Crack Windjet, rinvio dell’udienza preliminare

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20 Ottobre 2016, 20:55

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CATANIA – L’udienza preliminare del processo sul crack Windjet è stata rinviata al 19 dicembre. Il Gup Gaetana Bernabò Distefano dopo essersi ritirata in camera di consiglio ha accolto alcune eccezioni presentate dalla difesa inerenti ad alcuni vizi – a vario titolo – nelle notifiche ad alcuni imputati. Si dovrà quindi attendere il 2017 se Antonino Pulvirenti, dopo il rinvio a giudizio, per l’inchiesta relativa al Calcio Catania dovrà affrontare un nuovo processo, questa volta per bancarotta fraudolenta.

Coinvolti nel terremoto scatenato dalla delicata inchiesta della Guardia di Finanza  importanti professionisti, anche stranieri. Oltre a Nino Pulvirenti, presidente della low cost catanese, anche l’ex ad Stefano Rantuccio, il commercialista Stefano Patti, Gianmarco Abbadessa, avvocato tributarista e componente del collegio sindacale di Windjet, Luciano Di Fazio e Gianluca Cedro, senior partner di Emintad Italy Srl, società di consulenza strategica, Giulio Marchetti, associate partner della società di revisione Bompani Audit Srl, Remo Simonetti, amministratore della stessa società, Angelo Vitaliti, componente del Cda di Windjet, Paola Santagati, commercialista Windjet, Gianni Commu, maintenence Ph di Windjet, Giuseppe D’Amico, engineering manager di Windjet, Biagio Rantuccio, fratello di Stefano, Makto Dadic, managing director di Dale Aviation Ltd, Gregoire Lebigot, amministratore della Jmv Aviation Ltd, Karl Richard, vice presidente della Jmv Aviation Srl, Sarah Patti, componente del collegio sindacale della Windjet.

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Gli ex amministratori della compagnia aerea catanese si sono sempre dichiarati estranei alle accuse contestate dai pm Alessandro Sorrentino e Alessandra Tasciotti. “Abbiamo agito correttamente” – sono state le dichiarazioni espresse sin dal primo momento.

L’attività investigativa eseguita dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catania, in stretta collaborazione con i consulenti tecnici nominati dall’autorità giudiziaria, ha consentito di ricostruire le vicende societarie che hanno condotto – secondo le ipotesi della Procura –  all’aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet s.p.a. per oltre 160 milioni di euro per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005. La Wind Jet Spa il 9 maggio del 2013 è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro.

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