“Caso Siracusa”, Vinciullo attacca: | “Polizzotto si faccia da parte”

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16 Luglio 2014, 18:17

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PALERMO – “In questi giorni il presidente Crocetta sta dando seguito alla pronuncia del Cga, indicendo le elezioni in alcune sezioni di Siracusa. Ritengo opportuno allora che uno dei suoi consiglieri, che sta seguendo questa causa contro noi deputati in carica, si faccia da parte”.

Una nuova polemica, nel grande caos del cosiddetto “caso Gennuso”. Il deputato siracusano Vincenzo Vinciullo sceglie gli scranni di Sala d’Ercole per attaccare. “Tra gli avvocati che stanno curando la causa contro i deputati in carica – ha detto – c’è un consigliere del presidente della Regione: è il caso che Stefano Polizzotto non si occupi di questa vicenda. Altrimenti anche il governatore si troverebbe in una situazione insopportabile dal punto di vista politico”.

La questione, come è noto, riguarda la scomparsa di alcune schede elettorali nelle sezioni di Pachino e Rosolini, nel corso delle ultime elezioni regionali. Scomparsa che avrebbe invalidato il voto in quelle poche sezioni. Anche per questo motivo, il Cga si è espresso col cosiddetto “giudizio di ottemperanza”, accogliendo il ricorso presentato dal legale Girolamo Rubino, imponendo al presidente Crocetta di fissare entro dieci giorni le nuove elezioni. In caso contrario, sarebbe intervenuto il prefetto di Siracusa, nelle vesti di commissario ad acta.

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“Siamo stati in Procura – ha aggiunto Vinciullo in Aula – e abbiamo chiesto un esame calligrafico alle schede, per vedere se quelle schede sono state votate dalle stesse mani. Il Tar ha escluso che ci siano stati dei brogli elettorali. Anche la Procura ha concluso dicendo che non ci sono brogli. Il Cga ha deciso in maniera opposta. Chi ha ragione?”. Ma il mistero aretuseo si sarebbe arricchito di un nuovo elemento. “Abbiamo richiesto al Comune di Pachino – ha detto Vinciullo – alcuni documenti. Bene, ci hanno risposto che quegli atti si sarebbero… autobruciati. Anche per questo chiedo – ha concluso Vinciullo – che della questioni si occupi anche la Commissione antimafia”.

La vicenda, come dicevamo, riguarda la “sparizione” delle schede elettorali in alcune sezioni del Siracusano, un incidente che ha spinto alcuni “privati cittadini” e uno dei candidati non eletti, a chiedere la ripetizione del voto. Una richiesta accolta dal Cga che lo scorso 5 febbraio ha disposto le elezioni con una sua sentenza. Sentenza alla quale, appunto, il governo regionale non ha ancora dato seguito. Da qui, quindi, la scelta dei legali di chiedere il cosiddetto “giudizio per ottemperanza”. Insomma, gli avvocati hanno chiesto al Cga di ordinare alla Regione di dare seguito alla sentenza. E, “in caso di perdurante inottemperanza, di nominare un commissario ad acta che provveda in via sostitutiva”. Che si sostituisca quindi al governatore e all’assessore alla Funzione pubblica per l’indizione delle elezioni, che deve passare attraverso una delibera di giunta.

La richiesta di “commissariamento” – seppur ad acta, cioè limitato all’indizione delle elezioni – è solo l’ultimo capitolo di una vicenda dai contorni giuridici sempre più complicati. Nei mesi scorsi, infatti, l’ex parlamentare Pippo Gennuso, il vero “interessato” al riconteggio, visto che il suo seggio non sarebbe scattato per pochi voti, ha ventilato l’ipotesi che tutti gli atti dell’Assemblea regionale possano essere nulli. Questo perché la sentenza del Cga ha annullato l’atto di proclamazione dei sei deputati siracusani presenti a Sala d’Ercole: Bruno Marizano (Pd), Vincenzo Vinciullo (Nuovo centrodestra), Stefano Zito (Movimento cinque stelle), Pippo Gianni (Misto), Edy Bandiera (Udc, è subentrato a Pippo Sorbello) e Gianbattista Coltraro (Megafono). Uno di questi, oggi, Vincenzo Vinciullo, ha attaccato in Aula: “Della vicenda si occupi la commissione antimafia”. Ma il conto alla rovescia verso il voto è già cominciato.

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16 Luglio 2014, 18:17

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