Cronaca

“Valentina aveva paura”: i retroscena dell’orrore

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28 Luglio 2022, 20:18

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CATANIA – “Valentina Giunta viveva nella paura che qualcosa di grave le sarebbe potuto accadere se avesse continuato a vivere in via Di Giacomo”: è questo uno dei passaggi della nota inviata dall’avvocato Salvo Cannata, legale della famiglia della 32enne uccisa con un più fendenti lunedì sera nella palazzina a due piani nel rione San Cristoforo. Una premonizione quella della giovane madre che si è tragicamente avverata.

Valentina quella maledetta sera stava preparando gli scatoloni: martedì mattina doveva arrivare il camion dei traslochi ma le coltellate sono arrivate prima. “Da mesi viveva con il padre in un’altra abitazione presa in locazione”, si legge ancora nella nota del legale. La donna sarebbe stata oggetto di diverse azioni violente. Le parole dei familiari (che attraverso il comunicato del legale esprimono piena fiducia nell’ magistratura) sono dirette: “Nell’ultimo anno diversi sono stati gli episodi di violenza anche gravi che hanno visto come parti offese Valentina e la sua famiglia e come protagonista attiva la famiglia del suo ex convivente”. Per questo i parenti della vittima “auspicano che venga fatta luce sul contesto deviato e deviante in cui è maturato l’efferato delitto”.

Per la magistratura dei Minori ad uccidere è stato il figlio più grande, quattordicenne. L’avrebbe colpita al culmine di una lite causata dal fatto che non accettava il comportamento della madre che avrebbe voluto allontanarlo dal padre detenuto. Il ragazzo ha affrontato oggi al Tribuale di via Franchetti l’udienza di convalida decidendo di rispondere alle domande della Gip Russo che ha convalidato il provvedimento firmato dalla procuratrice dei minori Carla Santocono.

“Per rispetto delle due famiglie colpite dalla tragedia non faccio alcuna dichiarazione”, dice Riccardo Liotta, l’avvocato difensore del giovanissimo indagato. L’altro figlio di Valentina di appena dieci anni è al momento con i nonni paterni.

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28 Luglio 2022, 20:18

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