Carriera stroncata da diagnosi errata| Il Palermo condannato a risarcirlo

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22 Novembre 2010, 13:10

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La III Sezione del Tribunale di Palermo ha condannato l’Us Città di Palermo al pagamento di 9.385 euro, oltre alle spese legali e di consulenza tecnica, a favore di Alessio Biondo, ex calciatore della squadra Primavera che, in seguito ad un infortunio subito nel 2005, ha dovuto smettere di giocare.

“Il Tribunale – spiega Marco Favarò, legale dell’ex calciatore – ha riconosciuto che c’è stata una diagnosi errata ed una terapia inadeguata”. I fatti risalgono all’agosto di 5 anni fa quando Biondo, giovane e promettente difensore della Primavera allenata da Rosario Pergolizzi (nella foto, ndr), che si trovava in ritiro a Casole Bruzio (Cz), inizia ad accusare problemi muscolari. “Gli venne diagnosticato un semplice affaticamento – dice l’avvocato Favarò – quando in realtà si trattava di uno strappo muscolare. Da quel momento è iniziato un calvario: dopo un mese gli hanno fatto estrarre 4 molari, dicendo che avrebbe avuto vantaggi nella postura. Poi, gli hanno fatto riprendere gli allenamenti ed è addirittura tornato in campo per alcuni spezzoni di partita. Il 15 maggio 2006 il medico della società lo ha dichiarato guarito. Ma evidentemente non era così”.

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Biondo, infatti, aveva subito una grave lesione muscolare della regione anteriore di entrambe le cosce. In seguito a quell’infortunio, il Palermo non gli ha rinnovato il contratto e la sua carriera è finita. “Il Tribunale – prosegue il legale – ha riconosciuto il danno biologico e quello morale, mentre non ha riconosciuto il danno per la ‘perdita di chance’. Ma, in ogni caso, questa sentenza crea un precedente: c’é solo un caso simile, ma riguardava un calciatore professionista”.

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22 Novembre 2010, 13:10

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