Consiglio comunale: in aula nuove regole, dopo 35 anni - Live Sicilia

Consiglio comunale: in aula nuove regole, dopo 35 anni

Il lungo iter per l'approvazione del regolamento d'aula si è concluso.
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CATANIA – Giuseppe Castiglione si dice “emozionato”. Il Consiglio comunale di Catania, proprio negli anni della sua presidenza d’aula, ha deciso di cambiare le proprie regole, ormai vecchie di 35 anni. Il regolamento del senato cittadino del capoluogo etneo era stato votato nel 1987, poi modificato per pezzettini prima nel 2004 e poi nel 2018. Stavolta, però, il documento è tutto nuovo. E con la delibera che era stata presentata in aula, ormai tre sedute (e settimane) fa, ha poco a che vedere, visti i corposissimi emendamenti elaborati dagli eletti.

Alle 22.25 di ieri sera, 10 maggio 2022, con 22 voti favorevoli su altrettanti presenti, è stato approvato il nuovo regolamento del Consiglio comunale. Con un’attenzione particolare alla multimedialità e alla partecipazione dei cittadini tramite i social. E con la lezione ben chiara della gettonopoli in salsa catanese, finita in un buco nell’acqua giudiziario, che ha lasciato il segno tangibile del bisogno di stabilire norme più precise sulla percezione del gettone di presenza, per eliminare ogni ombra dal futuro.

“Un’aula unita”, sottolinea Luca Sangiorgio, capogruppo dei pogliesiani, prendendo la parola per le sue dichiarazioni di voto. “Che nessuno pensi che sia un documento che serve solo a noi – prosegue – Dall’efficienza di quest’aula dipende l’adozione di tante scelte che influiranno sulla vita dei nostri concittadini. Questo documento è fondamentale per quello che si proietterà all’esterno in termini di trasparenza ed efficienza”. Dopo la carota, il bastone: “È un lavoro di tutti: non tollererò che domani qualcuno si prenda meriti più dei suoi colleghi”.

“Abbiamo fatto il nostro dovere – afferma Sebastiano Anastasi, capogruppo di Grande Catania – E abbiamo dimostrato che un’aula che si autodetermina esprime il migliore risultato possibile”. Il riferimento di Anastasi è alle polemiche d’aula dei mesi scorsi: era stato lui per primo a rimproverare al resto della maggioranza, e al sindaco Salvo Pogliese, di fare calare dall’alto troppe scelte, senza la necessaria concertazione con il senato cittadino e le forze politiche in esso rappresentate. “Siamo a fine mandato, e il nostro mandato potrebbe finire addirittura in anticipo – prosegue il leader autonomista, alludendo all’ipotesi di una chiusura anticipata della consiliatura a giugno – Ma abbiamo fatto quello che era necessario per il bene della nostra cittadinanza, anche se a microfoni spenti molti ci dicevano che era meglio lasciare le cose com’erano”.

Anche Lanfranco Zappalà, promotore di oltre un centinaio di emendamenti – ritirati, accorpati in maxi-emendamenti, modificati -, non nasconde una certa soddisfazione, lui che con sei consiliature una di seguito all’altra è il veterano di Palazzo degli elefanti: “Abbiamo scritto una pagina importante per coloro che verranno”. “Il miracolo è avvenuto, ce l’abbiamo fatta”, ironizza Graziano Bonaccorsi, del Movimento 5 stelle. “Non cambio posizione, resto fermo all’opposizione – conferma – Però quest’aula ha lavorato, tutta insieme, per arrivare al migliore risultato possibile. Si poteva forse evitare quest’attesa, se la commissione competente avesse lavorato meglio…”.

Ma alla terza settimana consecutiva a discutere del Regolamento, incluse conferenze dei capigruppo durate ore per migliorare l’impianto degli emendamenti, in aula tutti hanno voglia solo di “ringraziare i colleghi, il personale degli uffici, il dirigente” e di sottolineare “la piena armonia“, per usare le parole della consigliera Paola Parisi, raggiunta dopo tante discussioni. “Sono orgoglioso di avere portato all’approvazione di un documento che resterà negli anni, sapete quanto ci tenessi”, chiosa Castiglione, prima di chiudere la seduta. La prossima riunione d’aula è prevista per stasera: bisogna sorteggiare i nuovi revisori dei conti.

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