Discrede, fiori di speranza: "Ma la ferita resta aperta"

Discrede, fiori di speranza: “Ma la ferita resta aperta”

Un delitto irrisolto e senza colpevoli, parla il fratello del commerciante.
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La telefonata con Vito Discrede cade quando mancano quaranta minuti alle 17.58, ora della strage di Capaci, per cui sentiamo l’apprensione del compiersi di ogni 23 maggio, quella radice di dolore che ogni palermitano passato attraverso il 1992 nutre dentro di sé, tra speranza e memoria. Vito è stato un compagno di scuola, uno che ha vissuto l’incidente del liceo ‘Meli’ del 1985, quando caddero Biagio Siciliano e Giuditta Milella, uno che ha combattuto la tua stessa guerra. Il circuito della nostra amicizia, dopo anni di lontananza, si è saldato in un 24 maggio di sette anni fa, quando ci siamo ritrovati – e mai avremmo voluto così – io da cronista, lui da fratello di Daniele Discrede, barbaramente assassinato nel corso di una rapina a Palermo.

Le indagini, poi archiviate, non hanno svelato gli esecutori di quel delitto. Oggi, in via Roccazzo, nascerà un giardino per Daniele e sarà posta una lapide. “Un segno di vicinanza del Comune e della Palermo buona – dice Vito -. Non è una pagina che si chiude, ma qualcosa che si apre alla speranza. Quale speranza? Che prima o poi si conosca la verità e che ci sia davvero un cambiamento. La ferita, aggravata dalla circostanza di non sapere, resta aperta. E fa male. Noi siamo una famiglia perbene, alla mano, ci conosci. E vogliamo comunque avere fiducia”.

Il comitato “Verità e giustizia per Daniele Discrede”, in questi anni, ha tenuto accesa ogni luce possibile su quell’oscurità. La cerimonia dell’intitolazione è fissata per le sei del pomeriggio, con le opportune prudenze per via del Covid. La lapide che verrà scoperta recita: “In memoria di Daniele Discrede commerciante caduto al lavoro per mano vile. Uomo libero, generoso e coraggioso”. E ci sarà la signora Angela, madre di Daniele e Vito, con papà Gaspare, con le sorelle, con i familiari e con gli amici. “Mia mamma – dice Vito – si è già affezionata a quel piccolo giardino e sta già pensando di piantare dei fiori”.

“Un Giardino per Dani – si legge in una nota – vuole essere un’ulteriore testimonianza di impegno da parte della famiglia e della comunità affettiva che ha circondato d’affetto Daniele Discrede, specialmente dopo la sentenza di archiviazione con la quale la Procura della Repubblica ha messo, almeno per ora, la parola fine a questo caso rimasto irrisolto. ‘Una motivazione che ferisce perché segna l’insuccesso delle indagini, lasciando comunque aperti alla speranza di nuovi spunti investigativi’, ha commentato l’avvocato Toni Gattuso, legale della famiglia Discrede. Un velo di amarezza, inoltre, traspare in quanti sono coinvolti in questa dolorosa vicenda, nel constatare che nonostante il tempo passato, dal quartiere e dalla città, nessun aiuto è arrivato per agevolare le indagini, nemmeno in forma anonima, come se il ricordo dell’omicidio di Daniele Discrede dovesse essere fagocitato dall’oblio, come spesso accade in questa martoriata città”.

“Noi speriamo sempre che qualcuno possa raccontare tutto – dice Vito –. E, nonostante tutto, non ci rassegniamo”. E poi ci si lascia con un abbraccio. Sono quasi le 17.58, ora di Capaci. Una preghiera va a quei bellissimi siciliani che morirono, sognando che ci fosse giustizia per tutti.

(nella foto la scena dell’omicidio)


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