Dipendenti regionali, Caronia: "ecatombe" a causa dei pensionamenti - Live Sicilia

Dipendenti regionali, Caronia: “ecatombe” a causa dei pensionamenti

L'allarme della deputata Ars della Lega
PUBBLICO IMPIEGO
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PALERMO – “Quando terminerà il blocco decennale delle assunzioni che il Governo Musumeci ha sottoscritto con lo Stato, la Regione Siciliana sarà praticamente priva di dirigenti e personale che possano mandare avanti l’attività amministrativa”. A lanciare l’allarme è Marianna Caronia, deputata della Lega che nelle ultime ore ha diffuso un rapporto di analisi della situazione che si verrà a creare nel pubblico impiego regionale di qui al 2027.

Stando ai calcoli presentati dalla deputata, infatti, al termine della prossima legislatura saranno andati in pensione almeno il 52% dei dirigenti (420 pensionamenti su 807 dirigenti) e circa il 20% dei dipendenti “ordinari” del comparto (2.118 su un totale di 10.800). Per la parlamentare Ars si tratta così di una “crisi preannunciata”, “gravissima e forse irreversibile”.

Una vera “ecatombe” del personale regionale che, secondo Marianna Caronia che ha condotto lo studio sulla situazione della burocrazia regionale, “porterà di fatto al totale blocco delle attività, all’impossibilità non solo di sfruttare le opportunità del PNRR e della programmazione comunitaria, ma renderà impossibile perfino l’ordinaria amministrazione, per la carenza di personale istruttivo e di dirigenti abilitati alla firma delle pratiche.”

Lo studio, viene descritto, “persino ottimista” perché prende in considerazione soltanto i pensionamenti per raggiunto limite di età anagrafica del personale, mentre potrebbero esservi dipendenti che anche prima, per varie ragioni, potrebbero maturare il diritto alla pensione.

“L’accordo siglato dall’Assessore Armao nel gennaio del 2021 – sottolinea la Caronia – altro non è che l’ennesimo capestro per lo sviluppo futuro della Sicilia, condannata di fatto e restare dipendente dalle decisioni che saranno assunte a Roma e con una struttura amministrativa sempre più fragile e non adeguata a dare le risposte di cui cittadini, imprese e famiglie hanno bisogno.”

I numeri dello studio mostrano come si stia andando incontro ad un sostanziale svuotamento degli uffici regionali. Secondo quanto riportato, nello stesso periodo del blocco delle assunzioni, previsto fino a dicembre del 2031, il totale dei dipendenti che andrà in pensione sarà di ben 700 dirigenti (oltre l’85% del totale) e 6.190 fra funzionari, istruttori e altri lavoratori con qualifiche minori (quasi il 60% del totale).

“E’ urgente rimettere in discussione quell’accordo-capestro – conclude Caronia – perché chiunque sarà il prossimo Presidente della Regione troverà in eredità una situazione a dir poco disastrosa e destinata solo ad aggravarsi. Allo stesso, già dalla prossima finanziaria, è indispensabile introdurre modifiche normative per facilitare il transito del personale dal comparto all’area dirigenziale che altrimenti nel giro di pochi anni sarà del tutto sguarnita di professionalità, competenze e capacità di azione.
Non vorremmo che Musumeci oltre a lasciare una Regione dove è quasi impossibile chiediere il bilancio, lasci anche una situazione avviata verso il dissesto funzionale.”


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Commenti

    Ma quale ecatombe.
    I dipendenti regionali sono sempre troppo, anche perchè il lavoro non viene distribuito bene e viene trattenuto dai dirigenti per coltivare il loro potere e non fare conoscere ai subalterni le pratiche che tengono nei loro armadi, mantenendo e accrescendo cosi il loro potere.
    Le categorie inferiori non avendo un carico di lavoro, magari escono lasciando le stanze vuote creando sempre le stesse critiche: ” alla regione ci sono sempre le stanze vuote.”
    Questo per una mia esperienza la quale mi ha portato ad andare in pensione a 50 anni perchè ero diventato un essere senza nessuno scopo nella vita.

    capperi a 50 anni in pensione, ed io a 62 sto ancora qua, e ne avro almeno per quasi altri 6 anni, mese piu’, mese meno, con corico di lavoro decuplicato e nessuna incentivo monetario in piu”

    Ecatombe? Meglio dovete fallire. Siete una vergogna e una condanna verso la parte produttiva della città

    La Sicilia dovrebbe semplicemente prendere atto che non è (forse non è mai stata) in grado di gestire i vari servizi delegati che nelle altre regioni sono effettuati dallo Stato, mi riferisco a Genio Civile, Soprintendenza Beni Culturali, Motorizzazione, Corpo Forestale per citarne alcuni. Fatto ciò non resterebbe che applicare il modello “riscossione sicilia”, ormai transitato sotto lo Stato (agenzia dell’entrate). A volte una resa consapevole è più onorevole di una resistenza ad oltranza che porta solo guai e disservizi.

    la parte produttiva della città ????
    ahahahahahh.
    Solo pochi individui la rappresentano.
    Il resto naviga tra malacarne incalliti, affari sporchi, truffe, fallimenti pilotati e politicanti improvvisati da strapazzo…..
    come avrebbe detto totò … ma mi faccia il piacereeee !
    a palermo non attecchisce neanche la gramigna !!!

    sig. Gerardo, prima tutte le competenze che Aveva lo Stato in funzione dello statuto speciale sono passate alla Regione, tutti i Dipendenti sono Pagati dalla Regione, se il tutto dovrebbe ritransitare nelle competenze dello stato, non si illuda che le cose cambino o vadano meglio, è come nelle amministrazioni comunali, al rinnovo dei politicanti di turno, non è che cambi molto i dipendenti sono sempre quelli, quindi ti cambia solo la facciata, ma non il contenuto, od almeno i cambiamenti sono difficili.

    Quanti commenti intrisi di populismo e di masochismo, visto che la pubblica amministrazione, che ha fatto un salto di qualità notevole negli ultimi anni nella sua classe dirigente e nel livello medio dei dipendenti, scrollandosi tanta zavorra inutile, da da mangiare a tanti parassiti, pensionati o indecenti truffatori camuffati da imprenditori e da liberi professionisti.

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