"Dopo le Europee | il Pd ritroverà la pace" - Live Sicilia

“Dopo le Europee | il Pd ritroverà la pace”

Intervista a Salvatore Cardinale. Il rimpasto? "Il nostro assessore è Crocetta, è lui che ha scelto Fiumefreddo, non io. Il presidente non si fa condizionare nè da me, nè da Lumia nè da Confindustria". Le Europee: "Parleremo con il governatore e con Faraone, con cui abbiamo una fortissima alleanza". E sabato si presenta la nuova Federazione dei Moderati

L'intervista
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PALERMO – Nelle ore caldissime del rimpasto lui c’era. Accanto a Rosario Crocetta, come sempre in questo anno e mezzo. Al lavoro, con democristianissima tenacia, per trovare la quadra tra alleati. Quadra che ancora sulle deleghe è tutta da definire. Ma Salvatore Cardinale mostra la consueta pazienza e ostenta ottimismo. Mentre prepara per sabato il battesimo bi Drs 2.0, la nuova Federazione dei Moderati, gamba centrista del centrosinistra in Sicilia, che conta all’Ars su otto deputati, e che potrebbe allargarsi nei giorni a venire.

Prima domanda legata a queste ore: a che punto siamo con le deleghe degli assessori?
“Si sta lavorando, in ragione dei curricula e delle possibilità che gli assessori vengano chiamati a una responsabilità per rendere un servizio a una Regione che vive una situazione a dir poco drammatica. Una valutazione in base ai curricula, conciliando per quanto possibile le richieste dei partiti”.

Che però a quanto pare sarebbero in conflitto in alcuni casi. Per esempio, sull’agricoltura qual è la situazione?
“C’è una richiesta antica dell’Udc per mantenere questa delega, e c’è qualche professionalità che veniva offerta in alternativa da parte di altri. Su questo deciderà il presidente della Regione che è persona solita mantenere gli impegni assunti”.

Ma c’è anche un “caso Cartabellotta”: dal mondo agricolo arrivano istanze unanimi per chiedere di salvare l’ex assessore. Che ne pensa?
“Io stimo molto Cartabellotta. E se fosse rimasto, cosa per la quale mi sono speso, sarebbe stata cosa bona e utile. Se hanno l’Udc ha scelto di sostituirlo è un problema dell’Udc. Spero solo che chi lo sostituirà sia in grado di svolgere con uguale competenza il lavoro che svolgeva Dario”.

Si parla di Patrizia Valenti…
“Lei ha lavorato bene come assessore. A me interessa come lavorerà, peraltro io sono un mezzo agricoltore…”.

Ci può spiegare come nasce la designazione per il vostro movimento di Antonio Fiumefreddo? L’impressione dall’esterno è che, a parte Marco Forzese, dei vostri non lo volessero in tanti.
“Qualcuno attribuisce a me la scelta e non è così. Anzi: non è una scelta direttamente operata da questo movimento. Che si è allargato nei giorni scorsi ad altri tre deputati. Sabato 12 presenteremo un manifesto politico alle falde di Monreale e ci sarà anche il presidente della Regione, con amministratori locali, sindaci e attivisti del movimento”.

Stavamo parlando dell’avvocato Fiumefreddo…
“Premetto: io ho conosciuto Fiumefreddo di recente e trovo che sia una persona colta. Erano maturate dentro il movimento altre scelte, di persone ugualmente preparate e attrezzate tecnicamente. Non solo Maurizio Croce, che ha la mia stima e il mio affetto. C’era anche un’eccellente candidatura di una donna, che insegna alla Luiss, e di un controammiraglio. Cosa potevo fare, aprire uno scontro all’interno del movimento? Ho dichiarato che il mio assessore è Crocetta. E ho lasciato a lui la scelta”.

Fiducia cieca nel presidente…
“Crocetta ha il mio affetto. Ho letto in questi giorni delle interpretazioni sul gioco di chi ha vinto e chi ha perso… Io vinco se vince Crocetta e se con lui vince la Sicilia. Io ho aiutato il partito a maturare questa candidatura. In quelle regionali in cui, voglio dirlo, ha vinto Crocetta, non la coalizione. Crocetta è riuscito a recuperare l’Udc, altri non l’avrebbero potuto fare. Non sono interessato alle questioni di gestione, io do dei consigli, e basta”.

E perché Crocetta ha scelto Fiumefreddo, che non molto tempo fa il presidente accusò pubblicamente di sperperi e spese pazze al teatro Bellini?
“Non sapevo di queste cose, che ho letto solo in questi giorni. Davvero, non conoscevo questo antefatto. Credo che Fiumefreddo abbia dimostrato di essere estraneo, di avere pagato di tasca propria, ed evidentemente Crocetta se n’è convinto. Magari pensa di poterlo utilizzare bene in un settore che poteva rimanere scoperto, come quello dei Beni culturali. Ma vorrei essere chiaro: oggi ho letto da qualche parte di Fiumefreddo come candidato di Confindustria. Voglio dire che non sento Montante e Lo Bello da tempo, non sono uno che supporta la Confindustria, che rispetto per le belle battaglie che fa sul fronte dell’antimafia. Ma penso che la separazione tra Confindustria e governo debba essere netta. Le questioni che pone la Confindustria devono essere ascoltate come quelle poste dalla Cgil, o dalla Cisl, dagli artigiani, dai coltivatori. Non credo che Crocetta si faccia influenzare né da Cardinale, né da Lumia o da Lo Bello. È un animale politico che usa la testa e molte volte anche il naso. Anche con uscite geniali nei momenti di difficoltà”.

Come valuta l’uscita dalla giunta di Marino? Crocetta aveva detto che i partiti non se ne facevano carico, ma alla fine l’assessore all’Energia lo ha scelto lui, quindi era lui a non volerlo più in giunta, no?
“Secondo me il presidente ha voluto togliersi da uno scontro tra un amico qual è Marino e un pezzo importante della società siciliana. Ha voluto evitare che lo scontro continuasse e ha scelto un uomo al di sopra di ogni sospetto, impegnato sul fronte antimafia e vicino anche a Renzi”.

Calleri quindi garantisce quella impermeabilità importante in un settore delicato come quello di Energia e rifiuti, a suo giudizio.
“Certo, e questo è molto importante. Poi, certo, gli assessori devono essere supportati da una buona squadra. Il politico deve garantire imparzialità e impermeabilità al malaffare, che, come le vespe o le mosche, ronza sempre sulla marmellata”.

Ma secondo lei è gestibile l’avvio di un nuovo governo con un Pd, il partito principale della coalizione, che per metà sta all’opposizione?
“Io considero questo passaggio di grande difficoltà: questa rottura non giova. Io sono un democratico sui generis, perché da quando non sono più in Parlamento, seguendo un impegno che mi è stato dato dalla segreteria di Bersani prima e dalle indicazioni di Renzi poi, sto costruendo una fiancata a latere. Penso che bisogna trovare un luogo di discussione serena che ricomponga il partito e metta le sue anime in equilibrio. E che possa renderle capaci di partecipare con una propria rappresentanza di qualità. È un momento difficile come tutti quelli in cui si devono fare scelte di qualità per una competizione elettorale importante e credo che la discussione sia stata viziata da una preponderanza di questioni che riguardavano la composizione della lista per le Europee. Io credo, con molta umiltà che qualcuno abbia scordato che i problemi del governo erano quelli dei siciliani ed erano più importanti della lista”.

I Drs avevano annunciato il sostegno a Lumia. Che non è in lista. Cosa farete a questo punto?
“La lista troverà un impegno del sottoscritto tutto a favore del Partito democratico con il coinvolgimento di tutti quelli che oggi possono essere da me indotti a fare una scelta. Il nostro sarà un impegno senza riserve. Devo dire che avrei preferito che fossero in lista Cracolici e Lumia, personaggi capaci di un confronto molto scintillante. Ma ho molta stima e fiducia sia in Raciti sia in Scilabra. Faremo le scelte più naturali”.

E questo significa che sosterrete Nelli Scilabra?
“Sosterremo sicuramente la Scilabra. Ma si danno tre preferenze, vedremo. Parleremo con Crocetta e con Faraone, con cui abbiamo una fortissima alleanza”.

Che ne pensa di quello che ha detto Crocetta a proposito della Chinnici che non sarebbe una buona scelta perché è stata assessore di Lombardo?
“No comment, dicono gli inglesi”.

Dopo lo spettacolo di oggi in direzione nazionali la pace nel Pd è più difficile?
“No. Ma il calore della campagna elettorale consiglia di aspettare i risultato, svelenire un po’ il clima e ritrovare l’unità del partito che è un bene per tutti. Vedo che in questo senso arriva un segnale anche da Villari e ne sono contento”.


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