Concorso per 330 magistrati | I requisiti e le prove

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26 Novembre 2018, 16:13

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PALERMO – È in concorso più ambito e più difficile a cui possano partecipare i giovani laureati in giurisprudenza e spesso non tutti i posti a bando vengono riempiti dai partecipanti: il concorso per la magistratura ordinaria. Il ministero della Giustizia ha messo a bando 330 posti. Sarà possibile fare istanza di partecipazione alla selezione fino al 16 dicembre. La richiesta va fatta con sul portale del ministero e va accompagnata dal pagamento di 50 euro di diritti di segreteria.

Per essere ammessi al concorso bisogna essere italiani, e in possesso dei diritti civili. All’aspirante di richiede di essere “di condotta incensurabile”, di avere uno stato di salute idoneo all’impiego e di essere in regola con il servizio di leva. Non si può, inoltre, partecipare alla selezione se per tre volte si è stati dichiarati non idonei al concorso.

Ci sono poi i requisiti professionali. Possono partecipare i laureati in giurisprudenza purchè abbiano i corsi frequentati siano più lunghi di 4 anni. Questi candidati devono aggiungere alla laurea la frequenza di una scuola di specializzazione, lo svolgimento di uno stage presso gli uffici giudiziari o di un dottorato di ricerca.

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Ma il concorso in magistratura è anche un concorso per cambiare carriera. Possono quindi partecipare i magistrati contabili e amministrativi, i procuratori dello Stato, i dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici laureati in giurisprudenza con qualifica dirigenziale o con posizioni di area C con cinque anni di anzianità, i docenti universitari di diritto, gli avvocati e i magistrati onorari che svolgono tale funzione da sei anni. In tutti questi casi però non può partecipare chi è incorso in sanzioni disciplinari. Chi cambia carriera inoltre dovrà rinunciare agli scatti di anzianità e così chiunque entrerà nelle file della magistratura ordinaria inizierà a guadagnare lo stipendio base.

Gli aspiranti magistrati devono affrontare una prova scritta e una orale. La prova scritta prevede la scrittura di tre temi: di diritto civile, di diritto penale e di diritto amministrativo. La prova scritta viene passata se tutti e tre i temi vengono valutati con un voto maggiore di dodici ventesimi. Per ogni elaborato si avranno otto ore di tempo. La prova orale invece sarà su tutte le branche più rilevanti del diritto; da quello internazionale a quello tributario, dal diritto del lavoro al diritto commerciale, dagli aspetti sostanziali a quelli processuali. Bisognerà inoltre provare di avere delle nozioni sull’ordinamento giudiziario, di informatica giuridica e di conoscere una lingua straniera fra inglese, francese, spagnolo o tedesco. Il colloquio sarà superato se valutato con la sufficienza e cioè con una votazione di almeno sei su dieci. Infine, sarà decisivo il voto globale per cui occorrerà avere almeno 108 punti. Solo chi avrà tutte queste votazioni positive raggiungerà l’idoneità e vedrà arrivare l’agognata nomina a magistrato ordinario.

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26 Novembre 2018, 16:13

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