Db: "Buoni numeri al voto, alla Regione un solo nome: Musumeci"

Db: “Elezioni, alla Regione un solo nome: Musumeci”

Da Diventerà bellissima parlano Savarino e Aricò: bilancio delle Comunali e sguardo al futuro
IL POST AMMINISTRATIVE
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PALERMO – Se non è già bellissima, la performance elettorale del partito del governatore Musumeci, poco ci manca: per Giusy Savarino, deputata schierata sulla prima linea di queste Amministrative, “parlano, più dei proclami di coloro che rivendicano straripanti vittorie, i fatti. E il fatto più importante – dice – è che il nostro partito non è una meteora né un episodico ingrediente elettorale che ha consentito, e auspico consentirà ancora, l’elezione del presidente della Regione. Si conferma, invece, attore protagonista della scena politica, radicato con range percentuali fra l’8 e l’11% nelle parti più eterogenee della Sicilia, capace di esprimere una classe dirigente di amministratori giovani e fidati. In molti ad esempio – continua la parlamentare – continuano a celebrare i propri fasti a Favara. Hanno vinto tutti, parrebbe. I fatti dicono semplicemente che a Favara, dove peraltro i Cinquestelle sono letteralmente spariti dopo il successo di quattro anni fa, il primo partito è il nostro. Un partito capace di raggiungere il 10% a Vittoria, l’11% a Pachino, il 5% a Lentini, e di conquistare nei paesi a sistema maggioritario, i palazzi di città, fra gli altri, di San Biagio Platani, Gioiosa Marea, Torregrotta…”.

CALTAGIRONE, STORIA DI UN FLOP

Ma fatto, e che fatto, è anche il flop di Caltagirone, dove il centrodestra unito ha avuto un brusco risveglio: “Non sarò certo io a negare il passo falso – risponde Savarino – e dovremo analizzarne insieme con gli alleati le ragioni. Ha pesato la rinuncia improvvisa di Gino Ioppolo e la circostanza che il candidato di Forza Italia non sia riuscito purtroppo a vincere in un tempo risicato, due settimane, lo spaesamento di un elettorato molto legato al sindaco uscente. Una lezione per noi e per tutta la coalizione. I nostri elettori si sono sentiti abbandonati e parlano anche qui i numeri, con il distacco di 12 punti percentuali fra le liste che sostenevano il candidato sindaco e il candidato stesso”.

LE STRANE ALLEANZE

Savarino boccia senza appelli le alleanze con il Pd, messe in campo da Forza Italia e, ad Alcamo, pure dall’Udc, sulla falsariga del modello Draghi. “Anche qui per me parlano i fatti e le cifre – commenta – le quali ci mostrano per esempio il caso emblematico di Ettore Di Ventura, sindaco uscente, è arrivato soltanto terzo mentre Forza Italia ha rischiato grosso di non superare lo sbarramento. A questo punto, per il centrodestra la vera sfida è restare unito e, soprattutto, scegliere buoni candidati”.

IL REBUS PALAZZO D’ORLEANS

Ma pure… un buon candidato, quello alla prossima presidenza della Regione. Diventerà bellissima non teme che dopo i buoni risultati del suo nuovo progetto centrista, Cuffaro si giocherà le proprie fiches anche lì? “Io ho grande rispetto per questa nuova iniziativa politica da parte di Cuffaro – risponde in sintonia Alessandro Aricò, capogruppo a Sala d’Ercole – ma assistiamo ancora a fenomeni, per quanto incoraggianti, di rilievo locale. E poi, le prime parole dello stesso Cuffaro su possibili assi con Italia viva e i radicali di +Europa, non so quanto c’entrino con noi. E quanto calzi, oggi, il termine centrista”. Aricò getta lo sguardo alla prossima battaglia campale per la presidenza: “Il successore di Musumeci per noi è Musumeci – dice – e non per una semplice questione di appartenenza, ma perché quattro anni fa è stato chiaro a tutti. Musumeci ha unito il centrodestra, mentre noi per primi raccoglievamo firme per le primarie… Quando si è candidato, la coalizione di centrodestra era ai minimi storici di unità e coordinamento. A Palermo si candidava addirittura come anti Orlando, Ferrandelli, che ha tutt’altra, opposta cultura. I nostri alleati erano a livelli molto bassi, Musumeci è stata la cura e, poiché non è un palliativo, lo sarà ancora, per l’intero centrodestra”.


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Commenti

    Diventerà Bellissima……………..sì ma quando?……

    Ma Razza che ci fa sul palco, non aveva giurato di avere smesso con la politica? Inaffidabile come tutto il governo.

    Perché invece di parlare di successi o presenti tali il presidente della regione non agisce governando, ad esempio nominando i vertici delle partecipate seus in testa che da troppo tempo sono in balia di se stessi e con migliaia di lavoratori e rispettive famiglie al palo. Cosa accadrà agi operatori degli hub covid che hanno dato e che continuano a dare il c… per consentire ai cittadini di essere vaccinati e alle loro famiglie Che fine fanno gli ex sportellisti e i formatori e alle loro famiglie. Non esisono solo laureati vedi le recenti inchieste sulle università. I siciliani si aspettano lavoro lavoro lavoro non dissertazioni sul sesso degi angeli.

    A mio parere, per poter competere con le sinistre, che convergeranno tutte su un nome,il centro destra dovrebbe riconfermare Musumeci come Governatore e come candidato a sindaco di Palermo proporre Scoma. Se inizano i distinguo e i personalismi le sinistre potrebbero tentare di vincere esattamente come avvenne nel 2012 quando appunto vinse Crocetta ( il presidente dei 58 assessori sostituiti) proprio grazie alle divisioni nel centro destra in particolare grazie allo strappo di Miccichè. Ora le destre potrebbero commettere lo stesso errore. Senza unità si perde.

    Pur non essendo di destra, ritengo inoppugnabile, che il Presidente Musumeci abbia il diritto-dovere di ricandidarsi e di proseguire per altri quattro anni il suo lavoro. Non vedo antagonisti all’altezza.

    gli anni sono 5 (cinque)……..
    4 (quattro) sono quelli bellissimi che abbiamo trascorso tra una fiera cavalli….ed una fiera cavalli, nulla altro!

    Grazie per questo approfondimento puntuale

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