Cronaca

Covid, allarme contagi a Palermo: le novità per gli ospedali

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10 Giugno 2022, 11:29

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Il Covid sta finendo, secondo la percezione di un’estate al mare che si preannuncia libera da restrizioni? Dalla spia dell’allarme che lampeggia in Sicilia sembrerebbe di no. Ieri, c’è stata una riunione d’emergenza all’assessorato della Sanità e si è sfogliato il libro dei numeri. Ci sono molti contagi, anche se la rete ospedaliera tiene, tanto da prevedere la ‘restituzione’, a Palermo, di circa cento posti letto. Ma l’orizzonte è tutt’altro che sgombro da nuvole, come è scritto nero su bianco nelle premesse e nella conclusione di quell’incontro.

Allarme contagi

Il prologo, infatti, non è esattamente confortante: “Da un’analisi della situazione epidemiologica attuale, da alcuni giorni, risulta evidente un incremento dei contagi. In particolare, nell’area metropolitana di Palermo, si osserva che l’impatto dell’aumento dei casi Covid sugli ospedali riguarda, in misura maggiore, l’area medica: ovvero i reparti di Medicina, Malattie infettive e Pneumologia”. E’ pur vero – riconosce la stessa analisi – che nei pronto soccorso arrivano spesso pazienti positivi, ma che sono lì per l’urgenza di altre patologie. Significa che non è stato il virus a portarli in ospedale.

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I provvedimenti anti-Covid

Da questa evidenza, secondo l’indagine dell’assessorato, emerge la necessità di prendere immediati provvedimenti che potrebbero essere seguiti da altre misure. In caso di cluster ospedaliero, cioè di un focolaio nei reparti, saranno gli ospedali stessi ad attuare le azioni necessarie, gestendo l’emergenza, in prima persona. Anche per evitare spostamenti che possano innescare altri contagi. Ogni struttura, poi, dovrà trattare il paziente acuto che arriva al pronto soccorso, anche se è contagiato, per scongiurare che possano esserci eventuali perdite di tempo.

Le Usca e i posti letto ‘normali’

Un altro punto essenziale, in chiave ospedaliera, è il coinvolgimento delle Usca che potranno prendere in carico i pazienti al momento delle dimissioni, garantendo un maggiore controllo a domicilio. Al tempo stesso, mentre ci si prepara a contenere la descritta avanzata dei contagi, sperando che non tracimi in una nuova ondata, un centinaio di posti letto sono in riconversione da Covid a ‘normali’. Le ultime riconversioni riguardano la Gastroenterologia e la Medicina del ‘Cervello’. E sembra contraddittorio, a margine delle carte, riaprire reparti alla ‘normalità’. Ma quello dei posti disponibili è un andamento che andrà valutato nei prossimi mesi, a seconda dell’evoluzione della pandemia. L’orientamento che arriva dalla riunione è, comunque, tassativo: quegli spazi, in caso di necessità, entro 48 ore, potranno tornare disponibili nella trincea della lotta al coronavirus.

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10 Giugno 2022, 11:29

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