Cracolici scarica Ferrandelli | “A Palermo si vince solo se uniti”

di

09 Giugno 2016, 19:00

4 min di lettura

PALERMO – “Qualcuno ha solo bisogno di titoli sui giornali per dimostrare che ancora esiste dicendo di volere scendere in campo. Se è così non sono interessato nemmeno a stare sugli spalti, visto che io le partite le voglio vincere. Le autocandidature non aggregano, portano alla divisione e dove c’e’ divisione si perde”. Non usa mezzi termini Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura e uomo forte del Pd, che in una Sala delle Lapidi piena, a Palermo, prova a tracciare il percorso che porta alle prossime Comunali del capoluogo siciliano. La discesa in campo di Fabrizio Ferrandelli spariglia le carte e apre un dibattito interno ai democratici che non hanno ancora deciso quale strada seguire: con Orlando o senza Orlando, centrosinistra unito o spaccato come nel 2012.

L’appuntamento a Palazzo delle Aquile era già organizzato da tempo e rientra nel ciclo di incontri promossi da Palermo2017, un marchio che i cracoliciani hanno coniato per identificare la propria area e le iniziative messe in campo in vista delle urne. “Dal momento che il Pd locale è assente su molti punti e non si rende protagonista di una fase di elaborazione politica, proviamo a farlo noi”, dice Franco Gervasi, portavoce di Palermo2017. Dopo gli appuntamenti sul lavoro e la mobilità, oggi è stata la volta del sociale e dell’inclusione: le riunioni continueranno fino a ottobre e poi sarà la volta di una conferenza programmatica che metterà per iscritto delle proposte da presentare al Pd.

Scontato, però, che l’attenzione sia concentrata sulle alleanze e sulle mosse politiche: specie alla luce degli ultimi risultati elettorali. Il timore è che il Pd palermitano possa ripetere il disastro di Napoli, con i dem tagliati fuori dal ballottaggio, e nel capoluogo siciliano bisogna anche considerare l’incognita Cinque Stelle. “Ancora mancano alcuni mesi alle Comunali – continua Cracolici – dobbiamo evitare che a Palermo si ripeta uno scenario come quello di Napoli. Io cinque anni fa ho sostenuto Ferrandelli, ho contribuito a portarlo al ballottaggio, poi abbiamo perso. Sono interessato a ciò che mi consente di giocare la partita fino all’ultimo, il resto lo lascio a chi ha bisogno di manifestare un certificato di esistenza in vita”.

“Il silenzio della segreteria provinciale del Pd su Ferrandelli però rischia di creare confusione, visto che ne fa parte e dice di voler correre con il simbolo dei Coraggiosi”, fa notare Fabio Teresi. “Ferrandelli si candida con i Coraggiosi che non sappiamo nemmeno se sono un partito, io voglio continuare a votare Pd”, chiosa l’assessore.

Articoli Correlati

L’obiettivo dei cracoliciani è ricompattare il centrosinistra dopo la spaccatura del 2012, partendo proprio da un tentativo di dialogo con il Professore e scartando l’ipotesi Ferrandelli. “Noi consideriamo importanti le primarie ma ancor di più l’unita del centrosinistra, anche se per fare un matrimonio bisogna essere in due – commenta Antonio Rubino, responsabile organizzazione del partito isolano – è evidente che la segreteria regionale seguirà con attenzione la vicenda palermitana”.

Qualche settimana fa l’assessore regionale aveva porto il ramoscello d’ulivo al sindaco, ricevendo però picche: l’impressione è che Orlando aspetti l’esito dei ballottaggi nazionali per decidere cosa fare al referendum e quindi col Pd. Su tutto inoltre incombe la modifica della legge elettorale, incardinata all’Ars e che potrebbe indebolire il fondatore del Mov139.

“Se Orlando risponde come ha risposto, non è semplice aprire un dialogo – continua l’assessore – io lavoro perchè si ricomponga uno schieramento politico e un fronte di persone che, pur nei vari narcicismi individuali, ha valori e opinioni comuni e condivisi. Io lavoro per unire. A Orlando ho chiesto un atto di unità, le primarie servono a questo: paradossalmente ci si divide alle primarie per unirsi alle elezioni, bene o male questo ha abbastanza funzionato. A Palermo nel 2012 ci siamo divisi, se Orlando si fosse candidato alle primarie anziché alle secondarie sarebbe stato il nostro candidato. Adesso abbiamo il dovere di guardare avanti, se Orlando vuole unire quel mondo che guarda all’esperienza progressista all’Ulivo, al centrosinistra, a quella parte di società libera che aspetta un’offerta politica credibile, ci siamo: il rischio e’ che lo faccia qualcun altro”. L’altro problema è rappresentato dal rapporto con Ncd e Udc, che per le Comunali non è stato ancora chiarito.

Strategie a parte, oggi Palermo2017 ha comunque affrontato il tema del sociale davanti a una platea numerosa con sindaci, operatori del settore e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Rosario Filoramo. “Ci sono pochi posti negli asili nido, dobbiamo considerare il disagio delle periferie ma anche altre criticità come la povertà, la disoccupazione, la mancanza di case, i pagamenti in ritardo delle cooperative, i minori. – dice Gervasi – il sociale e’ un’opzione politica, deve rendere la città a misura d’uomo. Il rilancio della città deve partire dalle questioni sociali, non solo dalla Ztl o dal tram”.

Pubblicato il

09 Giugno 2016, 19:00

Condividi sui social