Catania, cugini uccisi in casa e poi scaricati con la carriola - Live Sicilia

Uccisi in casa e poi ‘scaricati’: prima notte in cella per l’anziano

Giuseppe Battiato attende l'udienza di convalida. I cugini forse quella notte erano accompagnati da una terza persona.
ACIREALE
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CATANIA – Giuseppe Battiato ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Piazza Lanza. Già domani potrebbe svolgersi l’udienza di convalida davanti al gip del fermo emesso dal pm Michela Maresca per omicidio pluriaggravato. Il 72enne ha confessato di aver sparato tre colpi con la pistola 7,65 che teneva sotto il cuscino. Li ha uccisi in casa. Nel pieno della notte. Vito e Cristian Cunsolo erano entrati nel piccolo casolare della frazione di Pennisi ad Acireale attorniato dai limoneti con l’intenzione di rubare (furto o rapina è ancora troppo presto per stabilirlo, ndr). Quasi esclusa a questo punto la raccolta illecita degli agrumi, considerando anche che siamo in piena estate. Un ‘reato’ – quasi – fuori stagione. “Di furto di limoni”, infatti, ne hanno parlato solo i parenti durante le ricerche dei due trentenni non tornati a casa dalla sera prima.

Battiato ha parlato di “minacce” ricevute in passato dagli stessi catanesi, che lo avrebbero “invitato” a lasciare la proprietà. Quale sarebbe stato l’obiettivo dell’intimidazione è ancora uno dei punti da chiarire del quadro investigativo in mano ai carabinieri. Delle risposte potrebbero arrivare dall’analisi forense del cellulare di uno dei Cunsolo, rinvenuto – grazie alla collaborazione dell’indagato – assieme alla pistola sotto la palma nana. Sono stati avviati anche approfondimenti sui movimenti dei due cugini il giorno del delitto. Vito Cunsolo, detto Lupin, aveva un tormentato passato familiare (il fratello Giuseppe morto dieci anni fa in circostanze molto misteriose) e alcuni precedenti per ‘rapina’. Virgilio Cristian Cunsolo Terranova invece sarebbe stato incensurato. Pare che il 22 giugno, Dal Villaggio Sant’Agata sono partiti in tre per andare a Pennisi. Questa terza persona – forse una sorta di basista per il colpo – potrebbe essere quella che ha fornito ai familiari le indicazioni precise per andarli a cercare dopo il mancato rientro. Una volta identificata potrebbe chiarire agli inquirenti quale era il vero bersaglio dei due cugini uccisi che nel piano della notte si sono introdotti nel fondo del 72enne.

Giuseppe Battiato è descritto come un accumulatore seriale, viveva in pochi metri quadrati circondato da oggetti e “rifiuti” di ogni genere. Un anziano schivo, ma mite. Almeno così ne parlano nella frazione dove sono stati trovati i due cugini Cunsolo senza vita.

Battiato dopo aver capito di aver uccisi i due trentenni li ha messi in una carriola e li ha scaricati sul terreno ricoprendoli con dei teloni di plastica. Per quasi 12 ore ha ‘convissuto’ con i due cadaveri. E in quel lasso di tempo non ha chiamato le forze dell’ordine per raccontare cosa fosse successo. Quando però sono arrivati i carabinieri ha alzato le spalle e ammesso ogni responsabilità.


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