ecco.

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In effetti, Felice Cavallaro, penna felicissima come il suo nome, non c’entra molto. Stimolante l’accostamento tra il porno e la legalità, l’uno come socio sostenitore dell’altra. E accora il grido per cui “Il paese andò alla deriva mafiosamente” dopo la rimozione della banana. Eppure, nella letterina eccentrica c’è una saggezza recondita. L’antimafia ha tante sfaccettature. E perché mai non dovrebbe essere una faccenda da pornostar? D’altra parte, com’era il coro? Se la politica è onesta, Cicciolina è vergine. No, forse non era proprio così…

 

 

 

 

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03 Dicembre 2013, 16:38

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