Un anno dal caso Villa: 'Senza il vaccino Davide sarebbe vivo'

Un anno dal caso Villa: ‘Senza il vaccino Davide sarebbe vivo’

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Commenti

    Dove sono finiti tutti quei cervelloni quegli scienziati che difendevano il vaccino sociale il vaccino popolare il vaccino killer Astra Zeneca? Erano soprattutto le sinistre i compagni a difendere il vaccino a basso costo il vaccino proletario anche se aveva già causato morti sospette tra i pazienti.Anche in presenza di trombosi cerebrali mortali questi invasati difendevano il vaccino killer. Fortunatamente e’ scomparso da molti mesi dall’essere inoculato. Una ulteriore cantonata presa dai sinistri perché le loro politiche le loro scelte i loro pareri non sono mai stati liberi e obbiettivi. Tutto deve piegarsi al pensiero unico tutto deve sottostare ai principi ideologici che li dominano

    In effetti il FFizer causa solo malori improvvisi

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Incredibile, i poveri siciliani devono sottostare alle ruberie della politica la quale sciacqua nella corruzione e’la bella vita, mentre il popolo soffre i pensionati e’i dipendenti per sbarcare il lunario devono fare salti mortali, chi commette questi crimini deve pagare con il proprio patrimonio e’per tutta la vita non dovra’ricoprire cariche pubbliche!I nostri figli continuando con la corruzione li lasceremo alla fame

Le finestre chiuse di quella zona dicono di una “paura di contiguità”: Tommaso Natale non è un quartiere più degli altri “assente, lontano, per nulla solidale con gli intimiditi”, se il fattaccio si fosse verificato, chessò, a vicolo del Pallone, in via del Medico, o in via XX Settembre, le finestre del vicinato sarebbero rimaste chiuse, ma con relativa solidarietà da fuori, chissà, anche dai forestieri di Tommaso Natale. Ma il problema c'è, Palermo non è una città solidale. È una città che si ritrova il solito Stato non all'altezza del problema con dichiarazioni inopportune e comportamenti inadeguati a Roma e, peggio, a Palermo. E allora c'è paura in città, ma come dice “Ulisse” ci vogliono “fatti reali”. Uno potrebbe essere l'invito alla riunione di lunedì di Santo Girgenti e di Tommaso Dragotto... avrebbero tanto da dire.

Massimo rispetto per il Suo appello alla Presidente del Consjglio. Sommessamente, lo ritengo però inutile. Si certo, è un gesto, un segnale, un pò come le visite alle famiglie che hanno perso un loro caro. Sono i giorni a seguire i più bui, quando i riflettori si spengono e la vita riprende con i suoi ritmi. Ecco, noi abbiamo bisogno di "continue" attenzioni, di continua vicinanza. E più di ogni cosa abbiamo bisogno che da Roma arrivino segnali forti anzi fortissimi. Ed è lì che la Presidente deve esserci. Con stima.

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