Carboil, dipendente licenziato: |“Provvedimento infondato”

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27 Febbraio 2014, 16:02

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CATANIA – E’ sul piede di guerra, Salvatore Mirabella, l’ex dipendente (nella mansione di aviorifornitore) della Carboil SRL, e determinatissimo a riavere il suo posto di lavoro. “Sono stato licenziato in tronco, – racconta – senza preavviso e per futili motivi”, dalla società, con sede a Roma, dedita allo stoccaggio e alla fornitura di carburante per conto di grosse compagnie petrolifere in numerosi aeroporti italiani, fra cui quello di Catania. Il 24 gennaio scorso, per aver effettuato, secondo l’azienda, una “manovra spericolata”, l’uomo è stato oggetto di un severissimo provvedimento disciplinare con decorrenza immediata, che gli è valso la perdita, appunto, del posto di lavoro. Da allora, lo strappo tra lui e la società è stato irreparabile. A seguito di una prima formale contestazione – tempestivamente ribattuta dal Mirabella – , il 7 febbraio scorso, gli è stata poi recapitata la lettera di licenziamento, in cui la Carboil, senza mezzi termini, lo accusa di “guida spericolata” in una strada perimetrale del sedime aeroportuale.

La dinamica dei fatti, così come riportata dalla società, sarebbe comprovata dalle riprese video effettuate dalle stesse telecamere della Sac. Ma Mirabella respinge con fermezza ogni eventuale responsabilità a riguardo e si autodefinisce “vittima” di un provvedimento disciplinare, a suo dire, pretestuoso e infondato. “ Si è trattato – spiega Salvatore Mirabella a LiveSiciliaCT – solo di una manovra un po’ brusca perché il mezzo che mi precedeva si è arrestato di colpo. Io avevo a rimorchio la scala – che per legge non potremmo neanche avere, ma siamo costretti perché altrimenti non lavoreremmo – e contemporaneamente un altro mezzo dietro di me sopraggiungeva. Quindi – continua Mirabella – per evitare il tamponamento ho effettuato la manovra affiancandomi al mezzo che avevo davanti. Sono eventi “normali” quando si guidano dei mezzi. E quando poi ho addotto le mie giustificazioni ho specificato che il conducente che mi precedeva con un altro mezzo (con il quale mi sono personalmente confrontato) non ha effettuato nessuna manovra miracolosa – precisa – così come riferisce invece la lettera di licenziamento”.

Si sarebbe trattato, dunque, solo di una brusca frenata, secondo l’ex dipendente. Ed effettivamente le autorità aeroportuali della SAC non avrebbero preso nessun provvedimento contro di lui a seguito dell’accaduto, ma al contrario “ il servizo safety – precisa Mirabella – aveva appositamente diramato le immagini al personale per sensibilizzare tutti relativamente i rischi che normalmente si corrono svolgendo questo mestiere; dunque, – sottolinea – non con lo scopo di punire o meno ancora di puntare il dito contro qualcuno dei dipendenti. La società Carboil, invece, ha pensato poi bene di licenziarmi. Ritengo si trattasse di un semplice pretesto”.

Secondo l’uomo, infatti, il duro provvedimento sarebbe solo l’ultimo atto di lunga serie di dissidi tra lui e la società Carboil; dissidi che risalirebbero già ai tempi dell’assunzione nel 2011. “Il licenziamento – attacca Mirabella – è stato voluto e organizzato per via delle vertenze attualmente in essere tra me e la società”. Secondo egli, dunque, aspettavano solo un giusto escamotage per licenziarlo. “Al momento dell’assunzione – dice ancora – feci presente delle cose anomale e che a mio avviso non andavano”. Le anomalie a cui fa riferimento Mirabella, riguardano la cessione del ramo aziendale, fra Gruppo Eni e Carboil, avvenuta nel gennaio del 2011.

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All’epoca, infatti, Eni decise di terziarizzare alcuni settori produttivi; ne seguì che il ramo in questione fu acquisito, appunto, dalla Carboil SRL. Sino ad allora, tutte le attività avio di stoccaggio e messa a bordo di carburante negli aeromobili appartenevano squisitamente al gruppo Eni. “Sin da quando – prosegue Mirabella – è avvenuto il trasferimento del ramo d’azienda, la società cessionaria (Carboil), in realtà, non è mai stata autonoma, così come invece prevedrebbe l’articolo 2112 della procedura civile. La Carboil, infatti, si occupa solo del servizio di messa a bordo, ma il carburante continua a fornirlo Eni, così come continua a gestire tutto il settore marketing. Una situazione – ribadisce –di per sé anomala. Io mi rifiutai persino di sottoscrivere l’accordo sindacale”.

Ma non è tutto. Mirabella, infatti, sostiene, di avere firmato un contratto in cui era prevista una mansione diversa da quella che poi ha svolto nel corso di questi anni. “La Carboil – spiega – per una questione di mera convenienza, ha applicato un contratto collettivo nazionale Asse Handling, che è al di fuori del settore Energia e Petrolio, e in cui non è prevista assolutamente la mansione di aviorifornitore; ovvero la mansione che normalmente io svolgevo. All’epoca, – dice – pur di non perdere il lavoro firmai il contratto, ma feci immediatamente presente questa anomalia. Ragion per cui dopo aver tentato il dialogo con l’azienda che però non ha portato ad alcun risultato – conclude – ho deciso persino di adire a vie legali”.

Da quel momento, secondo Mirabella, i rapporti tra lui e la società si sarebbero irreparabilmente incrinati, sfociando addirittura in palesi atteggiamenti antisindacali, stando anche al racconto di Mario Marino, segretario provinciale UGL, nonché rappresentante sindacale di Mirabella. “ In occasione di un incontro – spiega Marino a LiveSiciliaCatania – il direttore del personale, Pietro Stentella, si rifiutò di partecipare alla presenza del signor Mirabella. Infatti noi ci accomodammo, ma lui uscì e mandò un delegato”. Sino adesso, LiveSiciliaCatania ha tentato più volte di mettersi in contatto con Roberto Cannuli, direttore operativo della Carboil Srl, il quale non risulta disponibile. In qualsiasi momento, la società avrà la possibilità d’inviarci una replica tramite la nostra redazione.

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27 Febbraio 2014, 16:02

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