PALERMO – “Niente e nessun commento strumentale può incrinare il grande lavoro di risanamento della sanità che abbiamo fatto in due anni con Lucia Borsellino. E i dati parlano chiaro, con i grandi risparmi effettuati, con il taglio degli sprechi, con le denunce delle truffe di centinaia di milioni di euro sui farmaci, sulle gare truccate e i risparmi conseguenti”. Lo dice in una nota il presidente della Regione Rosario Crocetta. ”Nella sanità – aggiunge – è in atto una vera e propria rivoluzione, non si possono strumentalizzare singoli fatti che riguardano singole persone, per negare il grande lavoro che si sta facendo e il contrasto agli interessi illeciti che vi sono stati nel sistema di interessi. Niente e nulla mi faranno desistere dal difendere la Sicilia dal malaffare. Anche nella vicenda del mio medico personale emerge un presidente che non è coinvolto da interessi personali. Non si arrabbino, lor signori, ma a me non interessano né potere né soldi e questa è la coerenza che mi rende forte”.
”Qualche nomina – conclude – potrebbe essere stata politicamente inopportuna; l’opportunità politica molto spesso è di parte e ciò che è opportuno per alcuni, appare inopportuno ad altri; qualche altra potrebbe non avere avuto la necessaria coerenza con la politica del governo. Non facciamo sconti a nessuno, chi sbaglia paga. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la correttezza della pubblica amministrazione e non esime i nominati dal rispetto dovuto alle leggi e alle istituzioni”.
Poi ancora Crocetta: “Il nostro lavoro continuerà nel governo o nella società, nonostante che in tanti, consapevolmente o inconsapevolmente, tentano di mettere in discussione il primo governo – eccettuate alcune brevissime esperienze come quella di Mattarella – che dal ’46 in poi ha avviato una lotta senza precedenti all’interno al sistema mafioso che si è insidiato all’interno della Regione siciliana. E tale lotta, per quel che mi riguarda, non ci fermerà, di fronte a nulla. Sono di lunga resistenza e nessuno riuscirà a piegarmi fino a quando riterrò che esistono i margini per portare dall’interno dell’amministrazione regionale tale battaglia. Io sono un combattente e i combattenti possono perdere alcune
battaglie, ma non rinunciano a vincere la guerra, dall’interno o dall’esterno. Niente e nulla mi faranno desistere dal difendere la Sicilia dal malaffare”.

