Draghi: "Ultimi anni difficili per il nostro Paese, Pnrr per ripartire" - Live Sicilia

Draghi: “Ultimi anni difficili per il nostro Paese, Pnrr per ripartire”

“La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l'economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità“
ITALIA
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“Gli ultimi anni sono stati molto difficili per il nostro Paese, come per il resto del mondo. Mi riferisco alla pandemia e alla crisi economica, che hanno colpito soprattutto i più deboli. In questi mesi l’Italia ha dimostrato, ancora una volta, di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità”. Lo ha detto il premier Mario Draghi alla Conferenza degli ambasciatori in corso alla Farnesina.

“La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l’economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità – ha continuato il premier -. L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano però alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi. Medici, infermieri, volontari hanno somministrato oltre 106 milioni di dosi di vaccino – uno sforzo senza precedenti nella storia recente”.

Draghi non si è sottratto alle domande relative al PNRR: “Nei prossimi cinque anni, dobbiamo investire 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri fondi per un totale di 235 miliardi di euro. Ci siamo impegnati a ridurre i divari, accelerare la transizione digitale ed ecologica, migliorare la scuola, la sanità e a riformare in modo profondo l’economia. Il Pnrr non è il piano di rilancio di questo governo. È il piano di tutto il Paese. Spetta a tutti contribuire alla realizzazione in modo rapido, efficiente, onesto”. 


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    Per la prima volta nella storia d’Italia un presidente del consiglio viene applaudito dai giornalisti in sala prima ancora che inizi la sua conferenza stampa senza sapere quello che dirà, proprio come quando il mega-direttore galattico dei film di fantozziana memoria veniva applaudito dagli impiegati quando entrava in ufficio. D’altronde Mario Draghi nella sua vita ha sempre fatto la figura di Ernesto Derossi, il primo della classe nel celebre romanzo Cuore di Edmondo De Amicis, pertanto è abituato ad essere adulato anche stando zitto, basta infatti solo guardarlo per esaltare e muovere le folle italiche disposte a tutto per lui, perfino a portarlo in braccio fin dentro al Quirinale. Peccato che il grande Paolo Villaggio sia passato a miglior vita altrimenti avrebbe tratto spunto per girarci sopra uno dei suoi film……

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