Catania, l'autismo e il sogno di uno liceale - Live Sicilia

L’autismo e il sogno di Alex: “Una festa piena di amici”

L'appello di un papà che sta organizzando il compleanno del figlio liceale
CALTAGIRONE
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Quarto anno di Liceo, la vita da addentare con tenacia, progetti sogni e desideri che iniziano a delinearsi flebili nei loro contorni e che attendono di essere dipinti e arricchiti di particolari. Il Secusio di Caltagirone è una realtà formativa fra le migliori del calatino, che ingloba nei suoi percorsi di studi anche l’indirizzo artistico dell’istituto d’Arte per la Ceramica che, in una città vocata all’arte, è il percorso che consegna alle nuove generazioni la fiaccola dei saperi antichi dei maestri ceramici. Sulla punta di quelle matite, sulle setole di quei pennelli anche le tracce dei valori umani e sociali di una comunità millenaria.

Alex frequenta questo istituto, percorre giornalmente questi corridoi, anche lui come migliaia di ragazzi hanno fatto dalla nascita di questo Liceo. L’anno scolastico è ormai terminato, si pensa già alle vacanze, si teme qualche insufficienza, dopo anni di incertezze, una riguadagnata libertà impone a ciascuno di vivere a pieno ogni istante è tutto un recuperare il tempo perduto: parole, abbracci, baci.
Fra qualche giorno è il compleanno di Alex, i preparativi sono maniacali, Alex ci tiene ad avere una festa impeccabile e i genitori non deludono le sue aspettative. Manca solo qualcosa perché la festa sia memorabile: una festa piena di amici.

Alex ha difficoltà a socializzare per via dell’autismo che silenzioso lo accompagna dalla nascita.
Il suo, ci racconta il papà Francesco, è “un autismo ad alto funzionamento” quello che accomuna Alex a migliaia di altre persone, alcune famosissime e idolatrate da giovani e meno giovani.

Se è vero, come è vero che per sua natura tende all’isolamento, diversa e anche molto è la percezione dell’esterno. Alex si isola ma non vuole stare solo e la solitudine la percepisce e molto.

È il papà a raccontarci il suo sconforto: “Abbiamo organizzato una festa dove non mancherà nulla per divertirsi ma gli inviti sono stati declinati quasi tutti”. La famiglia sarà presente ma Alex voleva trascorrere quel giorno con i suoi coetanei, per fare quello che farebbe chiunque altro nel giorno del suo compleanno: sorridere, farsi delle foto, scartare i regali, brindare, ascoltare musica, ballare e rivivere quel ricordo per sempre.

Papà Francesco, ci racconta di una scuola che ha dato il massimo, dal dirigente ai singoli docenti ma gli si strozza la voce quando dice: “È vero mio figlio è ben integrato ma nei confini di un istituto scolastico, la vita è anche fuori e fuori Alex è solo. Spero tanto che i suoi compagni capiscano il suo e il nostro stato d’animo, voler bene agli altri significa scacciare la solitudine altrui, semplicemente standogli accanto in special modo in certi giorni, come il compleanno, dove si è più fragili all’assenza delle persone a cui si è legati.”

L’appello del papà di Alex, senza rimproveri o polemiche contro nessuno è quello di poter realizzare per suo figlio la miglior sorpresa possibile: quella di veder giungere al suo compleanno, tutti i suoi compagni di classe e tutti coloro che conoscono e frequentano Alex.


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