Clan Cappello, la piramide e il bacio |Le rivelazioni del pentito Di Mauro

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11 Ottobre 2017, 05:28

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CATANIA – Ha fotografato l’attuale organigramma della cupola del clan Cappello. Ha messo nero su bianco i nomi e i cognomi di chi ha preso il comando della cosca decapitata nel 2009 con il blitz della Squadra Mobile Revenge. Carmelo Di Mauro è una delle ultime leve dei Cappello che ha deciso di abbandonare le “milizie” del clan e collaborare con la giustizia. La sua decisione risale all’inizio dell’anno. Alcuni stralci dei verbali dello scorso gennaio sono inseriti nelle 160 pagine dell’ordinanza firmata dal Gip Gaetana Bernabò Distefano che ha portato lo scorso giovedì al blitz della Squadra Mobile ‘Double Track’. La retata che ha smantellato il cartello del narcotraffico che aveva come base operativa Catania.

Un’indagine che ha portato a ricostruire la rete di contatti di Sebastiano Sardo, ex organico del clan Cappello. Nelle carte della magistratura non c’è alcuna rivelazione di Iano Occhiolino, diventato da qualche mese collaboratore di giustizia. Ci sono, invece, decine e decine di intercettazioni telefoniche e scambi di sms. Le dichiarazioni dell’ex trafficante quasi sicuramente finiranno negli atti del processo che si svolgerà appena l’inchiesta sarà definitivamente chiusa. Sono oltre 40 gli indagati che rischiano di finire davanti a un giudice: narcotrafficanti catanesi, siracusani, palermitani e calabresi.

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Carmelo Di Mauro racconta alcuni dettagli del profilo criminale del neo pentito. Particolari che sono già emersi nell’inchiesta Penelope che ha scardinato il potere criminale dei Cappello-Bonaccorsi, portando in carcere i boss Salvatore Lombardo, detto U Ciuraru e Massimilano Salvo, figlio di Pippo U Caruzzeri. “Sebastiano Sardo si salutava con il bacio in bocca con Salvatore Massimiliano Salvo. Questo è segno ulteriore del fatto che il Sardo è un associato con un ruolo di primo piano”, sono le parole del collaboratore Di Mauro riportate dal Gip. “Anzi Sardo è proprio la stessa cosa di Salvo Salvatore Massimiliano meglio possiamo dire che è al suo stesso livello”, dice ai magistrati Di Mauro.

Poi il collaboratore di giustizia fornisce un preciso organigramma dei piani alti della piramide del clan Cappello. “Al vertice di questa piramide si colloca Salvatore Lombardo da tutti ritenuto irraggiungibile per la sua importanza. Posizione di comando, al pari di Massimo, rivestiva anche da Giovanni milanisi e da Santo Facci Palermo”. Rispettivamente i nomignoli di Giovanni Catanzaro e Santo Strano, storici del clan Cappello.

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11 Ottobre 2017, 05:28

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