Covid, non se ne parla ma c'è ancora: Sicilia, ricoveri e contagi

Covid, non se ne parla ma c’è ancora: Sicilia, ricoveri e contagi

Le cifre del coronavirus ci dicono che siamo ancora in ballo.
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Il Covid è un argomento in fuga dai pensieri di quasi tutti, per motivi che sono facilmente intuibili. L’orrore della criminale invasione dell’Ucraina catalizza l’attenzione, con l’ombra minacciosa di un conflitto allargato. La tensione nervosa prodotta dalla pandemia si è spezzata per il suo stesso logorio. Non si può stare perennemente sul chi va là. I numeri complessivi sono migliori, il termine ufficiale della fine dell’emergenza si avvicina, la politica sta cavalcando l’onda inarrestabile del ‘liberi tutti’, molto redditizia in termini di simpatie e consensi. Eppure, il coronavirus c’è ancora. In che modo? Vediamo.

Quello che succede negli ospedali

Il primo posto da osservare, per vedere cosa succede, è l’ospedale, nei luoghi e nei reparti che abbiamo dovuto imparare a conoscere bene. Ci sono molti contagiati, anche tra i sanitari con la terza dose, seppure la maggioranza soffra di sintomi sopportabili. L’ultima notizia riguarda i contagi alla Chirurgia d’urgenza del Policlinico di Palermo: una trentina, tra personale e malati. Stabile la quantità di ricoverati alla Terapia intensiva Covid del ‘Cervello’: tra dieci e undici. I flussi del pronto soccorso dello stesso nosocomio appaiono leggermente aumentati. Alle sei del pomeriggio la schermata online segnala la presenza di ventuno pazienti con un indice di sovraffollamento del 105 per cento. Ed era da un po’ che ‘quota cento’ non veniva superata.

coronavirus

Quarta dose per chi?

Lo stesso dottore Renda, qualche giorno fa, aveva lanciato una specie di discreto allarme: “Penso che, presto, si porrà il problema della quarta dose per tutti, non solo per i fragili, anche per chi, come noi sanitari, è più esposto. Ci sono colleghi che hanno avuto il Covid e sono stati malissimo, magari non ospedalizzati. Io correrò a fare la quarta dose, quando sarà possibile”. Sappiamo che la quarta somministrazione spetta soltanto a certe categorie di pazienti fragilissimi. I prossimi mesi diranno se lo schema reggerà, o se sarà necessario proteggere altre persone con un successivo richiamo. Secondo uno studio dello Sheba Medical Center, di Ramat Gan in Israele, accessibile online sulla piattaforma medRxiv, che accoglie gli articoli che non ancora sottoposti alla revisione della comunità scientifica, la quarta dose di vaccino a mRNA riporta gli anticorpi contro il virus SarsCov2 ai livelli che si erano raggiunti dopo la terza dose, ma non basta per prevenire le infezioni da Omicron perché la protezione offerta dalla dose aggiuntiva contro la variante non supera il 30%. La svolta sarà data, verosimilmente, da un nuovo vaccino.

Il primario Baldo Renda

I numeri in Sicilia

“Per la quarta settimana consecutiva si assiste a un trend in flessione della curva epidemica – scrive nella sintesi del rapporto il Dasoe, il dipartimento dell’assessorato alla Salute che segue la pandemia -. L’incidenza di nuovi positivi – nella settimana dal 21 al 27 febbraio – è  pari a 32.855 casi (-11,52%), con un valore cumulativo di 679,71/100.000 abitanti. Il più alto tasso di nuovi casi rispetto al numero degli abitanti si è registrato nelle province di Messina (978/100.000 abitanti), Siracusa (884/100.000) e Ragusa (725/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 6 ed i 10 anni (1.554/100.000 abitanti), tra gli 11 e i 13 anni (1.412/100.000) e tra i 3 e i 5 anni (1.358/100.000). In calo, per la settima settimana consecutiva, le nuove ospedalizzazioni”.

Il rapporto vaccinati-non vaccinati

La tabella che mostriamo più giù delinea il rapporto dei ricoveri tra vaccinati e non vaccinati. Sono 149, complessivamente, i ricoverati per Covid in Sicilia con il ciclo completo di vaccino (143 ordinari, 6 terapia intensiva), 154 con ciclo non completo (146 ordinari, 6 terapia intensiva), 909 i non vaccinati (857 ordinari, 52 terapia intensiva). Il vaccino, a prescindere dalla lontananza nel tempo, sembra proteggere dagli effetti gravi del virus. Intanto, i numeri di oggi annotano una risalita di ricoveri e contagi. LEGGI IL BOLLETTINO.

Il Covid c’è ancora

Ecco le conclusioni del Dasoe: “Si conferma una situazione epidemica acuta nella settimana di monitoraggio trascorsa seppure con una incidenza settimanale in riduzione. La curva epidemica è stata sostenuta dalle fasce di età infantili e giovanili. L’epidemia, pur mostrando segnali di arresto, rimane in una fase delicata con un significativo impatto sui servizi territoriali ed assistenziali ma con un netto trend in calo di nuove ospedalizzazioni e proporzioni di casi ospedalizzati molto più contenuta rispetto ai periodi precedenti, in parte spiegata anche dal riscontro occasionale di positività concomitante al ricovero. Alla luce della elevata incidenza e della ormai quasi completa presenza della variante Omicron di SARS-CoV- 2, è necessario il rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina quando richiesto, aereazione dei locali, igiene delle mani e riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento”.


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