"Palermo viola e nera, vi dico dov'è il boom dei contagi"

“Palermo viola e nera, vi dico dov’è il boom dei contagi”

Palermo, la preoccupazione del commissario Costa e i colori dei contagi.
COVID - L'INTERVISTA
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“Ecco, guardiamo i colori. Lei ricorderà che, per la zona rossa, il limite dell’incidenza ero lo sforamento di 250 casi su centomila abitanti. Questa è la mappa di Palermo, con i colori che abbiamo aggiunto noi. Il viola, che è ovunque, significa cinquecento e più casi su centomila abitanti. In centro siamo neri: mille casi su centomila abitanti”. Dal suo quartiere generale alla Fiera, il commissario per l’emergenza Covid, il dottore Renato Costa, scruta l’orizzonte del contagio, in città e in provincia: “Siamo sommersi”, dice.

Sommersi fino a che punto, dottore Costa?
“Un tampone su due, al nostro drive in, è positivo. I contagiati sono tantissimi e meno male che, con grande sforzo, riusciamo a garantire le terapie domiciliari. Altrimenti gli ospedali scoppierebbero”.

Ma è vero che, in ospedale, ci sono soprattutto malati con altre patologie che finiscono nei reparti Covid perché positivi e non più tantissimi pazienti che, invece, soffrono per il coronavirus?
“No, non è vero. Questa storia è secondaria. Noi abbiamo tanti malati Covid, non perché sono positivi, ma perché sono tornate le polmoniti di una volta. Non le vedevamo più, ora rieccole qui”.

Chi sono i pazienti?
“Persone di tutti i tipi. Anche soggetti con la quarta dose”.

Tuttavia, è innegabile che la situazione ospedaliera dei reparti Covid risulta meno congestionata rispetto ai picchi della crisi e che le terapie intensive non stanno soffrendo.
“Meno male. Molto dipende dalle terapie domiciliari, come le dicevo. I vaccini ci hanno concesso una posizione di vantaggio. Conosciamo meglio la malattia e abbiamo la disponibilità di farmaci eccezionali. Un agglomerato di fattori positivi che si scontra, purtroppo, con un agglomerato di fattori negativi”.

Quali sono i principali?
“Le nuove varianti che risultano contagiosissime e l’assoluta mancanza di prudenza. Ecco cosa ha portato alla recrudescenza e adesso non ci sono più restrizioni, tocca al senso di responsabilità collettivo”.

Un breve vademecum…
“Al chiuso stai con la mascherina, lavati le mani, se devi assembrarti, stai sempre con la mascherina, fai le cose che devi fare con attenzione e con cautela. Non servono regole imposte, occorre l’autocoscienza”.

Intanto, Palermo, nei vostro grafici, è viola e nera.
“Sì, sono valori della scorsa settimana che danno una indicazione molto forte della tendenza. Siamo a un bivio. Se saremo bravi e responsabili, possiamo ancora evitare quella che io chiamo la tempesta perfetta”.

Più preoccupato o fiducioso?
“Nutro fiducia per natura. Ma confesso che sono molto preoccupato”.

Renato Costa

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Commenti

    Fatta pure la mappa a colori dei quartieri la soluzione caro dott. Costa per lei quale sarebbe, un lockdown come a Pechino o Shanghai dove non appena uno usciva dal portone del condominio veniva subito arrestato da una pattuglia di guardie rivoluzionarie e deportato a tempo indeterminato in un centro di detenzione sanitario guardato a vista da uomini armati anche se non aveva nulla?……..

    “Anche soggetti con la quarta dose” da qui si è data la risposta, ecco perchè la gente non vi crede più

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