E’ il raggiro più diffuso per le strade| Dilaga la truffa dello specchietto

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08 Dicembre 2014, 19:13

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PALERMO – La “truffa dello specchietto” non conosce confini in città e si sposta nella zona residenziale del capoluogo. Almeno stando alle segnalazioni di chi abita dalle parti di via Giuseppe Sciuti, dove i presunti truffatori sono stati avvistati più volte mentre manomettevano le proprie auto. Dopo aver colpito in corso Alberto Amedeo, in corso Calatafimi, in via Salinas e recentemente anche a Santa Flavia e a Bagheria, chi mette a segno la truffa avrebbe tentato di raggirare chi è intento a cercare parcheggio lungo le traverse o chi percorre proprio la via Sciuti.

Un automobilista, a fine novembre, ha sentito un rumore improvviso sulla fiancata della sua Fiat Seicento: si trovava in via Ludovico Ariosto quando ha frenato di botto, spaventato. Ad attirare la sua attenzione sono stati i fari di un’altra auto dalla quale è sceso un uomo. Lo specchietto destro era rotto, in frantumi. Ma, stranamente, nessun residuo di vetro si trovava sull’asfalto. Con una scusa la vittima è tornata alla sua macchina ed ha avvisato le forze dell’ordine, allontanandosi dal luogo del presunto incidente.

Insomma, in quel caso al truffatore è andata male. Insospettito, l’automobilista è corso ai ripari ed ha trovato il modo per evitare di sborsare cento o duecento euro, la somma che di solito il malvivente e il suo eventuale “compare” chiedono per risolvere “pacificamente” la questione. Ma da settembre a novembre le segnalazioni alle forze dell’ordine sono arrivate dalle vie Giusti, delle Magnolie e Gabriele D’Annunzio. In diversi casi, due uomini sono stati notati mentre armeggiavano su delle auto e “preparavano” i propri mezzi.

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E’ uno dei raggiri più diffusi sulle strade palermitane per spillare alle ignare vittime centinaia di euro, inducendole a pagare una somma per riparare al danno provocato all’auto del truffatore, anche se in realtà la rottura delle specchietto non è mai avvenuta.

Un trucco molto semplice che consiste nel far credere all’automobilista che la sua macchina ha involontariamente urtato il retrovisore dell’auto di chi sta mettendo in atto la truffa. In pratica, come è già successo a diversi automobilisti palermitani, la vittima sente il rumore di un colpo secco molto forte sulla carrozzeria del mezzo – provocato in realtà da un bastone o da una pallina – dando l’illusione di un urto immediato.

Subito dopo il truffatore, di solito insieme ad un complice, mette in scena la truffa, indicando lo specchietto danneggiato e chiedendo i soldi in contanti per evitare di mettere di mezzo l’assicurazione. La vittima spesso paga perché convinta di essere davvero nel torto o per il timore che dalla truffa si passi alla rissa.

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08 Dicembre 2014, 19:13

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