Politica

Cordaro: “Musumeci è il candidato naturale alle regionali”

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22 Agosto 2021, 05:30

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PALERMO – Musumeci “è il candidato naturale” per le prossime elezioni regionali in Sicilia, dove “senza il centro non si vince”. Berlusconi e Salvini, quando sarà il momento, “daranno un contributo importante per la riconferma dell’attuale governatore” per non dividere il centrodestra che “deve trovare il suo baricentro”. E le schermaglie di chi oggi nicchia sono semmai “la necessità che ci sia maggiore collegialità”. Parliamo con Toto Cordaro, assessore regionale al Territorio e Ambiente con delega anche all’Urbanistica e al Corpo Forestale. Cordaro è anche l’uomo di governo al quale Nello Musumeci ha affidato i rapporti con il parlamento regionale. Iscritto al gruppo dell’Ars dei Popolari autonomisti – Idea Sicilia, come il collega di giunta Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione.

La politica italiana sembra attraversata da scosse che vanno da sinistra a destra. A farne le spese sarebbe anche il futuro del Presidente Musumeci

“Colgo in maniera abbastanza generalizzata un po’ di pretattica, ognuno cerca di proporsi come assolutamente necessario e pronto a soluzioni diverse dalle attuali. Chiedo invece a chi rincorre o predice nuove candidature di guardare a ciò che ha realizzato l’attuale governo in tema di ambiente, di urbanistica, di riordino dell’edilizia, di infrastrutture e cantieri aperti, di spesa comunitaria e fondi europei investiti, nel solco di una eccezionale continuità amministrativa e nel rispetto dei sacri principi di moralità!”

Il governo ha ricevuto critiche, per quanto edulcorate dal politichese, anche dagli alleati.

“Il nostro governo è certamente fra i migliori che ci siano mai stati nella storia dell’autonomia siciliana. Non voglio parlare della pandemia che è stata gestita straordinariamente, perché non ci sono precedenti e termini di paragone con un’esperienza che speriamo resti unica. Non voglio tornare sulla epocale riforma urbanistica, attesa da oltre 40 anni. Ma non posso nascondere che siamo la prima e unica regione in Italia ad avere legiferato sulle concessioni balneari, offrendo una garanzia per tremila concessionari e centomila posti di lavoro. O, ancora, che dopo un ritardo di 28 anni abbiamo istituito, in pochi mesi, l’Autorità di bacino del distretto idrografico. Una regione in cui la pianificazione non esisteva, in cui si viveva alla giornata, oggi ha una visione. Il governo Musumeci ha ben operato e continuerà a farlo nell’ultimo anno di legislatura.”

Il centro in Sicilia è ancora centro o periferia di sinistra e destra?

“Questo governo ha una forte e qualificata rappresentanza centrista, in una regione dove il centro è forte e senza centro non si vince. Serve ricordare che nel 2017 la competizione regionale ha visto Musumeci vincente grazie a un corposo 15% raggiunto con la nostra lista dei Popolari e autonomisti e con quella dell’Udc. Senza questa forte e da tutti riconosciuta affermazione del centro a vincere non sarebbe stato il centrodestra, ma il Movimento cinque stelle. Dopo la drammatica esperienza targata Crocetta avremmo così consegnato la Sicilia alla disperazione”.

L’area centrista ha la forza per resistere alle sirene del patto annunciato da Berlusconi con Salvini?

“Io per primo ho l’obiettivo, oltre al ruolo di governo, di rafforzare questo centro lavorando per renderlo sempre più presente nello scenario politico all’interno di un contesto di centrodestra. Lavoriamo per rafforzare la coalizione, per trovare un comune baricentro, e nessuno vuole strappi ne fughe in avanti. C’è da trovare un baricentro, per rendere sempre più corale ed efficace la proposta politica e il programma di governo da sottoporre ai siciliani l’anno prossimo. Insieme a tanti altri amici che vengono anche da esperienze diverse, quella dell’Udc, Idea Sicilia, gli amici di Italia Viva e gli autonomisti, con i quali abbiamo già fatto un esperimento rilevante, che ora fa il tagliando per ripartire ancora più forti. I nostri valori, la nostra storia e cultura politica rendono credibile e vincente il centrodestra. Questo centrodestra, non un altro”.

Il centro del centrosinistra invece? Italia Viva all’Ars ha perso nomi di peso proprio a favore della Lega.

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“Il Pd, colpo di genio, durante questa legislatura decide di allearsi con il M5S, un movimento ormai in picchiata e senza paracadute. Il Pd politicamente ha deciso di rinunciare ad allargare le alleanze al centro, perché è chiaro che il M5s è assolutamente e inequivocabilmente alternativo a noi. Non posso certo ascoltare le sirene che vengono da un pezzo di centrosinistra che vorrebbe porre condizioni. Chi, in prospettiva futura, vuol venire con noi è benvenuto, ma solo se è disposto a scrivere assieme un programma, quello che riguarderà la prossima legislatura 2022/2027. Una sola condizione è essenziale ed imprescindibile: che il centrodestra rimanga unito. Perché il centrodestra unito vincerà le elezioni al Comune di Palermo come alle regionali”.

Nessuno si sbilancia sui nomi del candidato alle prossime elezioni per la presidenza della Regione.

“Nello Musumeci è il candidato naturale, per la conferma di un quadro di centrodestra che deve e può rafforzarsi. Chi nel centro nicchia lo fa o perché non conosce Musumeci o perché in questo momento, e con questi “messaggi” sollecita la necessità – ed è giusto porla all’attenzione del dibattito politico interno – di una maggiore collegialità. Ma, senza tema di smentita dico che Musumeci è il meglio che oggi c’è nel centrodestra siciliano. E’ il presidente uscente, capo di un governo che ha recuperato prestigio in campo nazionale ed europeo. Non trovo francamente quale possa essere la ragione per non ricandidarlo.”

Salvini è tornato a rivendicare la candidatura.

“Sono certo che la Lega alla fine ci darà il suo contributo importante per riconfermare Musumeci. Salvini conosce le cose della politica, mette insieme esperienze diverse e sta rafforzando la Lega. Ma sa che ad un certo punto arriverà il momento di trovare il punto di caduta. Musumeci, lo ha ripetuto Salvini proprio alcuno giorno fa, è un ottimo governatore. Serio, perbene, instancabile. Per queste ragioni sono convinto che dal 2022, dopo quella della semina, inizierà la stagione del raccolto”.

Le elezioni per il Comune di Palermo come prima prova per la coalizione. Per l’area centrista il candidato sarà Roberto Lagalla?

“Ci sono tanti candidati di centro pronti a guidare la città e risollevarla da una situazione drammatica, quella di Roberto Lagalla sarebbe un’ottima candidatura. Sono fortemente preoccupato però per questi nove mesi che ci separano dalle elezioni perché vedo un’amministrazione comunale inesistente, che ha perso il senso delle priorità. Un Orlando in difficoltà che tira fuori la vicenda degli afgani, tragica, attuale e sacrosanta, ma che nulla ha a che vedere con l’amministrazione della città.”.

Il governo regionale ha ricevuto dure critiche per la gestione degli incendi.

“Abbiamo chiesto al parlamento nazionale, con una legge voto, di introdurre un sistema di confisca dei beni per gli incendiari. La critica arriva da chi stava con quel Crocetta che voleva sciogliere il Corpo forestale e che da Giletti ci ha fatti diventare la barzelletta d’Italia? La smettano, siamo pronti a confrontarci all’Ars quando il presidente dell’assemblea lo deciderà”.

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22 Agosto 2021, 05:30

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