Mafia, dal Gup anche il presunto boss Francesco Napoli

Mafia, dal Gup anche il presunto boss Francesco Napoli

Un'immagine delle indagini fornita dai carabinieri nel giorno dell'operazione Sangue Blu
La settimana prossima udienza preliminare per l’inchiesta con cui a fine settembre i carabinieri "decapitarono" il clan Santapaola-Ercolano.
CATANIA
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CATANIA. È ritenuto l’ultimo dei boss conosciuti del clan Santapaola-Ercolano, il detentore dello scettro del potere provinciale di Cosa Nostra in una terra dove figurano imprese che pagano il pizzo anche per oltre trent’anni di seguito, dove il traffico di droga è saldamente nelle mani delle cosche e dove solo da qualche tempo comincia a farsi largo una reazione da parte della società civile. Ciccio Napoli, al secolo Francesco Tancredi Maria Napoli, dovrà comparire giovedì prossimo dinanzi al Gup di Catania Chiara Di Dio Datola, perché la Dda di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di 38 persone nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri che si concluse con l’operazione Sangue Blu, il 28 settembre scorso. L’accusa principale, ovviamente, per Napoli è associazione a delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere ritenuto il capo.

Il pm Rocco Liguori e Lina Trovato hanno dunque deciso di esercitare l’azione penale chiedendo i rinvii a giudizio e giovedì prossimo si saprà se il presunto boss, o altri imputati, chiederanno di accedere a riti alternativi, come il giudizio abbreviato. Quarantaseienne, è “protagonista delle dinamiche mafiose catanesi fine degli anni 90”. Così si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip meno di tre mesi fa, in cui Napoli è descritto come “un personaggio carismatico”, “gravato da una lunghissima carcerazione, ma non provato dalla stessa tanto riprendere immediatamente un ruolo di grande responsabilità in seno all’associazione mafiosa questione”.

Avrebbe adottato “una maniacale attenzione ai propri movimenti, ai propri incontri, alle proprie parole, onde evitare di dover ripetere l’esperienza più che decennale in carcere, ma senza sottrarsi ruolo di reggente dell’organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano, in un momento in cui detta organizzazione necessitava di una solida guida, essendo stata falcidiata dall’esecuzione numerose ordinanze, con la detenzione di affiliati storici e capi”. La sua lunga appartenenza a Cosa Nostra “e la stima riconosciutagli trasversalmente in ambito mafioso”, hanno comportato che di lui abbiano parlato “sia storici collaboratori di giustizia e, tra questi, Santo La Causa”, sia gli ultimi e più recenti, come Salvatore Scavone e Silvio Corra. Napoli è ritenuto il capo da settembre 2019 a dicembre 2021.


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