La Sicilia nella morsa dei contagi: lockdown o liberi tutti?

La Sicilia è nella morsa dei contagi: paura o ‘liberi tutti?’

Gli ultimi dati non possono lasciare tranquilli. Cosa c'è all'orizzonte? Le idee degli esperti
CORONAVIRUS
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La Sicilia è nella morsa dei contagi. Il segno di risalita del Covid ovunque da noi appare più accentuato, anche se per il momento non ci sono evidenti ricadute sull’occupazione dei posti letto negli ospedali. I dati diffusi ieri dal ministero della Salute dicono che la Sicilia è al primo posto per i contagi in Italia (QUI il bollettino completo). Una tendenza al rialzo, diffusa da giorni, e vedremo come andrà oggi.

“Il virus ha ripreso a circolare – dice il dottore Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo – e questo pone un problema che non può essere sottovalutato. Quando la circolazione si era ridotta, forse, sarebbe stato opportuno un mini-lockdown di una settimana per stroncarla del tutto. Certo, la patologia sembra meno grave, ma solo per i vaccinati con tre dosi. Non possiamo fare finta di niente e dobbiamo capire dove sta andando la pandemia”.

“Il dato dei contagi è in crescita, il trend è cambiato – dice il professore Antonio Cascio, infettivologo -. E’ un elemento comune a livello nazionale, in Sicilia ancora di più, visto che siamo indietro come numero dei vaccinati. Al momento i ricoveri non aumentano, quindi questo significa che comunque le terze dosi reggono. Vedremo fra qualche tempo. I possibili sviluppi? Se uno ha fatto la terza dose da poco e si contagia, essendo sano, non rischia quasi niente. Anzi, il contagio sarà come una dose di richiamo. Vedremo se questo ci aiuterà ad andare verso l’immunità di gregge”.

“Io penso che i ragazzi – chiosa il professore – debbano essere lasciati liberi, sempre, di andare a scuola e circolare, anche se correranno il rischio di contagiarsi. E che sia necessario proteggere i fragili. Andremo, nella convivenza con il virus, verso una distinzione tra fragili e sani più che tra positivi e non positivi e sarà necessario, ripeto, salvaguardare le persone fragili che in ogni caso dovranno guardarsi non solo dal Covid ma da tutte le altre malattie infettive”.

Tuttavia negli ospedali qualche segnale d’allarme comincia a lampeggiare, con focolai dappertutto (ne abbiamo parlato QUI). Ha detto a LiveSicilia.it il dottore Baldo Renda, primario della Terapia intensiva Covid del ‘Cervello’ di Palermo: “Con la fine dell’emergenza, se non succede qualcosa, molti contratti scadranno. E si tratta di personale importante la cui mancanza ci costringerà a ridurre i posti letto”. Intanto, le terze dosi cominciano già ad invecchiare, in attesa di vaccini più aggiornati. E il 31 marzo, data, appunto, della cessazione dell’emergenza si annuncia il più classico, ‘liberi tutti’.

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