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Blitz dei carabinieri: arrestato il boss dei Santapaola NOMI

Tutti i particolari dell'operazione Sangue blu.
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CATANIA – Hanno arrestato Ciccio Napoli, nipote di Salvatore Ferrera ‘u cavadduzzu. Come più volte scritto da LiveSicilia e anticipato dal Mensile S è lui – secondo la Procura – il ‘reggente’ della famiglia Santapaola-Ercolano. Il pentito Santo La Causa lo ha indicato come un ‘uomo d’onore riservato’, ma Carmelo Aldo Navarria era stato chiaro qualche anno fa: quando sarebbe stato arrestato Ciccio Santapaola ‘colluccio’ Francesco Napoli era uno dei papabili a prendere il suo posto nel trono. D’Altronde il vincolo di ‘sangue’ nella scelta del capo è indispensabile: Salvatore Ferrera era sposato con una D’Emanuele, zia di Nitto Santapaola. Ciccio Napoli dopo aver trascorso 13 anni dietro le sbarre è tornato in libertà nel 2019. L’investitura di reggente l’avrebbe avuta dai massimi esponenti della famiglia. Convergenti in questo senso sono le dichiarazioni di molti pentiti dell’ultima ora: Silvio Corra e Salvatore Scavone, entrambi ex responsabili del gruppo narcos dei Nizza all’interno della famiglia Santapaola. Non sarebbero bastate all’uomo d’onore riservato le tante cautele prese in questi anni per evitare altri guai giudiziari. Ciccio Napoli utilizzava nomi in codice, telefoni citofono intestati a ignari cittadini poi periodicamente sostituiti. E inoltre negli incontri – quasi sempre in presenza – era vietato portare cellulari. Il suo braccio destro sarebbe stato Cristian Buffardeci.

L’inchiesta ‘Sangue blu’, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Dda etnea, è scattata questa notte. Sono 35 le persone finite in manette: 26 in carcere e 9 ai domiciliari. Ci sono anche tutti e quattro i figli di Turi Colluccio Santapaola: Francesco (appunto), Gabriele, Antonino e Giuseppe. Ma ci sono anche altri uomini d’onore: come il boss della Civita Orazio Magrì (che dopo l’arresto di Santo La Causa nel 2009 prese le fila della famiglia catanese di Cosa nostra). Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa e concorso esterno, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni e concorso in trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso.

Dall’indagine sono emersi un vasto giro di estorsioni ai danni di imprenditori catanesi, un fiorente traffico di stupefacenti, il recupero crediti attraverso prestiti ad usura e l’intestazione fittizia di attività economiche. I proventi delle attività illecite venivano utilizzati sia per il mantenimento delle famiglie degli affiliati detenuti, sia reinvestiti in altre attività imprenditoriali infiltrando il tessuto economico catanese. Sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.

Un ruolo lo avrebbe avuto anche Domenico Colombo (dipendente Sostare oggi Amts), che avrebbe avuto stretti legami con il boss di spessore come Ciccio Santapaola (colluccio), Vincenzo Sapia, Salvatore Rinaldi, Carmelo Renna. Quest’ultimi due sono stati arrestati a giugno nell’operazione Agorà. Il ruolo di Colombo sarebbe stato quello di operare nel settore delle estorsioni e del recupero crediti.

Sequestrati la Citymotors di San Gregorio di Catania, riconducibile a Michele Monaco (indagato) e di cui si era già parlato nella famosa inchiesta Fiori Bianchi del 2013. Affidata a un amministratore giuidiziario anche l’enoteca di Catania Vinissimo che sarebbe stata gestita in maniera occulta da Ciccio Napoli e Francesco Ferrera, anche lui indagato.

Nell’operazione sono stati impegnati 250 carabinieri del comando provinciale etneo che stanno eseguendo l’ordinanza nelle provincie di Catania, Prato, L’Aquila, Enna, Perugia, Vibo Valentia, Palermo, Benevento, Siracusa e Avellino.

I NOMI. Carmelo Bonaventura, Cristian Buffardeci, Francesco Caserta, Angelo Antonino Castorina, Domenico Colombo, Salvatore Di Mauro, Carmelo Cristian Fallica, Orazio Magrì, Mario Marghella, Corrado Gabriel Muscarà, Francesco Tancredi Maria Napoli, Angelo Occhipinti, Giuseppe Pappalardo, Vincenzo Pino, Francesco Platania, Carmelo Raciti, Francesco Santapaola, Gabriele Santapaola, Antonino Santapaola, Giuseppe Santapaola, Vincenzo Sapia, Giuseppe Scaletta, Lorenzo Michele Schillaci, Gaetano Sortino, Gaetano Tringale, Daniele Carmelo Zappalà (tutti in carcere). Ai domiciliari Eugenio Dante Barbero, Bruno Barbaro, Massimo Di Salvatore, Francesco Ferrera, Rosario Lombardo, Daniele Salvatore Lomonaco, Simone Scirè, Giuseppe Turrisi, Gerardo Zammataro.


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