Corte dei Conti: “Condanne | per ventotto milioni”

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05 Marzo 2016, 11:33

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PALERMO- Tra fenomeni di corruzione sempre più diffusi, appropriazione di denaro da parte di pubblici dipendenti, danni di immagine e sprechi di risorse comunitarie in Sicilia emerge un quadro della pubblica amministrazione fortemente dominato da condotte illecite. Il danno accertato nel 2015 è di quasi 28 milioni. Lo dice il presidente della sezione giurisdizionale Corte dei Conti per la Sicilia, Luciana Savagnone, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Sulle responsabilità di amministratori e dipendenti pubblici sono state emesse 66 sentenze di condanna e 24 di assoluzione. In materia di contabilità ci sono state cinque condanne e per le altre tipologie sono stati definiti 12 giudizi di responsabilità. L’importo complessivo delle condanne è stato di 27 milioni e 900 mila euro: 8.900 in favore di amministrazioni statali, 18.914 per gli enti locali e 53 mila e 597 per le aziende sanitarie. I casi più rilevanti riguardano lo spreco di fondi europei per l’industria e l’agricoltura ma anche danni al patrimonio di società partecipate, l’utilizzo improprio di consulenze e professionalità esterne, danni all’immagine, attività libero professionali illecite di medici dipendenti dalle Asp. Le condanne, ha avvertito il procuratore regionale Giuseppe Aloisio, “non sono virtuali”. Il 63 per cento delle sentenze (56 nel 2015) sono state eseguite. Per le rimanenti le procedure esecutive sono state già avviate.

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C’è un ricorso eccessivo, e spesso immotivato, alle consulenze e agli incarichi esterni nella pubblica amministrazione in Sicilia. Lo ha segnalato, all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti, il procuratore regionale Giuseppe Aloisio. E’ duplice il danno causato da queste scelte: da un lato una “ingente lesività dell’erario” e dall’altro la mancata valorizzazione di professionalità interne. Le istruttorie avviate dalla Procura nel 2015 sono state 67. Tra le più significative quella che riguarda dieci aziende sanitarie e ospedaliere che, pur avendo un ufficio legale, hanno speso milioni per conferire a avvocati esterni un “numero elevatissimo di incarichi di rappresentanza e difesa”. Due sole eccezioni: le Asp di Enna e Palermo sono un “esempio di corretta gestione”. L’Asp di Palermo è anche quella che meglio di tutte le altre ha applicato criteri di oculatezza nella gestione degli appalti e così è riuscita a realizzare consistenti risparmi poi reinvestiti nell’acquisto di attrezzature moderne.(ANSA)

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05 Marzo 2016, 11:33

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