"Sì al bilancio provvisorio | Risparmio di un miliardo" - Live Sicilia

“Sì al bilancio provvisorio | Risparmio di un miliardo”

Rosario Crocetta

L'annuncio è del presidente Rosario Crocetta e dell'assessore all'Economia Luca Bianchi. Che prevedono anche un risparmio da un miliardo di euro e spiegano che sarà salvaguardato lo stato sociale. Ora la parola all'Ars. Critiche dal Pdl: "Troppi quattro mesi di esercizio provvisorio". Approvata anche la norma per salvare dal dissesto il Comune di Messina

Crocetta e Bianchi
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PALERMO- Il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore all’Economia Luca Bianchi, comunicano che è stato approvato il bilancio provvisorio della Regione. “Com’era stato annunciato in fase di dichiarazioni programmatiche del presidente – si legge in un comunicato – è previsto un risparmio di circa un miliardo di euro, che sarà effettuato attraverso un’oculata riqualificazione della spesa e un incremento reale di previsione di entrata. Viene mantenuta la spesa sociale con particolare riferimento alla sanità, all’istruzione, alla famiglia, soggetti svantaggiati, le imprese, precari, forestali, le isole e il trasporto terrestre e marittimo, enti locali.

E’ stato avviato il processo per l’attuazione dell’art 33 dello Statuto (poi corretto da un successivo comunicato in 37, ndr), che prevede che le imprese che hanno stabilimenti nel territorio della regione e sede legale all’esterno di essa, paghino le tasse in Sicilia per la parte del reddito prodotto nell’isola. L’iter procedurale del bilancio prevede oggi stesso l’invio all’Ars del documento finanziario, che dovrebbe essere approvato nella seduta di domani. Approvata anche la norma “salva Messina” che si inserisce nel quadro degli interventi in favore dei comuni che hanno attivato la procedura di pre-dissesto ai sensi del decreto legge 174/2012″.

“Dopo due mesi di annunci, l’Ars non solo si aspettava di ricevere in tempi molto più ragionevoli il ddl di bilancio, ma si pensava anche di avere la bozza dell’esercizio provvisorio per un periodo assolutamente limitato nel tempo, uno o al massimo due mesi”. Lo dice il parlamentare del Pdl Marco Falcone: “Diversamente da quanto auspicato – aggiunge -, se da un lato tarda ad arrivare il ddl di bilancio su cui poter iscrivere le cifre per la copertura finanziaria di diversi disegni di legge, quali la proroga dei precari o quella degli Ato, dall’altro si preannuncia anche un esercizio provvisorio di ben quattro mesi, tale da far ricordare quei bui periodi parlamentari che pensavamo ormai archiviati”.

 


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Commenti

    Crocetta vero sicialianista nei fatti non nelle parole!

    Per salvare i conti della regione siciliana occorre a mio parere fare leva principalmente sul costo del lavoro.
    Occorre azzerare i finti salari di produttività, lo straordinario e tutte le competenze accessorie che fanno gonfiare il reddito complessivo;
    Come per gli statali, tenuto conto che già oggi il salario medio di un regionale, a parità di qualifica di un impiegato/dirigente statale, è mediamente più alto del 20% circa, occorre bloccare qualsiasi aumento retributivo.
    E’ determinante capire che queste semplici azioni non sono altro che un contributo di solidarietà verso i tanti cittadini isolani che vivono ai limiti della povertà.

    Siamo alle solite….i Comuni virtuosi la pigliano in quel posto, mentre gli scialacquatori inetti di Messina, brindano alla faccia dei siciliani per bene!!!!

    l’art è il 37 non 33

    Come sempre, le “Città” malamente gestiste per decenni vengono salvate, in barba agli amministratori oculati, attenti ed onesti, che fanno di tutta per risparmiare anche i centesimi per consolidare le casse del proprio Ente.
    Io faccio parte di quella schiera di amministratori di piccoli centri, che cercano di fare buona politica e buona spesa, resto allo allibito dalla leggerezza con cui la Regione elargisce milione alle amministrazioni fallite, con la matematica certezza che dopo il salvataggio, visto che nessuno ha pagato, si ricomincerà come prima.
    Messina è caso emblematico, è stata governata dalla sinistra e della destra ad intervalli regolari, risultato: un disastro, ora la salviamo tra due anni sarà peggio di adesso.

    @giuseppe
    caro giuseppe se ti convinci che queste economie, che è necessario fare, risolvano il riequilibrio dei conti della Regione, sono due le cose : o sei mago della finanza (creativa) oppure mi sa che hai qualche defaillance in aritmetica!

    @roberto il guiscardo
    per te questi proclami demagogici sono indicativi di sicilianità? mi auguro intanto che il riferimento all’art. 33 sia un refuso del giornalista, altrimenti mi preoccuperei ancor di più perchè vorrebbe significare che i due dichiaranti non hanno ben letto lo Statuto(cosa che ritengo probabile)!

    l’articolo dello Statuto e’ il 37 non il 33.

    L’articolo 33 è citato in un comunicato della Regione. Saluti

    @belfagor
    L’art 37 solo per gli idrocarburi vale per la sicilia non meno di 8 miliardi di lire all’anno di maggiori entrate (Il debito è di 5 milardi) fatti il conto!I proclami demagogici sono l’indipendenza della sicilia o i corsi di lingua siciliana per scimmiottare la lega o gli sprechi.Crocetta unico vero sicilianista!

    @Roberto Puglisi
    perchè riportare l’errore del comunica della regione?

    siamo alle solite. gli aumenti retributivi per i regionali sono fermi da molti anni. il salario accessorio è già stato tagliato e a parità di qualifica le disuguaglianze sono ed esclusivamente con le fasce dirigenziali. purtroppo anche lei giuseppe così come la maggior parte dei siciliani si è nutrito di una mala informazione dettata, sollecitata, nutrita, spalleggiata da una classe politica che ha alimentato lo scontro sociale e la guerra tra i poveri, nascondendo così i veri sprechi e il malgoverno della regione siciliana. purtroppo gli organi di stampa ci sono cascati (non so se volontariamente oppure no) scaturendo commenti come quelli dell’ ignaro giuseppe e di tanti altri siciliani in assoluta buonafede.

    Parte dello statuto (poter battere moneta,presidente della regione a capo della polizia,presidente che partecipa a riunioni del governo in qualità di ministro quando si parla della sicilia)mi sembrano parti anacronistiche ma l’articolo 37 e la possibilità di discutere direttamente con Bruxelles senza intermediari (vedere quote latte della lega) e i Cinesi e l’unica cosa per cui dovremmo lottare come siciliani e per cui ha senso essere autonomisti

    Mi sembra un gran passo avanti. Vediamo che succede adesso. Per adesso molto bene.

    “Riqualificazione” è una parola incomprensibile. Qualcuno potrebbe spiegarla meglio a noi poveri scemi?

    Crocetta dal 12 novembre dice ai quattro venti che ha tagliato un miliardo di euro. Qual’è la novità? Che oggi propone con un ddl all’Ars di farlo?

    per l’ennesima volta: i contratti dei dirigenti regionali sono fermi al 2005(!). Inoltre se invece di pendere dai proclami del governatore o dalle minestre riscaldate dei giornali faceste la fatica di andarvi a vedere sui siti ufficiali di un qualsiasi ministero, dipartimento regionale della regione siciliana, o ente locale, i livelli retributivi vi accorgereste che i più bassi sono quelli regionali siciliani. Ma mi rendo conto che sparare nel mucchio e fare un pò di populismo fine a sè stesso è molto più facile e appagante.

    Allora, il refuso sul l’articolo 33 dello Statuto è abbastanza grave. Confondere due articoli della nostra ‘costituzione’ non è da poco. Nella migliore delle ipotesi è sciatteria. Ancora più grave è scoprire – altra perla xhe spicca nel comunicato – che presidente della regione e assessore all’economia non conoscano la differenza tra tassa e imposta. Questa si che è rivoluzione!

    L’ attuazione dell’art.37 dello Statuto darebbe alla Regione Siciliana il diritto a percepire le imposte sui redditi di impresa (ires ex irpeg) pagate da imprese che hanno la sede legale fuori dalla Sicilia ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti. Questo non ha nulla a che vedere con le accise (imposte gravanti sulla raffinazione e vendita di prodotti petroliferi) il cui gettito é per Statuto riservato allo Stato (art.36).

    crocetta aveva detto ” subito il bilancio “, invece siamo alle solite. Un esercizio provvisorio così prolungato ha due problematiche: da un lato non consente alla regione di programmare e dall’altro omette di palesare il deficit. Per crocetta un lato positivo c’è ed è quello di affrontare la campagna elettorale per le politiche in totale tranquiliità. Lombardo a confronto è un principiante della politica. Siciliani aprite gli occhi l’art. 37 non si cambia con uno slogan.

    Noto che in molti non hanno ancora digerito la sconfitta…. Fatevene una ragione

    Condivido quanto detto da @Pierpiero e @M.C.N. ed è infatti per questo che parlo di demagogia, giustificabile appena in Crocetta ma no sicuramente da parte di Luca Bianchi, chiamato a corte come luminare di economia e finanze!
    Non sono un esperto, ma credo che queste aziende,soprattutto quelle multinazionali il reddito non lo producano nemmeno in Europa!

    Vorrei chiedere al presidente Crocetta perchè è giusto salvare dal dissesto il comune di Messina e non è giusto salvare il comune di Bagheria o altro comune imbrigliato nel dissesto.Come al solito “la legge non è uguale per tutti”.

    @Giuseppe. Caro Giuseppe anche lei si fa prendere per i fondelli da questi quattro ladroni di politici, che parlano sempre spalleggiati dalla stampa locale dei dipendenti regionali che guadagnerebbero il 20% in più degli statali e invece si è scoperto che è al contrario, infatti i dipendenti regionali stanno facendo ricorso per essere almeno equiparati ai dipendenti statali come previsto dallo statuto siciliano. Non si faccia prendere ancora in giro e cominciamo a fare sentire invece la nostra voce per fargli dimezzare l’indennità ai parlamentari e tutti i benefici che hanno, che sono soldi dei contribuenti. Tranne che lei non è invididioso dei dipendenti regionali, ma non penso, non si risparmia tanto poi togliendo il 20% ai dipendenti regionali, quando oggi ci sono dipendenti che guadagnano 900 euro al mese.

    @belgafor
    Praticamente secondo voi del 42% della benzina raffinata per l’italia e del 60% per il nord italia alla sicilia restano solo i fumi e i tumori scientificamente provati? Allora raffiniamo solo la parte siciliana e il resto se lo raffinino in padania.Riconvertiamo gli impianti o li chiudiamo

    se non si sa su quale bilancio si baserà l’esercizio provvisorio e con quale deroghe alla spesa in dodicesimi, ogni discorso è tempo perso. Intanto abbiamo un governo tecnico che costa 3 milioni l’anno. i dirigenti generali esterni che continuano a starci, i dirigenti esterni alla sanità per altri 4.5 milioni l’anno ci stanno ,e sarà interessante poter leggere le previsioni di bilancio per quelle realtà un tempo visibili in tabella H, e oggi nascoste nei meandri del bilancio. poi sul ddl sul precariato, sono pronto a scommettere sulla prima impugnativa del commissario dello stato, in particolare per l’art. 3

    @giuseppe ha ragione, ma i regionali sono 19.000, maggiorenni e votanti, dunque …..speriamo nei magistrati che hanno applicato la giustizia che possano correggere questa follia che si chiama Regione, con il suo ventre molle pieno di imboscati che fanno una lettera a settimana, hanno ancora 45 giorni di congedo straordinario, la mensa in busta paga, 25 ore di straordinario
    mensile, al Bilancio e alla Segreteria Generale pagato tre volte, senza carico di lavoro che ne dimostri l’utilita, capi servizio con indennità, per dirigere tre persone, unita operative di tre dipendenti, obiettivi fasulli e fittizi da raggiungere solo pro forma, protocollando una lettera entro il 31 dicembre, senza allegati da fare con calma a gennaio, febbraio, marzo. UNA TRUFFA LEGALIZZATA DA ANNI che viene costantemente denunciata anche in questi commenti, ma che resta solo lo sfogo triste di un cittadino deluso, arrabbiato, ma certamente non invidioso dei regionali, paragonabili in massima parte agli ignavi di dantesca memoria !
    Comunque grazie Live di questa possibilita’

    Spero che quei sindaci che hanno amministrato Messina negli ultimi 15 anni vengano denunciati e processati per dissesto finanziario. La magistratura non può restare immobile, deve intervenire. E’ ora di dire basta.

    Diminuire del 20% l’indennità e lasciare i contratti bloccati al 2005 non è forse una ingiustizia? Crocetta mi ha fatto pentire di averlo votato. Che schifo.

    La Regione spende DUE miliardi all’anno per stipendi (fissi e precari) e pensioni.
    E’ questa la maggiore spesa a parte la Sanità.
    E’ quindi indifferibile intervenire con tagli al costo del personale. Non serve girarci attorno!
    Crocetta affronti prioritariamente e radicalmente il problema, mentre l’opinione pubblica è con lui.

    Crocetta sei un bluf! Prolunghi l’esercizio provvisorio perché’ non hai le carte in regola all’Ars. E cettamente… qualunquemente tiri a campar……vai a lavorare..seriamente e smettila di fare la prima donna sempre alla ricerca estenuante dell’articolo….travagghiaaaaa

    Bene Presidente Crocetta.. questo Governo quando inizierà a parlara di sviluppo , crescita e impresa … è ora di abbandonare definitivamente lo stipendificio, gli Enti inutili per i trombati della politica e i fannuloni d’italia , che hanno crearo e continuano a crare sottosviluppo.. a questa bella terra di sicilia …. iniziamo a pagare le imprese…. rilanciamo l’edilizie e le costruzioni di OO.PP. riformiamo la legge regionale sugli Appalti …. lo sviluppo non passsa attraverso gli impiegatucci e i fannulloni ……………da sempre una zavorra come la mafia per la sicilia ……..

    La questione dell’applicazione dell’art.37 dello Statuto e’ in fase di risoluzione da quando ero ragazzetto, e vi posso assicurare che non lo sono più da un bel po’. Siccome vale un pacco di milioni di € che finora lo Stato ha incassato al posto nostro, tutti i Presidenti e gli Assessori al Bilancio millantano di avere quell’assegno in mano, mentre invece è ben lontano da essere staccato. È un minuetto che si trascina stancamente, perché Roma fa un passo avanti e due indietro, tanto per motivi politici quanto per emergenze finanziarie. Mi chiedo, poi, perché il Governo centrale dovrebbe scucire il grano ben sapendo che la Regione continua a camuffare i conti, e vi posso assicurare che il trattamento economico dei regionali non c’entra un fico secco, non aggredendo in alcun modo i veri nodi della spesa (forestali, formazione, precariato, gestione acqua e rifiuti). La verità vera e’ che siamo in campagna elettorale, si deve prendere tempo fino ad Aprile, non si deve scontentare nessuno, anche se il default e’ dietro l’angolo. Diceva uno spiritoso Ragioniere generale tanti anni fa:”il bilancio e’ falso? Certo, perché noi siamo per la coerenza e la continuità dell’azione amministrativa”. Tutto il resto e’ “chiacchiere e distintivo”.

    CARO CROCETTA MA IO VORREI SAPERE K FINE ANNO FATTO I RIBORSI DEI CONTRIBUTI D AFFITTO DELL ANNO 2010 CHE DOVEVANO ESSERE PAGATI GIA A NOVEMBRE 2012 TRA PARENTESI GIA STANZIATI CE GENTE K PAGA UN CASINO DI SOLDI D AFFITTO E QUEI RIMBORSI AIUTANO AD ANDARE AVANTI …………………………………………………QUINDI CARO CROCETTA VOREI CAPIRE DA K PARTE STAI!!!

    Bravissimo! Complimenti al presidente Crocetta! Ci voleva lui, con i suoi proclami sbandierati ad ogni momento, risparmi quali?, lotta allo spreco quale?, solo fumo meglio occhi da dare in pasto alla gente che vuole sentire lo dire.
    Nei fatti si torna sempre più indietro con un esercizio provvisorio di soli quattro mesi, solo perché è’ il massimo possibile, con un presidente che si fa in Santa pace la campagna elettorale con il suo ennesimo partiti o megafono, ma megafono di cosa? Tutti comportamento già visti, certo intollerabili se perpetrati da chi annunciava con il megafono di volere cambiare le cose! Si è visto ha cambiato proprio tutto a partire dagli assessori tributo di riconoscenza al buon Cuffaro!

    Anche la democrazia ha i suoi limiti e difetti . Tra questi quello che per avere il voto di tutti non si vuole scontentare nessuna richiesta . Ma così non si persegue il Bene Comune che richiede di non esaudire alcune richieste particolari . Occorrerebbe proibire per legge il rinnovo di qualsiasi mandato .

    ho gia postato in altra parte i miei complimenti per il capo di gabinetto vicario del presidente, un esterno costo complessivo 109.000 euro annui, quanto 6 precari per i quali si fa l’ennesima proroga. ma su questo ddl mi tocca una rettifica rispeto a quanto postato ieri: il commissario dello stato è intervento prima e l’art 3 è stato cassato. Meno male almeno sul piano dei rapporti i due enti dialogano, resta il fatto che comunque dal governo escono ddl improponibili sul piano costituzionale. per inciso l’art 3 riguardava la riserva del 20% dei fondi da destinare negli appalti alla assunzione obbligatoria delle imprese di precari.

    @ Roberto il Guiscardo.
    Non ci sono parti anacronistiche della Costituzione o dello Statuto. Ci sono solo parti da attuare. E il disposto dello Statuto ha un senso solo se lo si legge tutto insieme. L’art. 21, ad esempio, è legato, eccome ai disposti finanziari del 36 e del 37, perché il Presidente siede come Ministro perché rappresenta lo Stato in Sicilia ed è capo dell’amministrazione statale in Sicilia (20 secondo comma e 31, sì, proprio quello della polizia). Quindi la Regione si fa carico anche delle funzioni statali, sebbene sotto la direzione del governo della Repubblica, ma poi deve andare in Consiglio dei Ministri perché altrimenti ci faremmo carico finanziario per spese decise da altri. Tutto si tiene. E le entrate statali (36, 2° comma) che servono a finanziare le funzioni statali, anche quelle devolute alla Regione, devono garantire una compartecipazione alla Regione (119 Cost.) affinché questa possa farsene carico realmente e non solo sulla carta. Da qui la necessità di devolvere almeno parte delle entrate per accise alla Sicilia.
    Quanto al 37, previsto solo sull’IRES delle società di capitali perché solo per questo tipo di tributo, o meglio per il suo “antenato” nel 1946, era pensabile una differenza tra luogo di maturazione e luogo di riscossione del tributo, ma che giustamente gli accordi del 1965 generalizzarono ad ogni tipo di entrata pubblica (salve quelle erariali di cui prima si diceva), serve a garantire alla Regione il reddito necessario a farsi carico finanziario di tutte le altre funzioni che lo Statuto le riserva: cioè quelle che attualmente ha, più il totale carico di sanità ed enti locali, scuola e università.
    Non si può censurare l’eccessivo organico della Regione o mettere limiti numerici alla spesa regionale senza considerare che questa si fa carico di tutte o quasi le spese statali.
    Il punto è quindi questo. L’art. 37 non è un feticcio, da adorare in sé, ma si inserisce in un quadro confederale di rapporti tra Sicilia ed Italia, che è quello che ispira lo Statuto della Regione.
    Fa bene il Presidente ad intestarsi questa battaglia, ma noi tutti dobbiamo capire dove porta: alla semi-indipendenza voluta dai padri statutari e ratificata dai padri costituenti.
    Il punto è che questo quadro, che garantirebbe piena autonomia finanziaria alla Sicilia, CON I PROPRI SOLDI, e non con trasferimenti dal centro, non è stato mai accettato dall’Italia, né dall’Italia in quanto Stato, amministrazione centrale, né dall’Italia in quanto italiani, opinione pubblica.
    E oggi non va meglio, anzi va peggio che prima. Non credo che andrà meglio. Bene ha detto qualcuno prima di me che questa manfrina del 37 va avanti da decenni. E non si risolverà, perché a Roma non ci sentono da questo orecchio.
    A questo punto le strade possibili sono tre, ciascuna delle quali ha le sue buone ragioni:
    – insistere, fino a che almeno in parte qualcosa non venga concesso, accreditandosi come più credibili che in passato;
    – rinunciare all’autonomia, passare dipendenti e funzioni allo Stato, sperando che la Questione Siciliana venga affrontata e risolta dagli organi centrali (?!) o semplicemente subendo pacificamente l’emarginazione, lo sfruttamento e il sottosviluppo;
    – (ri)prendere seriamente in considerazione l’idea di una emancipazione politica piena della Sicilia che, effettivamente, darebbe alla Sicilia tutte le proprie risorse senza più alcuna intermediazione continentale, tanto più inutile in un’Europa unita che accentra tutte le decisioni più importanti: cioè l’indipendenza, che non è più una “balla colossale”, ma una strada politica ragionevole e del tutto percorribile alla quale dovremmo pensare seriamente.

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